Logo

Temi del giorno:

Nuova Gamec ferma, lo sconcerto dell’opposizione: “Nessun accenno in tre sedute di Consiglio comunale”
Il cantiere della nuova Gamec

Diffusa preoccupazione tra le file della minoranza. Pezzotta rivendica la nuova sede del museo negli ex Magazzini Generali di via Rovelli: “C’era l’accordo con Ubi per un progetto chiavi in mano. Ora perdere i fondi Pnrr sarebbe una tragedia”

Bergamo. Le voci sui ritardi nei lavori si rincorrevano da mesi. In città nessuno, forse, avrebbe però immaginato di leggere in un frenetico pomeriggio pre-natalizio la clamorosa notizia della risoluzione da parte di Palafrizzoni del contratto d’appalto del cantiere della nuova Gamec.

“Un cantiere che non sarebbe mai dovuto iniziare”, sentenzia Andrea Pezzotta, leader dell’opposizione cittadina. L’ex candidato sindaco rivendica come 15 anni fa, con Tentorio a Palazzo Frizzoni, sul tavolo era pronta una soluzione diversa: la nuova sede del museo sarebbe stata realizzata negli ex Magazzini Generali di via Rovelli.

“Una location, forse, meno prestigiosa – riflette l’avvocato Pezzotta -. Si trattava di padiglioni industriali che andavano ristrutturati: l’accordo con Ubi era stato trovato, la banca si era impegnata per realizzare l’opera e dare le chiavi in mano al Comune. Il progetto è stato abbandonato per l’intenzione dell’amministrazione successiva di portare la Gamec al palazzetto, con costi lievitati e squadre sportive sfrattate”.

Negli ambienti della minoranza cittadina il sentiment condiviso è di forte preoccupazione per i tempi di cantiere, inevitabilmente destinati ad allungarsi. Di quanto, al momento, non c’è certezza. “La ciliegina sulla torta prima di Natale – commenta ironicamente Pezzotta -. Perdere i finanziamenti Pnrr sarebbe una tragedia e il rischio, a questo punto, è reale”.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche la consigliera Ida Tentorio (FdI). “Siamo di fronte – sostiene – all’ammissione di un clamoroso fallimento nella gestione di una delle opere pubbliche più importanti degli ultimi anni. Dopo mesi di segnali d’allarme ignorati, quello dell’amministrazione è un atto tardivo con il solo intento di scrollarsi di dosso la responsabilità: la città di Bergamo merita risposte chiare”.

Dopo la risoluzione del contratto con la Manelli Spa, travolta da una crisi finanziaria che ha portato l’azienda a non pagare operai e subappaltatori, si scorrerà l’originaria graduatoria di posizionamento della gara pubblica per individuare l’impresa designata a entrare in corsa e terminare i lavori. “A parole è tutto semplice, ma inserirsi in un cantiere aperto è complicato – avverte l’ex candidato sindaco -. In più, passati due anni bisogna anche capire se la società sia ancora disponibile”.

“Non posso non sottolineare – conclude Pezzotta – la perplessità e lo sconcerto per il fatto che i consiglieri lo abbiano appreso tramite la stampa, senza un’informativa nella tre giorni di Consiglio comunale appena conclusa. Mi chiedo, non era forse il caso informarci di quanto sta accadendo?”.

andrea pezzottaAndrea Pezzotta