I commenti
|Attacco degli Stati Uniti al Venezuela, Gori: “Grave violazione del diritto internazionale”
Diversi politici bergamaschi ma anche personalità del mondo sociale e culturale di Bergamo nelle scorse ore hanno commentato quanto accaduto scrivendo post sui social
L’attacco degli Stati Uniti al Venezuela ha colpito l’opinione pubblica. Diversi politici bergamaschi ma anche personalità del mondo sociale e culturale di Bergamo nelle scorse ore hanno commentato quanto accaduto scrivendo post sui social.
Su X l’europarlamentare bergamasco Giorgio Gori scrive: “C’erano moltissime ragioni per auspicare la fine del regime sanguinario di #Maduro in #Venezuela. L’attacco ordinato da #Trump è però una grave violazione del diritto internazionale, che rischia di legittimarne altre – dall’#Ucraina a #Taiwan. Il mondo non ha nulla da guadagnare dall’affermazione del diritto del più forte”.
Sul proprio profilo Facebook, Matteo Rossi, vicesegretario del Partito Democratico della Lombardia, condivide il post “La guerra infinita” del regista Andrea Segre: “Non sapevo che Trump stesse per bombardare Caracas, quando due giorni fa ho pubblicato il post sul libro LA GUERRA di ASOR ROSA. Leggetelo se potete. Contiene davvero le parole che ora dobbiamo dire tutti insieme.
Ve ne cito qui due passaggi qui, entrambi utili a rispondere alla ovvia motivazione trumpiana che ha attaccato per ristabilire la democrazia e arrestare un pericoloso dittatore.
“Il cemento che tiene insieme il complesso delle relazioni imperiali e lo rende compatibile nelle sue estreme diversità (dalle democrazie occidentali agli emiri sauditi ai regimi militari o autoritari di Africa e Sud America), è economico, non politico-istituzionale: è insomma il mercato non la democrazia. Tutto ciò che serve allo sviluppo commerciale è ben accetto; tutto ciò che in qualche modo gli si oppone viene duramente combattuto e represso. Così diventa naturale individuare nella guerra uno degli agenti indispensabili e fondamentali del “progresso umano”.
E di conseguenza
“La guerra, come è ovvio, ha sempre svolto un ruolo importantissimo nella modellazione delle vicende umane, mai però con questa sistematicità normalizzata e normalizzatrice. La guerra sembra entrare nella fisiologia del sistema: non risolve più controversie, non decide conflitti, non stabilisce primati (tutte cose ormai alle spalle nella storia), ma è un modo, come tanti altri nella storia precedente dell’uomo, di governo del mondo”.
Dal mondo culturale e sociale, Daniele Rocchetti, direttore artistico di Li.Ber Associazione Librai Bergamaschi, sul proprio profilo Facebook, commenta: “Un’altra picconata al diritto internazionale. Chissà cosa diranno gli amici degli amici. Chiederanno di assegnare il Nobel per la Pace a Trump?”.


