Regalo di Natale… a Lautaro: l’Atalanta perde ancora con l’Inter, 0-1 a Bergamo
L’errore di Djimsiti al 65′, nel miglior momento della Dea offre agli ospiti l’occasione per il gol che alla fine è decisivo. Nona sconfitta di fila contro i nerazzurri di Milano: il 2025 si chiude con 22 punti in 17 partite, al 9° posto
Bergamo. Una maledizione che resiste, anzi, che persiste. Sono passati 2.604 giorni dall’ultima vittoria dell’Atalanta contro l’Inter e altri ne dovranno passare, mentre la striscia di sconfitte consecutive si allunga ancora toccando quota 9. Neanche stavolta è quella buona per spezzare il tabù, per invertire il trend che vede la Dea senza vittorie negli ultimi 16 scontri diretti.
A decidere, tanto per cambiare, è ancora Lautaro Martinez, 8 gol alla Dea, 5 nelle ultime 6 partite, ma con grossi demeriti nerazzurri nell’occasione del gol, un vero e proprio regalo a chi di regali non ne avrebbe bisogno — anche se siamo sotto Natale. Perché sono punti che pesano e, nonostante un primo tempo di sofferenza, la Dea vista in campo nella prima metà di ripresa avrebbe meritato di giocarsela fino alla fine senza un gol di svantaggio.
Atalanta-Inter 0-1, la partita
Come da trend già consolidato nelle scorse stagioni, la scelta di Palladino è l’inserimento di un centrocampista nel tridente offensivo per schermare il regista nerazzurro, il rientrante Calhanoglu: c’è Pasalic con De Ketelaere a supportare Scamacca, ma soprattutto a ostruire le linee di passaggio per il turco e per Zielinski, i centrocampisti più qualitativi. Proprio al croato è dedicato il messaggio della Curva Pisani nel prematch: “Forza Mario, la tua città è con te”, segnale di vicinanza (seguito da coro) ricambiato dal numero 8 con l’applauso in campo e una mano sul cuore.

Sulla sinistra Zalewski e la sua capacità di ribaltare in fronte sono preferiti alla maggior attenzione difensiva che offre Bernasconi, mentre in difesa il recuperato Djimsiti va subito in campo e insieme a Hien prende in consegna Thuram e Lautaro, mentre Kolasinac deve gestire Barella qualche metro più avanti (con un giallo pendente sulla testa già dal 19’). Una strategia che funziona, visto che per la prima metà di primo tempo la gara è bloccata e l’unica occasione è di Akanji su corner, con deviazione provvidenziale di Kolasinac per evitare lo 0-1.
Per la maggior parte dei primi 45 minuti, comunque, il pallino del gioco è saldamente della squadra di Chivu, capace di alzare i ritmi andando in verticale alla ricerca delle due punte, mentre dall’altra parte Akanji tiene a bada Scamacca impedendo all’Atalanta di guadagnare metri. Le occasioni sono tutte a porta unica Thuram e Lautaro provano a impensierire Carnesecchi trovando i guantoni del portiere nerazzurro, poi Luis Henrique, Calhanoglu e Barella con soluzioni da fuori non trovano la porta.
Solo nel finale la gara si stappa per davvero (e Palladino si toglie il giaccone sfidando il freddo), dopo un gol assegnato e poi annullato a Thuram per una posizione di fuorigioco di Lautaro per una manciata di centimetri: la prima situazione di pericolo la Dea la crea con un cross di Zalewski a rientrare su cui non arriva per poco la deviazione.
Nell’intervallo la mossa obbligata nerazzurra è Musah, al posto di Zappacosta vittima di un problema muscolare (affaticamento al flessore destro) e anche con l’altro esterno di ruolo Bellanova ai box. Quel che cambia è però lo spirito nerazzurro: più convinzione e più coraggio nell’alzare il baricentro. Ne nascono un colpo di testa di Ederson (alto) e poi un gol annullato a De Ketelaere per un fuorigioco di Zalewski a inizio azione, ma anche l’enorme rischio corso al 55’ quando Carnesecchi mura Luis Henrique a tu per tu e poi Barella a porta quasi vuota spara in curva disturbato da Kolasinac.
Non per questo l’Atalanta arretra, anzi, Palladino lancia un chiaro messaggio inserendo Kamaldeen per Pasalic. Ma il suo piano viene tradito da un passaggio orizzontale folle di Djimsiti, che permette a Pio Esposito (entrato da pochi secondi) e Lautaro di creare un 2-vs-1 che si tramuta nello 0-1 che stappa il match.
La Dea si compatta, ma la strada si fa in salita: Samardzic prova a portare freschezza col passaggio al 4-2-3-1, cerca un vero e proprio assedio, ma il gol del pareggio non arriva (e il serbo si mangia la miglior occasione per farlo). La classifica ora racconta di una Dea al 9° posto, ancora a 22 punti dopo 17 partite, con tante sconfitte quante vittorie (5) e 7 pareggi, per chiudere il 2025 con una media punti di poco superiore all’1,5 per gara, la terza più bassa dell’ultimo decennio dopo il 2016 e il 2022.
Atalanta-Inter 0-1
Marcatori: 65’ Lautaro
Atalanta (3-4-2-1): Carnesecchi; Djimsiti, Hien, Kolasinac (75’ Samardzic); Zappacosta (46’ Musah), De Roon, Ederson, Zalewski (65’ Bernasconi); De Ketelaere, Pasalic (58’ Kamaldeen); Scamacca. A disp. Sportiello, Rossi, Scalvini, Comi, Ahanor, Brescianini, Maldini, Krstovic. All. Palladino
Inter (3-5-2): Sommer; Bisseck, Akanji, Bastoni; Luis Henrique, Barella (76’ Mkhitaryan), Calhanoglu, Zielinski (83’ Frattesi), Dimarco (76’ Carlos Augusto); Lautaro (83’ Diouf), Thuram (64’ Pio Esposito). A disp. Martinez, Taho, De Vrij, Cocchi, Cinquegrano, Sucic, Spinaccè. All. Chivu
Arbitro: La Penna
Ammoniti: Kolasinac (19’), Bastoni (77’), Kamaldeen (80’) per gioco falloso
Espulsi: –
Note: 23.243 spettatori, incasso di € 786.659,63. Recupero tempo: pt 1’

I gol
0-1 Lautaro (65’) – Una follia di Djimsiti, che cerca un passaggio in orizzontale nella sua area, regala a Pio Esposito la palla sulla trequarti: immediata verticalizzazione per Lautaro che si inserisce e davanti a Carnesecchi tutto solo col sinistro trova il secondo palo.



