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“Specchi e radici”, l’opera partecipativa nella quale riconoscersi

Commissionata da Il Salone di Bellezza di Maria Tibaldi e realizzata dall’artista Emanuele Grazioli, l’opera invita i cittadini a diventare protagonisti di un’esperienza collettiva di introspezione e condivisione

In Viale Vittorio Emanuele II n 4, lo spazio urbano si trasforma in un palcoscenico simbolico con l’installazione partecipativa “Specchi e Radici”. Commissionata da Il Salone di Bellezza di Maria Tibaldi e realizzata dall’artista Emanuele Grazioli, l’opera invita i cittadini a diventare protagonisti di un’esperienza collettiva di introspezione e condivisione.

Al centro dell’installazione, poltrone da salone di bellezza trasformate in tele artistiche e una grande testa tridimensionale in legno di recupero accolgono contributi e pensieri che si stratificano, costruendo un racconto condiviso. Gli specchi, qui non riflettenti, restituiscono frasi, parole e immagini dedicate alla memoria, all’identità e alle radici culturali, invitando ciascun partecipante a lasciare un segno personale: scrivere, dipingere o cucire diventa un gesto creativo e meditativo.

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Specchi e Radici esplora la cura come forma di conoscenza e la bellezza nascosta che abita in ciascuno, trasformando ogni traccia lasciata dai visitatori in testimonianza di appartenenza e crescita collettiva. L’opera promuove un tempo lento e consapevole, dove partecipare significa connettersi con se stessi e con gli altri, valorizzando le radici interiori e culturali.

L’installazione fa parte del percorso Christmas Design Artisan 2025 e porta in città bassa l’expertise delle aderenti a Confartigianato Imprese Bergamo.

Crediti fotografie: Oliviero Godi e Leonardo Tagliabue