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Fiamme all’ex Montecatini: una ventina di persone ospitate nella palestra comunale di via Cavalli. Una famiglia con cinque minori sarà trasferita in hotel, mentre i vigili del fuoco continuano i rilievi per verificare l’agibilità degli appartamenti

Romano di Lombardia. Mancano una manciata di minuti alle 18 quando, nella palestra comunale di via Cavalli, iniziano a rientrare gli inquilini sfollati del complesso ex Montecatini, che nella serata di giovedì 8 gennaio sono stati costretti a lasciare le proprie abitazioni a causa dell’incendio. Attualmente sono una ventina le persone accolte nella struttura sportiva. Sono perlopiù stranieri. Alcuni di loro non parlano nemmeno l’italiano.

Una delle famiglie coinvolte, con cinque minori, lascerà la palestra per essere trasferita in un hotel. La loro permanenza fuori dalle rispettive abitazioni dipenderà dall’esito dei rilievi condotti dai vigili del fuoco, che stanno accertando le cause del rogo e valutando l’agibilità degli appartamenti.

“Fortunatamente – dichiara il vicesindaco di RomanoAndrea Nozza – non si sono registrati né morti né feriti. Fin da subito siamo intervenuti per dare assistenza a tutte le persone rimaste senza casa. Grazie all’intervento tempestivo della protezione civile abbiamo allestito un centro di prima accoglienza per garantire a tutti di trascorrere la notte al caldo e soprattutto in sicurezza. Colgo l’occasione – aggiunge – per ringraziare, a nome del sindaco e di tutta l’amministrazione comunale, i vigili del fuoco, la protezione civile, la polizia locale e i carabinieri che sono intervenuti tempestivamente”.

Per domare l’incendio sono intervenute una dozzina di squadre dei vigili del fuoco, con le operazioni che si sono protratte fino alle tre del mattino. Fortunatamente le fiamme non sono venute a contatto con una ventina di bombole di gas distribuite nei vari appartamenti, che sono state successivamente recuperate e smaltite da una ditta specializzata, evitando conseguenze ben peggiori.

“Recuperando queste bombole – aggiunge Nozza – ci siamo resi conto di quanto sia stato fondamentale l’intervento tempestivo di tutti i soggetti coinvolti per scongiurare il peggio”.

Stando a una prima ricostruzione, l’incendio potrebbe essere stato provocato dal contatto della canna fumaria con le perline del soffitto di uno degli appartamenti. Vano il tentativo del proprietario di intervenire con un estintore.

“Nei prossimi giorni – conclude il vicesindaco – effettueremo sopralluoghi per verificare se gli appartamenti saranno effettivamente idonei per poter accogliere nuovamente tutte le persone. Dopodiché procederemo allo smantellamento del centro di accoglienza”.

Nel frattempo, a ridosso della struttura che ha preso fuoco, sono ancora presenti mascherine annerite dal fumo, attrezzi e cocci sparsi a terra. I nastri bianchi e rossi avvolgono gli ingressi, accompagnati dai cartelli che segnalano il sequestro dei locali. L’odore acre del fumo è ancora percettibile, mentre il tempo è scandito dalle gocce d’acqua che continuano a cadere dal soffitto, provenienti dagli appartamenti in cui i vigili del fuoco sono intervenuti con l’acqua.

L’entità dei danni provocati dal rogo è ancora in fase di quantificazione.