Terrorismo, inquisito avvocato con studio a Bergamo: “L’associazione raccoglieva fondi per Hamas”
La sede legale di “La Palma” è in pieno centro città, in via Garibaldi: secondo gli investigatori della maxi inchiesta della Procura anti terrorismo e della Procura di Genova serviva per trasferire soldi ai gruppi armati in Palestina
Bergamo. Anche la città di Bergamo è citata nelle carte dell’inchiesta che sabato 27 dicembre ha portato all’arresto di 9 persone per aver finanziato Hamas. Come riporta il Corriere Bergamo, tra gli indagati a piede libero figura il nome di Mohamed Ryah, avvocato 36enne di origini marocchine con studio in via Garibaldi in pieno centro a Bergamo.
Ieri mattina gli inquirenti hanno perquisito la sua casa a Verdello, sequestrano computer e altro materiale che sarà analizzato. Ryah è legato a due associazioni – La Cupola d’Oro e La Palma – che sarebbero state create proprio allo scopo di convogliare i fondi che arrivavano dalla “zakat”, l’elemosina dei fedeli islamici nelle moschee, e inviarli in contanti o tramite operazioni bancarie in Palestina a realtà legate ad Hamas.
L’indagine è stata portata avanti dalla Procura nazionale antimafia e antiterrorismo e dalla Procura di Genova con con la Digos e il Nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di finanza del capoluogo ligure. La mente dietro ai trasferimenti di denaro sarebbe stato il presidente dell’associazione dei palestinesi in Italia, Mohammad Hannoun, 63 anni, architetto di Genova, al centro delle accuse e ora in carcere.
L’associazione “La Palma”, creata nel gennaio 2025, ha sede legale proprio nello studio di Ryah in via Garibaldi. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti e riportato dal Corsera, l’avvocato aiutava il gruppo di Hannoun a destreggiarsi per evitare grane.
Per la giudice, le conversazioni intercettate in quel periodo “dimostrano in modo univoco che gli indagati, con il significativo apporto dell’avvocato Mohamed Ryah, hanno costituito la nuova associazione La Palma con il fine di proseguire nell’attività di raccolta fondi e finanziamenti destinati in una parte rilevante ad Hamas, ma dietro lo schermo di un nuovo organismo, apparentemente del tutto estraneo alla precedente attività svolte dalle associazioni ormai compromesse”.


