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Meglio pensarci prima che piangere dopo

Nonostante l’inasprirsi di regole e sanzioni, continuano inesorabilmente ad aumentare gli incidenti “inspiegabili” sulla strada

Eccessiva fiducia nelle proprie capacità; ignoranza (o noncuranza) dei propri limiti; incoscienza grave; presunzione colpevole. Si possono riassumere con queste parole le cause degli incidenti “inspiegabili” che, nonostante l’inasprirsi di regole e sanzioni, continuano inesorabilmente ad aumentare…

Ben venga il rigore verso chi non prende atto delle proprie fragilità e incapacità, anche se – è evidente – non può esserci una volante per ogni cittadino in transito; e del fatto che comunque ci sia sempre la possibilità di sfuggire fra le maglie della rete noi italiani siamo ben consapevoli, da sempre.

Ma almeno, quando capita la botta di sfortuna, riflettiamo un attimo: una persona con la patente sospesa non solo non vive, ma crea pesanti disagi a chi deve accompagnarla, aspettarla, piegare le proprie esigenze e i propri orari per conciliarli con i suoi. L’amaro calice di rinunce e frustrazioni va assaporato, non sottratto; è giusto aiutare, confortare e sostenere, è fuorviante (e diseducativo) cercare scappatoie fra agganci e conoscenze. Bisogna imparare che certi sbagli non si devono fare: meglio questo tipo di sofferenza che l’altro, quello causato dalle vite stroncate o da lesioni permanenti proprie e altrui.

Anche nella guida smargiassa e rischiosa, nell’azzardo del sorpasso a cuor leggero (“Non ho tempo da buttare nel traffico!”), nell’ostinazione di voler condurre un veicolo anche quando l’età e la salute non lo permetterebbero, c’è un’eccessiva fiducia nelle proprie capacità, inversamente proporzionale, purtroppo, al rispetto per gli altri.

Ed è proprio questo il punto cruciale: che valore diamo agli altri? Quanta considerazione abbiamo della loro vita? Meglio, molto meglio pensarci prima che ritrovarsi con colpe tardive che possono lasciarci segni addosso a vita.

Emanuela Monego – Docente di lettere in Scuole superiori, editorialista e giornalista di periodici

ACI

(dal libro “Strade sicure per tutti” di Giuseppe Zois, edizione ACI, Provincia di Bergamo, “Mobilità sicura”)