Inseguimento a 150 all’ora per le strade della Bassa: 30enne in manette
Dopo la fuga spericolata, che ha messo in pericolo automobilisti e pedoni, i due soggetti sono scappati a piedi: uno si è dileguato nei campi, l’altro è stato arrestato
Fontanella. Un inseguimento a 150 chilometri all’ora sulle strade della Bassa, al confine tra Bergamo e Cremona, con automobilisti e pedoni messi in grave pericolo da sorpassi azzardati, inversioni di marcia e invasioni di corsia da parte dei due fuggiaschi.
Domenica 14 dicembre, intorno alle 19.30, una pattuglia dei carabinieri del Radiomobile di Crema, impegnata in un servizio di controllo del territorio, ha incrociato a Soncino una Nissan Qashqai bianca segnalata dalle forze dell’ordine come auto sospetta. Così i militari hanno invertito la marcia e hanno azionato sirena e lampeggianti per intimare l’alt al veicolo.
I due soggetti a bordo, invece di fermarsi, hanno accelerato dando così il via a un inseguimento da film lungo la strada provinciale 489 e nel centro abitato di Fontanella. Sono scappati per circa 10 chilometri, a velocità folle, rischiando di provocare incidenti e investimenti di pedoni. Con la pattuglia alle calcagna, alla fine hanno fermato la Nissan in mezzo alla strada e hanno tentato di scappare a piedi.
Il passeggero si è dileguato nel buio dei campi, mentre il conducente è caduto in un fossato al lato della provinciale ed è lì che i carabinieri lo hanno bloccato. Non senza fatica, perché l’uomo, F.K., marocchino irregolare di 29 anni, ha spintonato, scalciato e si è dimenato per non farsi mettere le manette. Bloccato a terra, è stato arrestato per resistenza a pubblico ufficiale.
La perquisizione personale ha dato esito negativo, quella del veicolo, risultato preso a noleggio a nome di una donna, ha permesso di trovare un coltello con lama da 7 centimetri nascosto in un sacchetto di plastica nel bagagliaio.
Lunedì mattina F.K. è stato accompagnato in tribunale. Al giudice ha detto di essere dispiaciuto per l’accaduto, di essere scappato perché aveva paura, dato che era privo di documenti e di non sapere nulla del coltello.
Il suo arresto è stato convalidato. L’arrestato, difeso dall’avvocato Marco Romagnoli del foro di Milano, ha patteggiato una pena di un anno e mezzo di reclusione con pena sospesa.


