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Elezioni in Provincia il 15 marzo: “Proroga improbabile”. Centrodestra, quattro candidati in lizza
A sinistra Pasquale Gandolfi, presidente della Provincia di Bergamo. A destra il palazzo della Provincia in via Tasso

Per la conferma dell’election day (e del mancato rinvio) si attende la conversione in legge del Milleproroghe 2025. Il Pd mantiene le riserve sul nome, la coalizione del centrodestra pensa a Imeri

Bergamo. La certezza arriverà solo quando il decreto diventerà Legge, ma il sentiment condiviso è che le chance di una proroga siano veramente ridotte al lumicino. Le elezioni provinciali saranno dunque con grande probabilità il prossimo 15 marzo 2026, giorno in cui i sindaci bergamaschi saranno chiamati a scegliere la figura destinata a guidare via Tasso nei prossimi cinque anni.

Erano state le stesse Province a chiedere un rinvio verso l’autunno, con possibile data il 18 ottobre. L’Unione delle Province Italiane (Upi), ente guidato dal presidente della Provincia di Bergamo Pasquale Gandolfi, aveva espressamente richiesto al Governo di convocare l’elettorato una sola volta, concedendo una proroga ai presidenti e ai consigli in scadenza tra il 1° gennaio e il 30 settembre di quest’anno. La misura non è stata però inclusa nel decreto Milleproroghe 2025, il provvedimento dell’esecutivo che contiene disposizioni urgenti per prorogare termini amministrativi approvato a dicembre dal consiglio dei ministri.

Per l’ufficialità bisognerà attendere la conversione in Legge dal Parlamento e la discussione degli emendamenti, ma le probabilità che la proroga venga effettivamente concessa sono vicine allo zero. “Lo sapremo entro fine gennaio, ma credo che un dietrofront sia improbabile”, riconosce Gandolfi. Il mandato dell’attuale presidente è formalmente terminato lo scorso 18 dicembre e, in caso di proroga, rimarrebbe alla guida di via Tasso per 7 mesi dopo la naturale scadenza. L’incarico del Consiglio è invece in scadenza il 29 settembre 2026.

Fine gennaio: la stessa deadline annunciata dai vertici del Partito Democratico provinciale per sciogliere le riserve sul proprio candidato. Dopo il caso Bolandrini-Tura a Caravaggio, si può facilmente immaginare che il Pd avrebbe accolto di buon grado l’eventuale rinvio per godere del tempo necessario a instaurare nuove alleanze finalizzate a un Gandolfi bis. Così non è stato e il partito è chiamato ora a serrare le fila: nel periodo natalizio non ci sarebbero stati faccia a faccia, riunioni che invece per forza di cose dovranno avere luogo nelle prossime settimane.

Diversa la situazione per il centrodestra, tornato unito in Bergamasca dopo più di dieci anni. I segretari provinciali della coalizione – Fabrizio Sala (Lega), Umberto Valois (FI) e Andrea Tremaglia (FdI) – dovrebbero riunirsi già questa settimana in un vertice nel quale potrebbe essere deciso il nome del candidato.

I nomi papabili, secondo quanto trapela dalle segreterie provinciali, sarebbero quattro. Nome gradito non solo dal Carroccio ma anche da Fratelli d’Italia è quello di Juri Imeri, sindaco leghista di Treviglio in scadenza nella primavera del 2027. Si parla da tempo, sempre della Lega, della possibile candidatura di Matteo Macoli, primo cittadino di Ponte San Pietro e attuale consigliere provinciale al Bilancio.

juri imeri matteo macoliA sinistra Juri Imeri, sindaco di Treviglio. A destra Matteo Macoli, sindaco di Ponte San Pietro

Gli altri partiti della coalizione starebbero invece pensando a due sindaci eletti nell’ultima tornata di amministrative nel giugno 2024. Per Forza Italia Gianfranco Gafforelli, sindaco di Romano di Lombardia nonché predecessore di Gandolfi in via Tasso. In orbita Fratelli d’Italia prende piede l’ipotesi Gabriele Cortesi, l’uomo già scelto per interrompere a Seriate il lungo predominio della Lega.

gafforelli cortesiA sinistra Gianfranco Gafforelli, sindaco di Romano. A destra Gabriele Cortesi, sindaco di Seriate