Al Mirad’Or
|Cultura e Spettacolo
/A Pisogne arriva la mostra “Jerry Zeniuk. Il colore”, lo speciale su Sky Arte
8 gennaio 2026 | 06:17
Dal lago d’Iseo a Sky Arte, tra Europa e Stati Uniti, l’arte crea un dialogo universale tra spazio, luce e colore
Pisogne. Il Museo Mirad’Or presenta la mostra “Jerry Zeniuk. Il colore”, curata da Simona Spinella con la supervisione di Flaminio Gualdoni e Marco Lagorio. L’esposizione offre al pubblico l’occasione di avvicinarsi al lavoro di Jerry Zeniuk, artista statunitense di origini europee, considerato tra i protagonisti della ricerca sul colore. Da oltre quarant’anni Zeniuk esplora le potenzialità emotive e visive delle tinte, sviluppando un linguaggio pittorico essenziale e immediato; il colore rappresenta l’emozione espressa attraverso struttura e forma, dove i punti, concetto geometrico primario, assumono valore simbolico e concettuale.
A celebrare la carriera artistica di Zeniuk l’8 gennaio su Sky Arte durante il programma The Square – All you can Eat, condotto da Nicolas Ballario, verrà trasmesso alle 6 e alle 20.40 un servizio dedicato alla mostra “Jerry Zeniuk. Il colore”.
La mostra, a ingresso libero e visitabile fino al 15 febbraio, si sviluppa in due luoghi simbolici del territorio: il Mirad’Or, suggestivo padiglione costruito direttamente sull’acqua del lago d’Iseo, e la Chiesa di Santa Maria della Neve, definita la “Cappella Sistina dei poveri” per gli affreschi del Romanino sul tema della Passione. Le opere dell’artista americano instaurano così un dialogo a distanza con il paesaggio, la luce e gli affreschi rinascimentali, creando un percorso unico tra contemporaneo e tradizione.
La mostra invita a riscoprire il linguaggio pittorico dell’artista, basato sulla ricerca di elementi pittorici primari e sull’indagine del colore come esperienza autonoma e spirituale, capace di parlare direttamente alle emozioni dello spettatore. Le opere esposte sono espressione di pittura fondamentale in cui la dimensione meditativa del colore si manifesta nella tensione tra espansione e contenimento. I segni sembrano disporsi liberamente sulla superficie che, nella chiesa del Romanino, crea un ambiente illusorio, un invito a perdersi nel colore per fare un’esperienza intima, universale e spirituale.



