I tecnici regionali: “Rivalutare l’attrattività della Bergamo-Treviglio”. Dori: “Stop al progetto”
Con un documento inviato al Ministero la Direzione generale Ambiente e Clima di Regione Lombardia chiede cambi di tracciato e ulteriori approfondimenti sull’impatto dell’opera. Il Pd: “Sul tavolo un progetto superato e carente”
“Il documento non lascia spazi a dubbi: è come se la Regione non volesse ammettere di aver sostenuto per anni un progetto sbagliato e ora chieda al Ministero di fare quello che non ha il coraggio di fare autonomamente”. Così Devis Dori, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, commenta il report della Direzione generale Ambiente e Clima di Regione Lombardia che richiede nuovi approfondimenti sul progetto della Bergamo-Treviglio.
I tecnici regionali hanno infatti inviato al Ministero dell’Ambiente un documento di 14 pagine nell’ambito del procedimento di Via (Valutazione d’Impatto Ambientale) chiedendo integrazioni e modifiche al tracciato dopo aver rilevato carenze nello studio di impatto ambientale presentato da Autostrade Bergamasche Spa.
Da un lato la Direzione generale Ambiente e Clima chiede approfondimenti sui motivi che hanno portato alla scelta di realizzare un’autostrada rispetto ad altre possibili soluzioni, dall’altro chiedono chiarimenti sulla decisione di realizzare l’asse in trincea e, infine, di approfondire le “valutazioni sull’attrattività dell’opera – si legge nel documento – rispetto alla viabilità locale tenendo anche conto del pedaggio previsto”.
Presenti nel report anche riflessioni legate all’impatto idrogeologico dell’opera, che impatterebbe sui torrenti Morla e Morletta, e sulla biodiversità, con la richiesta di evitare il passaggio sopra l’oasi naturalistica di Renova Park.
La reazione di Dori
Dori ha depositato una nuova interrogazione parlamentare al Ministero dell’Ambiente per chiedere di mettere una pietra tombale sul progetto “chiudendolo in un cassetto e archiviandolo definitivamente”. “Nel novembre 2023 – ricorda il deputato – organizzai un incontro al Ministero portando con me i sindaci di Osio Sotto, Ciserano, Levate, Stezzano e Osio Sopra. Gli uffici ministeriali rimasero decisamente sorpresi che si parlasse di una nuova ‘autostrada’ con riferimento a un collegamento di 13 chilometri all’interno della stessa provincia”.
“La Regione – conclude Dori – sposti i 140 milioni di fondi pubblici verso altri progetti decisamente più utili per i cittadini, ad esempio potenziando i collegamenti ferroviari per i pendolari, finanziando completamente la T2 e altre forme di mobilità sostenibile. Auspico che anche in Provincia ci sia una presa di posizione netta contro il progetto e non le solite dichiarazioni annacquate che concentrano l’attenzione solo sul costo del pedaggio”.
Il Pd: “Opera che non s’ha da fare”
“Questa opera non s’ha da fare – aggiungono i consiglieri regionali del Pd Davide Casati e Jacopo Scandella -. Dopo la certificazione offerta dal report della Direzione generale Ambiente e Clima, ci chiediamo cos’altro serva alla Regione per fermarsi ed evitare lo spreco di 146 milioni di soldi pubblici per un’opera che nasce vecchia, non serve e danneggia l’ambiente, il paesaggio e l’agricoltura”.
“Quanto evidenziato nel documento – spiegano – fa chiaramente emergere che quello sul tavolo è un progetto superato e carente: non solo difetta di approfondimenti in capo ad eventuali alternative, ma non prende in considerazione le trasformazioni in atto sul territorio che modificano esigenze e flussi di traffico”.

“Le richieste di modifiche avanzate dai tecnici sono tante e tali da certificare l’assurdità di quest’opera – ribadisce il segretario provinciale del Pd Gabriele Giudici -. Da anni denunciamo, a fianco dei sindaci e delle associazioni, l’inutilità e il danno ambientale dell’autostrada Bergamo-Treviglio. Il report sottolinea con diverse osservazioni le criticità che solleviamo da tempo e che quindi trovano pieno riscontro”.
Terzi: “Prassi normale, no a modifiche sostanziali”
“Il parere di Regione Lombardia, coordinato dalla Dg Ambiente, è il frutto di un lavoro condiviso e durato mesi che tiene conto delle osservazioni pervenute – ribatte in una nota l’assessore regionale alle Infrastrutture Claudia Terzi -. Contrariamente alle accuse mosse, Regione ha un atteggiamento razionale e oggettivo. Tutto ciò che è stato eccepito dalle amministrazioni locali è stato analizzato con l’obiettivo di migliorare e ottimizzare il progetto dell’autostrada a beneficio dei territori”.
Entrando nello specifico del parere, l’assessore afferma che per opere infrastrutturali così rilevanti “è normale prassi che vengano richieste anche numerose integrazioni progettuali, necessarie per descrivere il più compiutamente possibile l’infrastruttura e consentire al Ministero e alla stessa Regione di effettuare le proprie valutazioni”.
“Le richieste di integrazioni – continua Terzi – chiedono di esplicitare e approfondire i criteri che hanno portato alla scelta progettuale presentata, ma questo non deve essere inteso come richiesta di modifica del progetto proposto. Inoltre, è stato anche richiesto sia di valutare possibili ottimizzazioni della connessione con la tangenziale sud di Bergamo (SS470dir) e con lo svincolo di Dalmine dell’autostrada A4, sia di chiarire ed esplicitare gli impatti della realizzazione dell’opera sulle diverse componenti ambientali”.
Per quanto riguarda le richieste di approfondimento sulla scelta di realizzare l’opera per lo più in trincea l’assessore aggiunge che, in termini di impatti paesaggistici e di riduzione dell’impatto acustico, questa “risulti la scelta migliore. Analogamente – riferendosi alle osservazioni presentate in ambito idrogeologico – Regione ha richiesto soluzioni progettuali per ridurre ulteriormente le interferenze con il Rio Morletta”.
“Per evitare riletture partitiche devianti – conclude Terzi – è bene chiarire che le proposte di approfondimento non richiedono modifiche sostanziali del progetto, né ne mettono in discussione i presupposti tecnici ed economici, ma sono finalizzate al miglioramento del progetto sotto il profilo ambientale, che costituisce, appunto, l’obiettivo della procedura di Via. Ora si attende la formale richiesta di integrazione che arriverà dal Ministero dell’Ambiente e in base alla quale Cal, in qualità di soggetto proponente, aggiornerà il progetto”.




