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Gamec si ferma, la crisi di Manelli Spa: ritardi e proteste in giro per l’Italia

Le difficoltà dell’azienda erano emerse in diversi cantieri pubblici a Brescia, Genova, Palermo, Ancona, Padova e Treviso, tra scioperi e rescissioni dei contratti

Non è stato il proverbiale fulmine a ciel sereno, da tempo nubi minacciose erano addensate sui cantieri di Manelli Spa in giro per l’Italia. Dopo mesi di allarmi la pioggia è arrivata anche a Bergamo, dove il Comune ha avviato la procedura di risoluzione del contratto per la realizzazione della nuova sede della Gamec nell’ex Palazzetto dello sport di piazzale Oberdan. Una delle opere pubbliche più importanti in città.

Il caso bergamasco si inserisce in un quadro nazionale già compromesso. A Brescia, dove la Manelli è impegnata nientemeno che nella realizzazione della prima linea del tram, le opposizioni avevano sollevato in Consiglio comunale forti preoccupazioni sulla solidità finanziaria dell’azienda, richiamando le criticità emerse in altri cantieri. A Palermo la crisi si è tradotta in scioperi e proteste per stipendi non pagati e nel rallentamento delle operazioni. A Genova si è arrivati alla rescissione del contratto, con lavori fermi a circa il 10 per cento per gravi ritardi. Problemi si sono registrati anche ad Ancona, Padova, Treviso ed erano noti da mesi.

A fronte di un portafoglio lavori stimato in circa 5 miliardi di euro, la società di Monopoli ha avviato una composizione negoziata della crisi per evitare il fallimento, affittando un ramo d’azienda nell’ambito di un’operazione di acquisizione che ha coinvolto CMC Ravenna Spa e, più recentemente, Finres Spa. Una crisi di liquidità che ha travolto un gruppo che solo nel 2023 dichiarava un fatturato superiore ai 300 milioni di euro.

La vicenda riporta al centro una criticità che accompagna molti cantieri Pnrr. Gare vinte con offerte molto spinte sui tempi, a fronte di una macchina amministrativa che fatica a rispettare le scadenze dei pagamenti e a garantire progetti pienamente cantierabili. In diversi casi le imprese riescono ad avviare i lavori grazie all’anticipo, ma si trovano poi in difficoltà nel sostenere l’esecuzione a causa di ritardi, varianti progettuali, carenze strutturali del sistema e delle stesse aziende.

I lavori del cantiere per la nuova Gamec, iniziati nell’ottobre 2023, hanno subito un progressivo rallentamento fino alla paralisi: riduzione delle maestranze, sospensione delle attività da parte di alcuni subappaltatori e mancato rispetto delle tempistiche. Subappaltatori e fornitori si sono rivolti direttamente al Comune per ottenere il pagamento delle fatture non saldate. PalaFrizzoni ha avviato la procedura di risoluzione contrattuale con l’obiettivo di scorrere la graduatoria di gara e affidare i lavori a un’altra impresa, per tutelare tempi e finanziamenti.

L’intervento per la nuova Gamec viene definito “la più importante opera pubblica di rigenerazione urbana della città”: un progetto da 18,6 milioni di euro finanziato con fondi Pnrr e con il contributo di Fondazione Intesa Sanpaolo e Fondazione Banca Popolare di Bergamo Onlus, nell’ambito di un partenariato pubblico-privato con il Comune e il Gruppo Tenaris Dalmine.

L’amministrazione si dice fiduciosa di poter riavviare il cantiere affidandolo a un nuovo soggetto. Da Gamec confermano di essere stati costantemente informati e di lavorare alla programmazione futura, in attesa della ripresa dei lavori e della definizione di una data di apertura. Al momento un grosso punto interrogativo.