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Pugni e calci in faccia per rubare un monopattino, arrestati due giovani

I fatti risalgono alla notte del 25 giugno: le vittime aggredite dopo l’uscita da un ristorante. Coinvolti anche due minorenni

Brignano. L’uscita dal ristorante poi l’inseguimento e infine l’aggressione sfociata in rapina. Notte da incubo per due giovani che, quest’estate sono stati rapinati del loro monopattino e picchiati con calci e pugni.

I fatti risalgono alla notte del 25 giugno di quest’anno. A distanza di mesi, le indagini dei carabinieri di Treviglio hanno portato all’arresto di due 19enni di Cassano d’Adda, T.G. e L.L., accusati di una rapina aggravata commessa in concorso con altri due minorenni la cui posizione è al vaglio della Procura dei Minorenni di Brescia.

Intorno all’una le vittime stavano lasciando un ristorante del paese quando sono state avvicinate da un gruppo di giovani intenzionati a impossessarsi del monopattino. Dopo aver tentato di allontanarsi verso il centro abitato di Brignano, i due ragazzi sono stati inseguiti dagli aggressori a bordo di un’auto.

Raggiunti poco dopo, l’auto ha tagliato loro la strada, provocandone la caduta. A quel punto è scattata la violenza: pugni e calci al capo e al volto. Gli aggressori si sono quindi dati alla fuga portando con sé il monopattino, caricato sulla vettura.

I due giovani sono stati accompagnati al pronto soccorso dell’ospedale di Treviglio da dove sono stati dimessi con una prognosi di circa 15 giorni ciascuno. Successivamente hanno presentato denuncia ai Carabinieri.

Le indagini hanno trovato riscontro anche nelle immagini del sistema di videosorveglianza comunale. L’attività investigativa ha quindi permesso di identificare i presunti responsabili attraverso la predisposizione di un fascicolo fotografico.

Nel corso dell’arresto sono state effettuate perquisizioni domiciliari, ma il monopattino non è stato rinvenuto. Il 29 novembre la misura cautelare degli arresti domiciliari è stata sostituita con l’obbligo di presentazione giornaliera alla polizia giudiziaria.

Il procedimento è nella fase delle indagini preliminari e nei confronti degli indagati vale la presunzione di non colpevolezza fino a eventuale condanna definitiva.