Il professionista della prevenzione
Il tecnico della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro: questo sconosciuto professionista al servizio della salute
La Commissione dell’albo dei tecnici della prevenzione dell‘Ordine TSRM PSTRP di Bergamo vuole onorare la nascita di questa figura e promuovere la relativa importanza
Dove siamo nati?
La figura del tecnico della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro (TPALL) nasce come “Vigile sanitario” il 6 luglio del 1890 con il Regio Decreto n. 7042, con il compito di salvaguardare la salute, la sicurezza umana e ambientale, nonché di perseguire la lotta alle epidemie e malattie infettive. La figura si evolve in “Guardie di Sanità” (1907), “Vigile Sanitario Provinciale” e “Ispettore d’igiene” con la Legge n. 833 del 1978, che prevede la nascita del Servizio Sanitario Nazionale e l’individuazione del personale di vigilanza ed ispezione. Il 17 gennaio 1997, con il D.M. n. 58, viene riconosciuta la figura del “Tecnico della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro” quale professionista sanitario di stampo accademico e quindi legittimato mediante apposito albo.
Quali sono i nostri compiti?
Il TPALL può svolgere diverse attività:
– Come libero professionista o come dipendente di un’azienda privata, può occuparsi di consulenza e supporto alle aziende sia nell’ambito della sicurezza sul lavoro (redazione elaborati di sistema quali documento di valutazione del rischio, organizzazione e svolgimento di corsi di formazione, oppure ricoprire il ruolo di addetto/responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione), sicurezza alimentare (redazione di piani di autocontrollo, manuali HACCP e di corretta prassi igienica e corsi di formazione) e sicurezza ambientale ( come per esempio la redazione di manuali di autocontrollo per la verifica della presenza di legionella c. e/o piani di bonifica di siti contaminati, manuali di autocontrollo dei prodotti cosmetici, ecc.);
– All’interno del Servizio Sanitario Nazionale e di INAIL e INPS, previo superamento di un concorso, può lavorare in qualità di organo di vigilanza e controllo in materia di salute e sicurezza negli ambienti di lavoro (indagini infortuni e attività ispettiva nei luoghi di lavoro), all’ interno delle ASL, AUSL, e ATS, oltre alla sicurezza nei luoghi di lavori, lavora anche nelle strutture dedicate alla sicurezza alimentare (attività di campionamento di matrici alimentari e sopralluoghi ispettivi in attività alimentari come ristoranti, mense, industrie alimentari ecc.) ed igiene e sanità pubblica (ispezioni presso scuole dell’infanzia, strutture sanitarie, studi medici, centri estetici ed indagini inerenti la salute ambientale).
– All’interno del Ministero della Salute, previo superamento di un concorso pubblico, può effettuare attività di vigilanza e controllo delle merci in arrivo da paesi esteri, all’interno dei Posti di Controllo Frontalieri oppure negli Uffici Veterinari per gli Adempimenti Comunitari.
Ma allora, vista la molteplicità di funzioni, perché questa figura non è totalmente e propriamente conosciuta?
Pur annoverandosi tra i professionisti sanitari, tale figura non viene correttamente riconosciuta dalla pubblica utenza. Infatti, è consuetudine immaginare un professionista della salute come una figura che presta la propria opera nei confronti di un paziente/cliente, offrendo tutta una serie di prestazioni a carattere sanitario di varia natura (esempio fisioterapica, audioprotesica, linguistica, podologica, ecc.).
La suddetta consuetudine è ancora consolidata non solo nella popolazione ma aimè anche nelle rappresentanze politico/istituzionali, che, ancora oggi considerano preminente l’attività di cura rispetto all’attività di prevenzione sanitaria. Si può invece rimarcare la grande importanza di investire nell’attività di prevenzione, che si concentra su azioni proattive per evitare l’insorgenza di problemi (come malattie o infortuni), mentre la cura interviene una volta che il problema si è già manifestato. Una corretta disponibilità di risorse in favore della prevenzione potrebbe portare quindi anche un importante contenimento della spesa sanitaria.
Non tutti però comprendono che anche il tecnico della prevenzione possiede un background conoscitivo di stampo sanitario, il quale viene poi applicato nel concreto nei vari settori di competenza in base alle specifiche normative vigenti.
Per questo motivo, è necessario far conoscere più a fondo le peculiarità di questa figura, al fine di rappresentarlo non più come un semplice “ispettore”, ma come un “professionista sanitario della prevenzione”.

