Il progetto educativo è stato promosso dalla Camera di commercio di Bergamo e dall’Accademia Carrara in occasione della mostra “Arte e Natura. Pittura su pietra tra Cinque e Seicento” e valorizzando le pietre bergamasche riconosciute dal marchio collettivo camerale
Lunedì 15 dicembre si è svolta all’Accademia Carrara la cerimonia di premiazione dell’iniziativa “L’arte a portata di mano e di pietra” alla presenza degli studenti, dei docenti e di tutte le persone che hanno contribuito alla realizzazione delle attività.
Il progetto educativo e artistico “L’arte a portata di mano e di pietra” è stato proposto dalla Camera di commercio di Bergamo in collaborazione con l’Accademia Carrara. L’iniziativa è stata pensata con l’obiettivo di avvicinare gli studenti alla conoscenza delle pietre locali e alle tecniche di pittura su pietra in uso tra Cinquecento e Seicento, valorizzando al contempo la creatività delle nuove generazioni e il patrimonio lapideo del territorio.
Il progetto si inserisce infatti nel percorso della mostra Arte e Natura. Pittura su pietra tra Cinque e Seicento, in corso alla Carrara fino al 6 gennaio 2026, e ha coinvolto tre istituti scolastici: la Scuola d’arte “Andrea Fantoni”, il Liceo artistico statale “Giacomo e Pio Manzù” e il Centro scolastico “La Traccia” di Calcinate.
La Camera di commercio è inoltre ideatrice del marchio Pietre Originali della Bergamasca, che certifica l’origine bergamasca di undici varietà lapidee estratte nella nostra provincia e testimonia un impegno concreto dell’Ente a garanzia della qualità dei materiali tradizionali per un loro uso nelle opere di nuova realizzazione o di conservazione del patrimonio architettonico, valorizzando nel contempo le imprese della filiera locale. Al marchio Pietre Originali della Bergamasca aderiscono oggi diversi operatori attivi lungo l’intera filiera lapidea del territorio: dall’estrazione alla lavorazione, fino alla trasformazione finale. Gli operatori aderenti custodiscono competenze storiche e contribuiscono a rinnovare un patrimonio tecnico, estetico e culturale profondamente radicato nel territorio bergamasco.
Nel complesso, gli studenti hanno realizzato 90 opere originali. Tra queste, 10 sono state selezionate dal nucleo di valutazione per essere esposte al pubblico dal 5 al 14 dicembre in Accademia Carrara. I riconoscimenti sono stati decisi dalla giuria del pubblico, composta dai visitatori della mostra, e dalla giuria tecnica, che ha attribuito inoltre alcune menzioni speciali per particolari qualità artistiche ed espressive.
Di seguito l’elenco dei ragazzi premiati e le opere:
Premio della Giuria del Pubblico:
1) Giorgia Rotasperti – Spirale di gelo – Nuvolato di Gré – Liceo artistico “Andrea Fantoni”
2) Marta Albertini – Contrasto – Grigio di Ardesio – Liceo artistico “La Traccia”
3) Veronica Napolitano – La cultura – Ceppo di Gré – Liceo artistico “Giacomo e Pio Manzù”
Premio del Nucleo di Valutazione:
1) Ambra Belotti – Specchio – Nuvolato di Gré – Liceo artistico “La Traccia”
2) Chiara Barcella – S. Lucia – Marmo di Zandobbio – Liceo artistico “Andrea Fantoni”
3) Edoardo Facchinetti – Il papa – Arabescato orobico grigio – Liceo artistico “Giacomo e Pio Manzù”
Menzioni speciali
1) Premiato dagli operatori del marchio Pietre originali della Bergamasca: Nina Mazzoleni – Ognuno sui suoi passi – Marmo arabescato orobico – Liceo artistico “Andrea Fantoni”
2) Premiato Nucleo di Valutazione: Marco Di Micco – Confini Sovrapposti – Marmo di Zandobbio – Liceo artistico “La Traccia”
Le pietre impiegate, prevalentemente garantite dal marchio Pietre Originali della Bergamasca, sono state preparate e messe a disposizione da Remuzzi Marmi Srl. In particolare, si tratta di Arenaria di Sarnico, Ceppo di Gré, Ceppo di Poltragno, Marmo Arabescato Orobico Grigio, Marmo di Zandobbio, Marmo Grigio di Ardesio, Marmo Nuvolato di Gré, Porfiroide Grigio e Porfiroide Grigio Scuro.
Grazia Signori, geologa e referente scientifico del progetto dichiara in merito all’esperienza con gli studenti che “ogni pietra è un paesaggio concentrato: colore, venature e disegno raccontano processi geologici intrecciati nel tempo, memorie di luoghi che non esistono più. Lavorare con le pietre del nostro territorio – un patrimonio geologico e materico unico – ha reso il percorso ancora più significativo. I ragazzi hanno intrecciato questa storia profonda con il loro sguardo creativo, dialogando con gli esempi dei maestri della pittura su pietra esposti in mostra. Il loro lavoro ha superato ogni aspettativa, dando vita a una sorprendente collezione contemporanea in cui geologia e arte si incontrano e si contaminano con naturalezza”.
Gianpietro Bonaldi, General Manager Fondazione Accademia Carrara e Maria Luisa Pacelli, direttore Fondazione Accademia Carrara dichiarano che “il progetto – L’arte a portata di mano e di pietra – è stato capace di connettere il museo con il territorio e con il suo tessuto produttivo, utilizzando il linguaggio senza tempo dell’arte e della creatività. Ma sono le opere dei ragazzi e delle ragazze a restituire il senso più profondo del progetto: come gli artisti del passato, si sono misurati con la pietra nelle sue molteplici sfaccettature e sfumature, interpretando in chiave contemporanea la sfida posta dal materiale e la ricerca della meraviglia, che ha connotato la stagione della pittura su pietra e che oggi rivive nelle sale dell’Accademia Carrara”.
Giovanni Zambonelli, presidente della Camera di commercio di Bergamo commenta: “Con il progetto ‘L’arte a portata di mano e di pietra’ abbiamo voluto valorizzare e avvicinare due eccellenze del territorio: la tradizione delle pietre orobiche e il talento creativo delle nuove generazioni. Un connubio che rafforza l’identità culturale e artistica della nostra provincia, ma che rappresenta anche un modello virtuoso di collaborazione tra istituzioni, scuole e mondo produttivo. Sostenere la conoscenza delle nostre risorse naturali, come le pietre locali, significa investire in un patrimonio che è insieme economico, storico e simbolico. E coinvolgere i giovani nella sua riscoperta vuol dire costruire un ponte tra passato e futuro, capace di generare nuove opportunità culturali e professionali per il territorio”.