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Termovalorizzatore Montello, i Comuni tornano alla carica: “Provincia e Arpa intervengano, situazione odori ancora irrisolta”

Bagnatica, Brusaporto, Costa di Mezzate e Gorlago sollevano sospetti sull’ultima tranche di chiarimenti che l’azienda ha inviato alla Provincia e chiedono a gran voce interventi tempestivi per mettere fine alle molestie olfattive

Bagnatica, Brusaporto, Costa di Mezzate e Gorlago tornano all’attacco sul termovalorizzatore che la Montello Spa vorrebbe installare all’interno del sito di via Fabio Filzi 5: le amministrazioni comunali, tramite il proprio legale, l’avvocato Veronica Dini, martedì 23 dicembre hanno fatto recapitare alla Provincia di Bergamo e ad Arpa Lombardia due lettere di sollecito a prendere decisioni da un lato in merito alla procedura di Valutazione di Impatto Ambientale e dall’altro sugli interventi orientati alla risoluzione delle problematiche odorigene.

Concisa la missiva indirizzata all’Agenzia regionale per la protezione ambientale, con la precisa richiesta “di conoscere le attività svolte e i pareri/atti amministrativi comunque denominati emessi a seguito della mozione votata dal Consiglio della Regione Lombardia il 23/9/2025, che ‘impegna la Giunta regionale e l’Assessore competente a procedere urgentemente tramite ARPA Lombardia, affinché la società Montello S.p.A. intervenga tempestivamente per porre fine alle molestie olfattive che da più anni coinvolgono le comunità locali di Montello e dei comuni limitrofi’. Gli stessi chiedono, oltre, di accedere e di ricevere copia telematica del Report finale relativo al monitoraggio del disturbo olfattivo nei Comuni di Montello, Bagnatica, Brusaporto e San Paolo d’Argon, espressamente menzionato nel rapporto del 26/9/2025”.

Più articolata, invece, quella depositata in via Tasso, dalla quale lo scorso 12 dicembre le amministrazioni erano state informate del fatto che la società avesse depositato “documentazione integrativa di chiarimento e riscontro ai documenti ATS e ARPA”.

Secondo quanto sostenuto dalla legale, però, ci sarebbe molto di più: “A giudicare dalla quantità e dal contenuto del materiale fornito – scrive -, è del tutto evidente che non si tratti di meri chiarimenti e/o di riscontri documentali: al contrario, siamo in presenza di integrazioni istruttorie pacificamente non consentite in questa fase del procedimento, posto che, di una facoltà l’Operatore ha già goduto”, in quanto dopo la richiesta di integrazioni già stata avanzata il 10 giugno 2024, ” Montello SpA aveva chiesto una proroga di 180 giorni del termine originariamente fissato in 30 giorni ai sensi del comma 5 dell’art. 27-bis del D.lgs. 152/06 s.m.i. La proroga era stata accordata dalla Provincia”.

Richiamando sempre il comma 5 dell’art. 27 bis, l’avvocato Dini evidenzia come “su richiesta motivata del proponente l’autorità competente può concedere, per una sola volta, la sospensione dei termini per la presentazione della documentazione integrativa per un periodo non superiore a centottanta giorni”, fatto che determinerebbe “l’irregolarità della procedura in essere che, dunque, deve essere chiusa ed eventualmente riavviata”.

La richiesta alla Provincia è chiara: “Assuma le determinazioni conseguenti, tenendo altresì conto da un lato delle altrettanto dirimenti contestazioni preliminari sollevate dai Comuni scriventi nella prima seduta della Conferenza di Servizi, dall’altro, della mozione votata dal Consiglio della Regione Lombardia il 23/9/2025 che ‘esprime la propria contrarietà, già espressa dalle Amministrazioni comunali bergamasche e dal Consiglio provinciale di Bergamo, in merito alla realizzazione dell’impianto di incenerimento rifiuti presso il Comune di Montello; impegna il Presidente del Consiglio regionale a trasmettere questo dispositivo alla Conferenza dei Servizi della Provincia di Bergamo dove è in corso l’iter autorizzatorio come previsto dalla normativa, con la richiesta che nell’ambito del medesimo iter autorizzativo venga verificata la conformità del progetto presentato dalla società Montello S.p.A. rispetto alle normative europee vigenti, come il Regolamento UE 40/2025 del 19 dicembre 2024 che esclude l’incenerimento e il recupero energetico dei rifiuti costituiti da imballaggi in materie plastiche dall’ambito dell’economia circolare'”.