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Santa Maria Rossa: tre piani, mediateca e spazi didattici nel nuovo museo storico-archeologico di Treviglio

Presentato in conferenza stampa, il progetto segna l’ultimo passo della riqualificazione del nuovo spazio museale

Treviglio. Tre piani, una mediateca, spazi per la biblioteca ragazzi e ambienti dedicati alle scuole: sono queste le caratteristiche principali del nuovo Museo Storico-Archeologico, allestito nella struttura di Santa Maria Rossa. Il progetto esecutivo, presentato martedì 16 dicembre dall’amministrazione comunale, rappresenta l’avvio concreto della trasformazione dell’ex chiesa in uno spazio culturale aperto alla collettività, segnando l’ultimo passo di un percorso di riqualificazione e valorizzazione che mira a farne un punto di riferimento per l’archeologia della città (e non solo)

“Con questo progetto restituiamo visibilità al patrimonio della sezione archeologica intitolata a Giuseppe Oggionni – spiega Elisabetta Ciciliot, direttrice di TreviglioMusei -. I reperti non saranno più semplicemente conservati, ma inseriti in un racconto chiaro e coinvolgente, pensato per pubblici diversi: studiosi, cittadini, famiglie, turisti e scuole. Il dialogo costante con la Soprintendenza ci ha permesso di costruire un allestimento che tiene insieme tutela, valorizzazione e innovazione. Chi entrerà nel museo attraverserà uno spazio che conserva e restituisce memoria, dove ogni elemento – dai reperti alle pareti affrescate – contribuisce alla narrazione della nostra storia”.

L’ex Chiesa di Santa Maria Rossa, collocata lungo il percorso dell’Agrimuseo Orizzontale, diventa parte integrante di un sistema museale cittadino che include il Museo Scientifico Explorazione e altri spazi come Same e Bianchi (ancora in allestimento). Le sue stratificazioni storiche, insieme al recupero degli affreschi, trasformano il museo in un’esperienza di “storia nella storia”: non solo un luogo che espone reperti, ma un “museo nel museo”, in cui anche l’architettura racconta il proprio passato.

Santa Maria Rossa, Treviglio

Il progetto, elaborato da Studio Base 2 in collaborazione con l’amministrazione, la direzione di TreviglioMusei, l’architetto Domenico Egizi, gli uffici tecnici comunali e la Soprintendenza, definisce in modo puntuale il percorso espositivo e l’integrazione delle tecnologie multimediali, dalle installazioni immersive ai tavoli interattivi e alle proiezioni, accompagnando i visitatori in un dialogo costante con i reperti archeologici.

“Raccontare la nascita di un museo nel museo rappresenta un momento importante per la città, di cui siamo molto orgogliosi. dichiara il sindaco Juri Imeri -. Si continua a lavorare per restituire alla comunità un edificio storico che era stato colpevolmente bistrattato e che tornerà finalmente a vivere come spazio pubblico, culturale e condiviso, con un recupero architettonico, storico e artistico straordinario. Il museo – aggiunge – sarà un luogo aperto, capace di raccontare la nostra identità e di diventare un punto di riferimento per Treviglio e per l’intero territorio, ampliando l’offerta culturale della città.”

Grazie alle risorse messe a disposizione dal Pnrr, l’amministrazione comunale aveva inizialmente previsto un intervento da 1 milione di euro. Con il tempo, tra aumenti dei costi e ampliamenti del progetto, il quadro economico attuale si attesta a 2,8 milioni di euro, con prospettive di arrivare a circa 3 milioni, includendo anche parte del mutuo inizialmente previsto per il Centro Civico.

La nuova struttura potrà contare su un ampio ingresso con reception e grandi vetrate che andranno a valorizzare uno dei reperti principali, sarà articolata su più livelli e stanze tematiche pensate per rendere accessibile e fruibile la storia della città. Sono previsti anche spazi didattici, la biblioteca ragazzi e una sala al piano superiore per esposizioni temporanee, incontri e presentazioni.

“Con il secondo lotto – prosegue Imeri – abbiamo incrementato le risorse, destinando parte del mutuo previsto per il Centro Civico a Santa Maria Rossa. Non mancheranno le sorprese che, ancora, non anticipiamo. Si tratta di belle sorprese, di scoperte inaspettate effettuate in un luogo che continua a darci grandi e inaspettate soddisfazioni. Fare un museo a Treviglio oggi significa una scelta significativa per il futuro culturale della città”.