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Urbanistica a Milano, anche un imprenditore bergamasco rinviato a giudizio con l’archistar Boeri. La difesa: “Il fatto non sussiste”

In 7 dovranno affrontare un processo per il progetto di lusso ‘Bosconavigli’: tra loro un costruttore di Telgate

Ci sarà un processo per il progetto immobiliare di lusso BoscoNavigli, realizzato nell’area dello Scalo San Cristoforo a Milano e finito al centro delle inchieste sull’urbanistica della Procura. La giudice Giovanna Taricco, della decima sezione penale del Tribunale di Milano, al termine dell’udienza pre-dibattimentale durata circa due ore, ha disposto il rinvio a giudizio di sette persone, tra cui l’architetto Stefano Boeri e il costruttore bergamasco Cristoforo Giorgi, fondatore della Smv Costruzioni di Telgate. A processo anche il presidente della Triennale ed ex dirigente comunale Marco Nolli, l’ex direttore dello Sportello unico edilizia Giovanni Oggioni, il co-progettista Giovanni Da Pozzo e il dirigente del Comune di Milano Andrea Viaroli. Tutti accusati, a vario titolo, di cooperazione colposa in lottizzazione abusiva e abusi edilizi.

Secondo l’accusa, il palazzo sarebbe stato realizzato su un lotto libero di circa 8 mila metri quadrati senza la predisposizione di un piano attuativo, in un’area in cui le norme urbanistiche prevedono che “l’altezza massima dei nuovi edifici non possa superare quella degli edifici preesistenti e circostanti”. L’edificio contestato raggiunge invece oltre 40 metri di altezza per 12 piani.
Nel mirino della Procura anche il ricorso a una convenzione urbanistica mai votata dal Consiglio e dalla Giunta comunale di Milano, l’utilizzo ritenuto scorretto del permesso di costruire convenzionato come titolo edilizio e la presunta sottostima degli oneri di urbanizzazione dovuti.

Durante l’udienza, il pubblico ministero Paolo Filippini e i difensori hanno discusso a lungo soprattutto sull’elemento soggettivo del reato, ovvero sulla consapevolezza degli imputati di violare norme edilizio-urbanistiche particolarmente complesse e caratterizzate da orientamenti giurisprudenziali non univoci. “Ho chiesto il proscioglimento nel convincimento che il mio assistito abbia agito in una situazione di totale buonafede, a fronte del permesso di costruire rilasciato dal Comune di Milano”, commenta l’avvocato Andrea Pezzotta che difende l’imprenditore edile bergamasco. La richiesta di proscioglimento, però, non è stata accolta. Né per Giorgi, né per gli altri costruttori, architetti e funzionari del Comune finiti sul banco degli imputati. Il processo inizierà il prossimo 16 marzo.