La sentenza
|Accoltellò la moglie fuori dal Lidl di Seriate: Daniel Manda condannato a 13 anni e mezzo
La versione dell’imputato non ha retto davanti al gup. La pm aveva chiesto 12 anni in abbreviato, la difesa che il tentato omicidio venisse derubricato in lesioni
Seriate. È stato condannato a 13 anni e mezzo in abbreviato Daniel Manda, il camionista rumeno di 49 anni che il 6 gennaio 2025 tentò di uccidere a coltellate la moglie all’esterno del supermercato Lidl di Seriate.
Il pubblico ministero Emma Vittorio gli aveva contestato il tentato omicidio pluriaggravato dalla premeditazione e dal rapporto di parentela, lo stalking e le lesioni nei confronti di un militare che quel giorno era intervenuto per difendere la donna rimediando un taglio all’orecchio, e aveva chiesto 12 anni di reclusione.
La difesa, retta dagli avvocati Lorenzo Mele e Stefania Russo, aveva invece chiesto la derubricazione del tentato omicidio in lesioni, l’assoluzione per lo stalking e l’esclusione dell’aggravante della premeditazione. Daniel Manda infatti aveva dichiarato davanti al pm che quella mattina non aveva portato il coltello con sé, ma lo aveva preso dall’auto della moglie. Aveva raccontato di aver incontrato la donna davanti al campo sportivo la mattina dell’aggressione. I due avevano discusso, poi lei gli aveva mostrato un coltello e gli aveva detto che si sarebbe ferita da sola per poi accusarlo e farlo arrestare. Infine gli aveva chiesto di seguirla in auto, aveva posteggiato nel parcheggio del supermercato di via Lombardia ed era andata a fare la spesa. Lui l’aveva aspettata e, quando lei era uscita con i sacchetti, l’aveva colpita più e più volte in preda ad una sorta di raptus. Davanti al gup l’imputato ha dichiarato di essere dispiaciuto per quanto successo e che quella mattina non aveva intenzione di uccidere la consorte. Lei lo aveva provocato e lui aveva perso la testa, tanto da non rendersi conto di ciò che faceva.
La pm ha però dimostrato che l’incontro al campo sportivo non era mai avvenuto: il telefono cellulare di Manda non era stato localizzato in quella zona, bensì in un primo momento in casa sua e poi lungo il tragitto che porta al Lidl. Inoltre una testimone oculare, moglie di uno dei tre uomini intervenuti per disarmare il rumeno, aveva dichiarato di aver visto l’aggressore estrarre il coltello dalla tasca del giubbotto.
Il gup non solo ha ritenuto valida la tesi dell’accusa, ma ha aumentato la pena rispetto a quella richiesta.
La vittima, Daniela Manda, 40 anni, si è costituita parte civile e ha chiesto un risarcimento di 120mila euro: il giudice ne ha disposti 40mila. Il militare ferito ne ha chiesti invece 24mila e ne prenderà 5mila.
Quella mattina di un anno fa la donna stava caricando le borse della spesa in macchina quando il marito, che l’aveva seguita fino al parcheggio del Lidl, l’aveva aggredita con un grosso coltello. Provvidenziale l’intervento di alcuni clienti del supermercato: la cassiera aveva incitato i presenti a lanciare delle pietre addosso a Manda; un elettricista che passava da via Lombardia aveva fermato il furgone in strada, aveva raggiunto il rumeno e gli aveva assestato un calcio nelle parti intime. A quel punto due uomini, tra cui il militare che aveva in precedenza cercato di disarmare Manda, erano riusciti a bloccarlo, mentre Daniela, gravemente ferita, era stata trascinata all’interno del market. Soccorsa dal personale del 118, era stata operata d’urgenza e per un paio di giorni si era temuto per la sua vita. La donna porta tutt’ora i segni di quella terribile aggressione: a causa di problemi alle braccia dovute ai colpi ricevuti, fatica a trovare un lavoro e a mantenere così se stessa e i suoi due figli.
L’imputato è tutt’ora detenuto nel carcere di via Gleno.



