Denunciò un maneggio per maltrattamenti dei cavalli, Nicole Berlusconi assolta dal reato di calunnia
Secondo accusa e difesa, la situazione poteva trarre in inganno, anche se in seguito agli accertamenti la gestione del centro ippico risultò corretta. Versati 10mila euro a testa ai due gestori per la diffamazione
Mapello. Nicole Berlusconi, figlia di Paolo e nipote di Silvio, è stata assolta dall’accusa di calunnia per aver denunciato presunti maltrattamenti di animali al centro ippico Cà del Pianone di Mapello.
Le verifiche successive, condotte dai carabinieri forestali, dal veterinario dell’Ats di Bergamo e da due veterinari privati – tutti chiamati dalla stessa Berlusconi – hanno però escluso irregolarità nella gestione del maneggio. I cavalli risultavano seguiti e nutriti correttamente. Tuttavia, l’impressione che alcuni animali fossero troppo magri o poco curati poteva effettivamente sorgere, come emerso anche dalle testimonianze ascoltate durante l’udienza di giovedì 18 dicembre.
I fatti risalgono al 14 aprile 2023. Quel giorno Nicole Berlusconi, 39 anni, fondatrice e presidente dell’associazione Islander, impegnata nella tutela dei cavalli maltrattati, si era recata al centro ippico per documentare le condizioni di alcuni animali. In particolare aveva segnalato un cavallo molto magro, sdraiato a terra, con una ferita al garretto posteriore, all’interno di un box senza lettiera e con parassiti sul manto. Aveva inoltre ripreso altri cavalli poco in carne, uno pronto per essere montato, un altro con una piaga sulla schiena e quattro pony tenuti insieme in un unico box.
Foto e video raccolti furono poi utilizzati per comunicati stampa e post sui social dell’associazione. Le conseguenze furono pesanti: i clienti del centro portarono via i propri cavalli – tra loro anche l’onorevole Michela Brambilla – le famiglie ritirarono i figli dalla scuola ippica, il Cre estivo venne sospeso e, nel giro di pochi mesi, il maneggio chiuse definitivamente.
In aula ha ricostruito quanto accaduto Micaela Asia Antali, presidente del Cà del Pianone, gestito insieme ai fratelli Mirko e Daniele. “Sono arrivata al centro verso le tre del pomeriggio e ho trovato due persone che stavano girando dei video. Mi sono avvicinata alla donna, che poi ho scoperto essere Nicole Berlusconi, per chiederle chi fosse e cosa stesse facendo. Mi ha risposto: “Lei non sa chi sono io”. A quel punto li ho invitati ad andarsene perché si trattava di una proprietà privata”.
Secondo Antali, Berlusconi avrebbe poi chiamato i carabinieri forestali di Almenno San Salvatore, che effettuarono un primo sopralluogo. “Nel frattempo – ha aggiunto – ho fatto entrare due veterinari che erano con lei, i quali hanno visitato Fandango, un cavallo con una colica già visitato quella stessa mattina da una veterinaria chiamata da noi”.
I militari, dopo aver contattato l’Ats, decisero di rinviare ulteriori accertamenti al lunedì 17 aprile, non avendo riscontrato situazioni di emergenza. Quel giorno tornarono con il veterinario dell’Ats, il dottor Marco Cecchetto: “Abbiamo ispezionato tutti i box, esaminato la documentazione clinica dei cavalli e richiesto le bolle di acquisto del foraggio, per verificare se le condizioni fisiche dipendessero da malnutrizione o da patologie”.
Al termine dell’ispezione non venne adottato alcun provvedimento. “Nessun cavallo è stato sequestrato – ha spiegato Cecchetto – tutto era in regola. Gli animali erano seguiti e nutriti correttamente. Alcuni erano anziani o affetti da patologie tipiche degli equini. Fandango e un altro cavallo avevano subito interventi chirurgici in passato, così come altri esami diagnostici”.
Anche Pierluigi Liguori, veterinario contattato da Nicole Berlusconi e presente quel giorno con un collega, ha confermato che Fandango aveva avuto una colica ma stava migliorando. “C’erano altri sette o otto cavalli senza lettiera nella stessa fila di box – ha detto – per un problema nell’ordine, risolto nel pomeriggio. Erano magri, ma in buone condizioni e non apparivano maltrattati”.
Proprio per questo il pubblico ministero ha chiesto l’assoluzione, sottolineando che “la situazione poteva trarre in inganno”. L’imputata, pur avendo denunciato fatti poi rivelatisi infondati, era convinta della sussistenza dei maltrattamenti e non aveva quindi agito con dolo.
Alla richiesta si sono associati anche i suoi difensori, gli avvocati Guido Carlo Alleva ed Elio Giannangelo: “L’imputata ha denunciato ciò che ha visto: un cavallo con la colica, piaghe, box senza lettiera e parassiti. Solo successivamente si è accertato che queste condizioni non configuravano maltrattamenti”.
Di parere opposto l’avvocata Ramona Licalzi, che assiste Asia e Mirko Antali, la quale ha chiesto la condanna sostenendo che “la denuncia è stata presentata in modo frettoloso. Nicole Berlusconi ha attivato correttamente i controlli, ma non ha atteso l’esito degli accertamenti prima di diffondere il materiale”.
La giudice Laura Garufi ha assolto la 37enne dall’accusa di calunnia e ha ritenuto congruo il risarcimento di 10mila euro ciascuno ai fratelli Antali per il reato di diffamazione, accettato come acconto. Gli ex gestori del maneggio hanno annunciato che procederanno in sede civile per il risarcimento dei danni.


