Viabilità in Val Seriana, il verde alla Martinella? Come un’oliva per antipasto
Negli stessi giorni in cui il primo ministro spagnolo Sanchez introduce un abbonamento unico per il trasporto pubblico in tutto il Paese, a Bergamo ci si sorprende per i mancati effetti di una sperimentazione che sembra voler aggirare il problema di fondo: la quantità di auto che ogni giorno viaggiano sulla Statale 671
Sembrava che per qualcuno l’attivazione del verde continuo al semaforo della Martinella avrebbe risolto gli infiniti disagi viabilistici della Val Seriana.
Una forzatura, forse. Ma l’impressione è che negli ultimi mesi l’attenzione si sia concentrata solo su quei piccoli interventi, annunciati da tempo, che effettivamente potrebbero mitigare le condizioni di viaggio dei pendolari lungo la Statale 671, ma di certo non risolvere il complesso problema della viabilità seriana e, di riflesso, dell’hinterland orientale della città di Bergamo.
Nei primi giorni di attivazione del nuovo assetto, effettivo da lunedì 15 dicembre, i segnali dalla Martinella sono chiari: le code non sono magicamente scomparse e i tempi di percorrenza rimangono disastrosamente alti. Il sospetto, si perdoni la presunzione, è che anche allargando la strada alle Curve della Selva e chiudendo una delle uscite dalla Statale all’altezza di Cene la situazione potrebbe non cambiare radicalmente.
Queste riflessioni sorgono negli stessi giorni in cui il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez ha annunciato che da gennaio in Spagna sarà possibile acquistare un abbonamento unico per i trasporti. Costerà 60 euro al mese, 30 per i giovani con meno di 26 anni, e sarà valido su tutto il territorio nazionale: permetterà di viaggiare sui treni, tranne quelli ad alta velocità, e sugli autobus a lunga percorrenza. L’idea del piano è incoraggiare l’uso dei trasporti pubblici, riducendo l’inquinamento e cercando di convincere i cittadini a lasciare l’auto a casa. Nei primi mesi l’abbonamento non includerà i trasporti urbani, gestiti dalle amministrazioni locali, ma Sánchez ha detto che spera che le varie municipalità possano aderire al progetto per rendere l’offerta ancora più completa.
Un obiettivo, quello di ‘convincere’ quante più persone possibili a scegliere il trasporto pubblico, condiviso anche da Jacopo Scandella (Pd), consigliere regionale d’opposizione originario di Clusone e per questo particolarmente attento ai problemi dei pendolari seriani. “Non è una questione legata solo al traffico, ma alla qualità della vita – spiega -. Il risparmio economico è uno dei fattori di competitività del trasporto pubblico: a Regione Lombardia abbiamo chiesto introdurre elementi di scontistica utilizzando come modelli l’Emilia Romagna e la Campania. Il minimo sarebbe partire con la gratuità del trasporto scolastico e universitario: gli attuali abbonamenti attuali sono pesanti per le famiglie. Non è un sogno irrealizzabile, serve stanziare le risorse necessarie”.
Il consigliere regionale Jacopo Scandella“Regione Lombardia è stata antesignana – ribatte Claudia Terzi, assessora regionale alle Infrastrutture – introducendo ‘Io viaggio ovunque in Lombardia’, abbonamenti che prevedono tra l’altro tariffe agevolate per i residenti in Lombardia, la gratuità per chi ha meno di 14 anni e che consente di viaggiare sui servizi di trasporto pubblico della regione”. I prezzi, per chi non è in una delle categorie agevolate, vanno dai 116 euro mensili ai 333 trimestrali sino ai mille annuali. “Certo – precisa Terzi -, se il Fondo nazionale trasporti erogasse maggiori linee di finanziamento potremmo incrementare una politica già impostata sulla promozione di una mobilità integrata che usi modalità alternative al mezzo privato per muoversi”.
L'assessora regionale Claudia TerziNel contesto attuale gli spostamenti dai piccoli borghi delle cosiddette aree marginali ai Comuni di cintura sono difficili da coprire mantenendo la competitività di tempi e costi del servizio. “Per essere competitivo il trasporto pubblico deve muoversi tra due poli – sostiene Scandella -. Nelle valli bergamasche la difficoltà è la frammentazione dei luoghi di partenza e di arrivo: allungare le linee Teb fino a Vertova e Zogno è positivo, ma più si sale più l’utilizzo dell’auto privata diventa necessario”.
La soluzione, senza ideologismi, è sviluppare una nuova cultura della mobilità. “E con questa nuove abitudini – continua il consigliere del Pd -. Smart working, condivisione delle auto e parcheggi di interscambio. Ma anche inserire nelle aziende e negli enti locali la figura del del mobility manager. Solo così il numero di auto potrà gradualmente diminuire”. “Serve – appoggia anche l’assessora – un cambio di mentalità: la maggior parte delle persone continua a preferire gli spostamenti con il mezzo privato”.



