Logo

Temi del giorno:

Digitalizzazione, le imprese bergamasche più “mature” della Lombardia e del Paese

PID Open Day della Camera di Commercio di Bergamo: in otto anni 10,5 milioni di euro investiti. Azzerate le imprese esordienti, il 46% è “specialista”, il 9% “campione”

Bergamo si conferma uno dei territori più avanzati in Italia sul fronte della digitalizzazione delle imprese. È quanto emerge dai dati presentati mercoledì 17 dicembre al PID Open Day, ospitato al Point di Dalmine, durante l’iniziativa promossa dal Punto Impresa Digitale (PID) della Camera di Commercio di Bergamo , gestito da Bergamo Sviluppo, Azienda Speciale camerale.

I numeri raccontano un sistema imprenditoriale che ha compiuto un salto strutturale nella maturità digitale, oggi superiore sia alla media lombarda sia a quella nazionale. Su una scala da 0 a 4, Bergamo raggiunge infatti quota 2,47, contro il 2,42 della Lombardia e il 2,28 dell’Italia, confermandosi come uno dei territori più pronti ad affrontare la doppia transizione digitale ed ecologica.

A presentare il quadro è stato Cristiano Arrigoni, direttore di Bergamo Sviluppo. Dal 2017 al 2025 il PID ha promosso oltre 208 tra laboratori, seminari e webinar, di cui 30 in collaborazione con la rete nazionale dei Digital Innovation Hub. Sul fronte degli investimenti, sono stati attivati 20 bandi per un totale di 10,5 milioni di euro, di cui 9,5 messi a disposizione dalla Camera di Commercio di Bergamo e la restante parte da Regione Lombardia. Le risorse hanno finanziato oltre 860 progetti d’impresa, generando investimenti complessivi per 20,8 milioni di euro.

L’effetto sul tessuto produttivo è evidente: sono state azzerate le imprese “esordienti”, ovvero prive di competenze digitali (erano il 9%), mentre cresce in modo significativo la quota di imprese “specialiste”, passata dal 37,7% al 46%. Aumenta anche la presenza delle imprese “campioni”, che oggi rappresentano circa il 9%, partendo da valori prossimi allo zero. Un risultato che, come ha sottolineato il presidente della Camera di Commercio di Bergamo Giovanni Zambonelli, è frutto di un modello condiviso: “Il successo di questo percorso nasce da un vero ecosistema dell’innovazione, costruito nel tempo grazie alla collaborazione tra la Camera di Commercio, Bergamo Sviluppo, il Punto Impresa Digitale, la rete dei Digital Innovation Hub, le associazioni di categoria, l’Università di Bergamo e tutti gli attori che ogni giorno lavorano per diffondere competenze, strumenti e tecnologie nelle imprese”.

Un ecosistema rafforzato anche dal riconoscimento del PID di Bergamo Sviluppo come Digital Innovation Hub europeo e, più recentemente, come PID Experience Lab, spazio di sperimentazione tecnologica che ha contribuito alla definizione del modello nazionale di Innovation Lab. 

Il posizionamento di Bergamo emerge anche dai dati regionali illustrati da Roberto Valente, responsabile Servizi alle imprese e territorio di Unioncamere Lombardia. Le imprese bergamasche rappresentano infatti il 12% del valore complessivo dei bandi regionali per la transizione digitale, pari a circa 6 milioni di euro, con un tasso di successo del 48,2%, superiore alla media lombarda (43%). Un segnale della qualità progettuale e della solidità del sistema locale Analizzando le scelte di investimento, emerge come le imprese concentrino gli sforzi soprattutto su software gestionali – CRM ed ERP in particolare, scelti dal 39–42% delle aziende – e sulla cyber security, tema sempre più centrale in un contesto di crescita esponenziale degli attacchi informatici.

A livello nazionale, come ha spiegato Antonio Romeo, dell’area Innovazione e Digitale di Unioncamere, la digitalizzazione è un fattore chiave di competitività: le imprese che innovano registrano una produttività più alta del 12% e una propensione all’export superiore del 46%.

Restano però due nodi critici: le competenze, ancora insufficienti rispetto alle richieste del mercato, e la diffusione delle tecnologie, con un utilizzo del cloud inferiore al 50% e solo il 37% delle imprese che ha investito in sicurezza digitale In questo scenario si colloca il ruolo di Bergamo Sviluppo, come ha evidenziato la presidente Miriam Gualini: “La crescita non è automatica, ma è una scelta condivisa. L’innovazione funziona quando esiste un contesto che la rende possibile: quando le istituzioni non frenano ma abilitano, quando la conoscenza circola e le competenze vengono accompagnate. Il nostro compito è fare da ponte tra visione e azione, tra idee e impatto reale, perché nessuna impresa innova da sola”.

Delle 40 imprese insediate al Point in questi anni – 20 startup all’anno nell’incubatore – 80% sono ancora sul mercato. Questo è un impatto importante per il territorio. Un messaggio che sintetizza il senso dell’esperienza bergamasca: un ecosistema che non si limita a sostenere investimenti, ma costruisce nel tempo competenze, relazioni e fiducia, rendendo l’innovazione un processo concreto e condiviso per il territorio.

camera di commercio - foto bergamonews