Il Ministero frena sulla Bergamo-Treviglio e chiede una nuova analisi costi-benefici
Nella procedura di Via la commissione del Mase deposita più di 50 pagine di osservazioni. Servono più dati sull’ambiente e sul rischio idrogeologico: “Approfondire l’alternativa zero, la non realizzazione dell’opera”
Una relazione di più di 50 pagine con tutte le integrazioni richieste al progetto. Autrice del documento è la commissione ministeriale che dirige la Valutazione d’impatto ambientale dell’autostrada Bergamo-Treviglio al termine dell’analisi dei pareri e delle osservazioni depostitati lo scorso ottobre. Di fatto, la serie di modifiche espressa nelle 54 pagine pubblicate giovedì 8 gennaio appare confermare i dubbi sollevati dai tecnici della Direzione generale Ambiente e Clima di Regione Lombardia e dai Comuni contrati all’opera: Ciserano, Fara d’Adda, Levate, Osio Sopra, Osio Sotto, Pontirolo, Stezzano, Verdellino.
La commissione non respinge il progetto, ma conferma la necessità di ulteriori informazioni e studi per una valutazione corretta sugli impatti ambientali con criticità da risolvere e punti da analizzare in maniera più approfondita. Tra le questioni principali evidenziate dai tecnici del Ministero dell’Ambiente la valutazione dei possibili tracciati alternativi: nel parere della commissione l’analisi sulle diverse opzioni è stata infatti insufficiente e sbilanciata verso l’autostrada. Viene così richiesto un nuovo stadio che disponga una comparazione tra i possibili tracciati e un approfondimento specifico su quella che viene definita “alternativa zero”, la non realizzazione dell’opera.
Altri dubbi riguardano gli impatti cumulativi, ovvero le conseguenze della nuova autostrada sul già stressato sistema di infrastrutture e viabilità della Bassa, con stime considerate non accurate su traffico, emissioni e pressione ambientale: “si valutino differenti tracciati che non interferiscano con aree agricole, cascine o altri elementi di rilevanza ambientale e paesaggistica”. Viene richiesta anche una valutazione più precisa dei costi-benefici del progetto sulla base di “studi del traffico attuale e del fatto che l’opera non collegherà la Tangenziale Sud di Bergamo con la Pedemontana (A36), come da progetto originariamente approvato in Conferenza di servizi, ma solo con la Brebemi (A35)”.
Anche sui fronti qualità dell’aria, biodiversità e consumo di suolo il Ministero non si nasconde e chiede valutazioni più approfondite perchè “la documentazione risulta non esaustiva”. Solamente nella categoria ‘Atmosfera e clima’ sono 31 le integrazioni richieste. Altre 15 compongono l’elenco delle richieste di chiarimento nell’ambito ‘Ambiente idrico’, tra cui un’analisi del “potenziale aumento del rischio idrogeologico dei territori a causa delle modifiche all’assetto morfo-idraulico. Si richiedono quindi adeguati approfondimenti, soprattutto in considerazione dell’area tra il Comune di Levate e quello di Dalmine che rientra tra le aree a rischio alluvioni medio-alto”.



