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Al Teatro Sociale la consegna delle benemerenze, Carnevali: “Atto di gratitudine per chi si prende cura della città”
La sindaca Carnevali durante il suo intervento alla cerimonia delle benemerenze al Teatro Sociale

Martedì sera la cerimonia ufficiale: conferite cinque medaglie d’oro e dieci benemerenze civiche. Pagnoncelli: “Solidarietà e comunità tratti dell’identità bergamasca. La nostra storia è l’antidoto alla sfiducia verso il futuro”

Bergamo. Riconoscimenti per premiare cittadini e associazioni che si sono presi cura della città, contribuendo al bene comune anche nei luoghi più complessi e meno visibili. Sono alcune delle parole scelte dalla sindaca Elena Carnevali per aprire la tradizionale cerimonia di conferimento delle benemerenze civiche martedì sera, 16 dicembre, al Teatro Sociale in Città Alta.

Le onorificenze di Palafrizzonicinque medaglie d’oro e dieci benemerenze civiche – sono state consegnate dalla sindaca e dalla presidente del Consiglio comunale Romina Russo nelle mani di uomini e donne che si sono distinti per il loro impegno civico. “Un atto pubblico di gratitudine – sostiene Carnevali – verso chi svolge un ruolo essenziale per mantenere un clima di speranza in un tempo attraversato da inquietudini e incertezze. Proprio nell’impegno pubblico, collettivo e personale, possiamo trovare un ancoraggio per affrontare il presente”.

elena carnevaliLa sindaca Carnevali durante il suo intervento

In platea ad assistere alla cerimonia l’establishment della Città dei Mille: tra gli altri, presenti in prima fila il vescovo Francesco Beschi e il prefetto Luca Rotondi. “Questa sera – continua la sindaca – premiamo la vitalità alimentata dai valori civici più profondi: solidarietà e tenacia, conoscenza e cultura, creatività e imprenditorialità, rispetto della legalità e della giustizia, crescita e formazione”.

Le benemerenze civiche

Le benemerenze civiche sono state conferite al direttore della Caritas don Roberto Trussardi – “punto di riferimento per le persone senza fissa dimora e in condizione di fragilità” -, Anna Valtellina – 87 anni, instancabile volontaria della Fondazione Armr Ets ed ex presidente di Soroptimist International – e al jazzista di fama internazionale Gianluigi Trovesi – per aver “contribuito alla diffusione internazionale della cultura musicale bergamasca”.

Riconoscimenti alla memoria allo storico Angelo Bendotti – per oltre vent’anni presidente dell’Isrec, scomparso ormai un anno fa – per aver “dedicato la propria vita a custodire e trasmettere la memoria antifascista e democratica della città”, al ristoratore Enrico Panattoni – lucchese d’origine, fondatore della storica pasticceria Marianna in Colle Aperto dove inventò il gelato alla stracciatella, “un gusto mondiale che ha fatto conoscere Bergamo nei cinque continenti” -, all’imprenditore e atleta Dario Gamba per aver dedicato gran parte della sua vita alla “diffusione dei valori dello sport” e al giornalista Marco Dell’Oro, scomparso nel 2023 a 58 anni, per aver interpreato il giornalismo come una “missione caratterizzata da uno stile elegante, capacità di analisi e rigore”.

Benemerenza civica anche al coordinamento provinciale dell’associazione contro le mafie Libera – per essere “impegnata nella promozione della cultura della legalità democratica, della giustizia sociale e della corresponsabilità civica” -, al centro di ricerca biomedica collegato all’Asst Papa Giovanni XXIII Fondazione From – per aver “coordinato progetti di ricerca clinica con l’obiettivo di migliorare la qualità delle cure” – e a una delle realtà culturali più longeve della città (nata nel 1989, ndr), il festival Danza Estate, per “la lunga attività di diffusione della danza contemporanea e la capacità di rinnovarsi costantemente”.

Le medaglie d’oro

Le medaglie d’oro sono state invece conferite a Fondazione della Comunità Bergamasca – punto di riferimento della filantropia locale, per aver “operato per rafforzare il tessuto sociale, promuovere la cultura e sostenere le persone e le comunità più fragili – e all’Ospedale da Campo dell’Associazione Nazionale Alpini (Ana), che celebra nel 2025 quarant’anni di attività, per “l’eccellenza sanitaria dimostrata, la capacità di intervento in contesti di crisi e l’impegno umanitario dimostrato in scenari di emergenza come durante la pandemia, quando ha realizzato a Bergamo un presidio sanitario diventato simbolo di solidarietà e competenza”.

Medaglie d’oro anche al Csi di Bergamo – che da ottant’anni “promuove lo sport come strumento di educazione, crescita umana e sociale, contribuendo a promuovere iniziative educative e sociali che pongono l’attività motoria al centro dei processi di integrazione e coesione” – e alla comunità di suore poverelle che opera nella sezione femminile del carcere di via Gleno – “una presenza quotidiana di umanità in uno dei contesti più fragili della città”.

Infine, l’ultima medaglia d’oro è stata conferita al sondaggista bergamasco di fama nazionale Nando Pagnoncelli, presidente di Ipsos Italia, per aver “dato lustro alla città con la propria attività professionale e il costante impegno civico”.

Il discorso di Pagnoncelli

Prima dell’esibizione finale del maestro Trovesi, proprio Pagnoncelli prende la parola dal palco del Teatro Sociale. “Sono onorato ed emozionato, spero di rappresentare anche le altre persone che questa sera hanno ricevuto il riconoscimento – confessa -. Per le soddisfazioni professionali che ho raggiunto, oltre alla mia famiglia devo ringraziare la città di Bergamo per gli ideali che esprime e che da sempre la guidano”.

benemerenze civiche 2025Nando Pagnoncelli riceve l'onorificenza

“Ideali – spiega il sondaggista – che non sono così diffusi altrove e non dovrebbero essere dati per scontati. Sobrietà, pragmatismo, solidarietà, etica del lavoro, senso della comunità: valori largamente presenti a Bergamo e che ho conosciuto grazie all’esempio delle persone con cui sin da giovane sono entrato in contatto”.

“Tra noi bergamaschi – conclude Pagnoncelli – non mancano limiti e difetti. Ma i valori che ho citato sono tratti della nostra identità. Solo grazie ad essi potremo rispondere alle sfide del futuro: la nostra storia può rappresentare l’antidoto alla sfiducia, un patrimonio da custodire e tramandare”.