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Alessandro Invernici, Pioniere dell’esperienza ‘Ragazzi On the Road’: dove l’incidente chiama   

Educazione tra pari e esperienza diretta per cambiare davvero i comportamenti sulla strada

‘Ragazzi che educano ragazzi’: una bella e coraggiosa scommessa. Bilancio in corso d’opera?

Più che una scommessa, è una risposta concreta a un disagio che cresce. Lo vediamo ogni giorno, con i numeri e con i volti. Il bisogno c’è. E si fa sentire. Ma quando i ragazzi vengono coinvolti, non come spettatori, ma come protagonisti, le cose cambiano. Chi ha vissuto l’esperienza, la restituisce. E lo fa con autenticità, senza filtri. Il passaggio tra pari funziona perché è reale. Perché arriva da chi ha visto, toccato, capito. E chi ascolta, lo sente.

Grammatica e pratica: un rapporto sempre complesso. Come farlo viaggiare al meglio in un’epoca che si fa sempre più veloce nelle esigenze, ma problematica da tradurre nei comportamenti?

Invertire l’ordine. Prima si vive, poi si spiega. Solo chi ha visto cosa accade davvero, sa come comportarsi. La grammatica della strada parte dal vissuto.

La velocità è tra le prime cause accertate di incidenti: c’è speranza di ottenere finalmente qualche risultato correttivo o bisogna solo rassegnarsi?

C’è speranza, ma non nasce da un verbale. Nasce da una notte passata tra sirene, soccorsi e dolore. Un ragazzo che ha assistito a un incidente non guida più nello stesso modo. È lì che scatta qualcosa.

Qual è il rammarico più lacerante di questi 18 anni alla guida di ‘On the Road’?

Quando arriviamo tardi. Quando un ragazzo perde la vita, e ci si chiede: e se avesse vissuto questa esperienza? La prevenzione funziona solo se arriva prima. Ecco perché non possiamo perdere tempo.

ACI

(dal libro ‘Strade sicure per tutti’ di Giuseppe Zois, edizione ACI, Provincia di Bergamo, ‘Mobilità sicura’)