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Casa di Comunità e asilo nell’ex Sacro Cuore, slitta ancora la consegna degli spazi: “Agibilità a inizio febbraio”
Il complesso dell'ex Istituto

Il centro sanitario doveva essere consegnato a fine settembre, il polo educativo entro il 2025: Redo Sgr assicura che mancano solo le opere di perfezionamento. L’opposizione cittadina torna all’attacco su costi e ritardi: “Scadenze concordate dopo un inusuale anticipo dei pagamenti, bisogna applicare le penali previste”

Bergamo. Osservando dalla strada, nel cantiere il tempo sembra scorrere a rallentatore. Nel cortile sono pochi gli operai che si vedono al lavoro tra le macerie, i materiali e quel grande albero a terra che da mesi assiste impotente alla trasformazione del Sacro Cuore. Con l’ingresso nel nuovo anno è arrivata la conferma delle ulteriori settimane di ritardo nella consegna degli spazi dell’ex complesso scolastico di via Ghirardelli che ospiteranno il nuovo Villaggio di Comunità.

In zona stadio, l’ex scuola e il vecchio convitto – adiacente alla chiesa progettata a metà secolo scorso dall’architetto Luigi Angelini – sono stati per più di cinquant’anni di proprietà delle suore dell’Istituto Figlie del Sacro Cuore di Gesù. Dopo anni di difficoltà finanziarie, hanno chiuso i battenti nel 2017. Indebitate, le suore furono costrette a vendere il complesso: ad acquistarlo ci pensò per una cifra mai resa nota Redo Sgr, la stessa società milanese dell’intervento di rigenerazione delle ex caserme Montelungo Colleoni. Le bonifiche, tra cui i lavori di smaltimento dell’amianto, sono state ultimate nel giugno 2025. Poi il cantiere si è fermato per alcuni mesi, per riprendere a fine settembre con la rimozione dei basamenti dei serbatoi interrati nel cortile e accelerare prima di Natale.

Il Comune non è stazione appaltante dell’intervento al Sacro Cuore, ma è direttamente interessato al cantiere perchè durante la seconda amministrazione Gori acquistò da Redo tre lotti funzionali (più di 2 mila metri quadrati complessivi) pattuendo con la Sgr un programma finanziario che definiva tempistiche di consegna e pagamenti. Il primo lotto, quello della Casa di Comunità, doveva essere consegnato il 30 settembre 2025. Gestita dall’Asst Papa Giovanni XXIII, la Casa di Comunità diventerà la nuova porta di accesso in città ai servizi sanitari e sociali: sarà tra le altre cose Punto unico di accesso, Centro prenotazioni, ambulatorio territoriale e punto prelievi. L’azienda sanitaria, che ha contribuito con un investimento da oltre 1,5 milioni di euro, lavora per inaugurare i nuovi spazi nel mese di marzo. Il secondo lotto, che doveva essere consegnato entro il 31 dicembre, include il polo educativo con asilo e scuola materna; il terzo, l’ultimo a essere consegnato, uno spazio culturale polivalente con una sala di 62 metri quadrati. Nel complesso verranno realizzati 40 appartamenti di housing sociale destinati a persone fragili che saranno venduti in regime convenzionato con il Comune.

Giovedì 8 gennaio l’opposizione cittadina è tornata all’attacco ricordando i costi sostenuti da Palazzo Frizzoni – lievitati di 1,3 milioni in 8 mesi, il tempo trascorso tra le due perizie (luglio 2023 e marzo 2024) che valutarono il valore del compendio – e chiedendo al Comune di applicare le penali inserite nell’atto di acquisto. “Il costo è aumentato mentre i prezzi di mercato nell’area sono rimasti stabili – sostengono i consiglieri di Fratelli d’Italia (Ida Tentorio, Arrigo Tremaglia, Cristina Laganà e Filippo Bianchi) in una nota condivisa dal consigliere della Lega Alessandra Carrara -. C’erano operai anche il giorno di Natale, ma il cantiere appare ancora per aria. Eppure le scadenze erano concordate a fronte di un inusuale anticipo dei pagamenti”.

Nell’intesa sulla compravendita dell’immobile Redo si era ‘accontentata’ di 8,2 milioni di euro, quasi un milione in meno rispetto alla seconda perizia. Un prezzo scontato in base proprio all’anticipo nei pagamenti: 4 milioni sono stati corrisposti all’atto di acquisto, 1,5 conguagliati a fine 2024. “Abbiamo già pagato i due terzi di un importo a nostro avviso troppo elevato e i locali non ci sono ancora – continua la minoranza, che ha presentato un ordine del giorno urgente in Consiglio comunale -. In più, i ritardi non sono mai stati anticipati dall’assessore competente”.

Mentre l’assessore Valesini prende tempo e il Comune non rilascia note ufficiali, nell’ultima riunione tra Natale e Capodanno Redo ha informato l’amministrazione che gli spazi saranno consegnati nel giro di poche settimane. “La consegna poteva avvenire a fine dicembre – spiega la Sgr milanese -. In accordo con il Comune abbiamo però deciso di concludere le opere di perfezionamento, interventi che solitamente vengono completati dopo l’attestato di agibilità. L’agibilità – assicura la società – sarà certificata a inizio febbraio, il rogito sarà firmato entro la fine dello stesso mese. Non ci sono ulteriori ritardi se non un rinvio dettato da motivazioni tecniche”.

I primi rallentamenti, quelli che di fatto avevano reso impossibile consegnare la Casa di Comunità entro il 30 settembre, erano legati a una serie di imprevisti che la direzione lavori si è trovata ad affrontare nel cantiere durante le varie fasi di ristrutturazione, con opere di consolidamento strutturale che hanno richiesto più tempo rispetto a quanto preventivato. Una situazione diversa rispetto a quella del cantiere della Nuova Gamec dove il Comune ha richiesto la rescissione del contratto perchè l’impresa, travolta da una grave crisi finanziaria, non ha rispettato gli impegni.