Bergamo. Al via la campagna “Tutta un’altra storia“, un’iniziativa di CGIL Bergamo, Cooperativa Impresa Sociale Ruah, Caritas Diocesana Bergamasca e Fileo Centro Studi e Formazione, Associazione II Cerchio di Gesso e CEM Mondialità, Croce Rossa Italiana Comitato di Bergamo in collaborazione con il Comune di Bergamo che si propone di raccontare la città attraverso le sue persone, mostrando come i nuovi cittadini e le nuove cittadine – attivi nel lavoro e nel volontariato – siano parte integrante e vitale della comunità bergamasca.
L’iniziativa, presentata giovedì 11 dicembre alla Sala Cavalli di Palazzo Frizzoni, nasce con l’obiettivo di restituire alla cittadinanza il ritratto di una città già plurale, da sempre interessata da fenomeni di mobilità umana: migrazioni interne, emigrazione verso l’estero, spostamenti provinciali, presenze temporanee legate allo studio o al turismo. Un territorio che da decenni evolve, si trasforma e integra nuovi percorsi di vita, e che oggi più che mai necessita di una narrazione capace di valorizzare questa ricchezza sociale e culturale.
La quotidianità della città racconta una società unita da valori condivisi: dedizione al lavoro, impegno verso gli altri e senso di responsabilità verso la propria comunità e la propria famiglia. Il senso di appartenenza a Bergamo si esprime proprio attraverso le azioni e gli impegni quotidiani. La campagna vuole quindi favorire la consapevolezza che il cambiamento sociale è già in corso e che riconoscersi nell’altro, anche quando proviene da un diverso background, è un passo concreto verso il bene comune.
Per rispondere a questi bisogni comunicativi, è stato adottato un linguaggio semplice, diretto, privo di promesse irrealistiche. Elemento centrale del lancio è un video di 30 secondi, ambientato nella quotidianità bergamasca. La campagna lavora non su messaggi dichiarativi, ma sulle percezioni e sugli immaginari che orientano il modo in cui leggiamo la realtà. Le tre clip mostrano coppie di persone con origini diverse (due volontari della CRI, due allenatori di calcio, due persone che condividono amore e lavoro) attraverso brevi ritratti che ne rivelano i punti di contatto: gesti quotidiani, passioni condivise, luoghi significativi. Il riferimento alle origini entra in un gioco a somma positiva: ogni persona è presentata come 100% della o delle proprie appartenenze (italiana, senegalese, etiope, ecc.) che poi converge nel claim finale “100% bergamasch∂”, che richiama l’appartenenza civica e la comunità in cui si vive e/o si è scelto di vivere.
Nelle clip si gioca con tre capisaldi della “bergamaschicità“: la polenta, l’Atalanta e Città Alta, che probabilmentesono anche quelli di chi questa bergamaschicità la sta acquisendo. Sono tre storie tra le tante possibili: bisogna considerare che la narrazione, di solito concentrata su situazioni emergenziali, in realtà può raccontare molte altre storie: arrivi di lunga data, assimilazione, matrimoni, figli…
Il messaggio implicito è che le identità non si annullano, ma si sommano. L’obiettivo non è raccontare storie eccezionali, ma spostare lo sguardo: mostrare che ciò che definisce una comunità sono le relazioni, le scelte e i contributi quotidiani delle persone che la abitano. È un cambio di narrazione che restituisce complessità e riconosce ciò che Bergamo è già: una città plurale, fatta di differenze che convivono e generano valore. Attraverso scene di collaborazione, momenti di svago e gesti ordinari, il video racconta una Bergamo unita, arricchita dalle differenze e resa più forte dal contributo di tutti e tutte.
“Quando cammino per le strade di Bergamo incrocio volti e storie di donne e uomini – con origini diverse, con percorsi diversi – che vanno a lavorare, accompagnano i figli a scuola, dedicano tempo al volontariato: tutti con un unico desiderio, contribuire al bene di questa comunità. Questa campagna nasce proprio dalla volontà di raccontare questa realtà che a Bergamo è già presente ogni giorno: una comunità plurale, fatta di persone che, indipendentemente dalle origini, condividono spazi, lavoro, responsabilità e aspirazioni. Con questa campagna vogliamo invitare ogni bergamasco a osservare la città con occhi nuovi, a vedere nelle differenze non un ostacolo, ma una risorsa che arricchisce e rafforza il nostro vivere quotidiano e la nostra comunità.” Queste le parole di Marzia Marchesi, assessora all’intercultura.
“Tutto è nato da una sessione formativa su un possibile cambiamento di narrazione (Narrative Change) in tema di immigrazione. L’obiettivo del progetto TUAS -“Tutta un’altra storia- Nuove cornici Narrative contro la discriminazione e l’odio”, infatti, attraverso un approccio di riformulazione, era quello di superare la diffidenza verso le persone con background migratorio, lo stereotipo (negativo e positivo) che le identifica come “minaccia” o le caratterizza per aspetti folkloristici, favorire presa d’atto del valore positivo delle differenze e del fatto che sussistono tratti e valori comuni. Per raggiungere l’obiettivo, insieme alle altre realtà territoriali con cui collaboriamo, abbiamo deciso di puntare ad avvicinare al tema quella fascia di popolazione che in gergo si identifica come “centro fluido” (non rappresentato da estremisti/oppositori nè dai sostenitori) che non sa bene cosa pensare e come porsi di fronte all’argomento, in un contesto polarizzato. Alla fine del percorso formativo ci è stato proposto di costruire la campagna e di partecipare al concorso, che poi abbiamo vinto, che ci ha permesso di realizzare le clip. La campagna, attraverso i video realizzati, pensiamo metta in risalto esempi concreti, dimostrando come l’apporto di tutti coloro che vivono nel nostro Paese arricchisca e migliori la qualità della vita per tutti e tutte. Auspichiamo che i bergamaschi, abituati a lavorare, studiare, vivere al fianco di persone con background differenti, siano sempre più consapevoli che riconoscersi l’uno nell’altro è un passo verso il “bene comune”, che beneficia non solo i nuovi cittadini, ma l’intera comunità.” Aggiunge Annalisa Colombo, responsabile dell’Ufficio Migranti della CGIL di Bergamo.
Interviene poi Viviana Valastro, project manager dell’iniziativa Never Alone, da cui trae origine la metodologia utilizzata per la creazione dei video. La metodologia arriva dalla Germania e si chiama “Reframe the debate“, ossia “riformuliamo il dibattito”; l’obiettivo era riuscire a raggiungere il centro fluido definizione che deriva dalla ricerca di Ipsos del 2018 “Un’Italia frammentata” in cui il 48% degli intervistati non aveva una visione chiara dei temi legati all’immigrazione. La metodologia è stata utilizzata anche per immaginare il target, il tipo di persona a cui rivolgere il progetto, che si vorrebbe fosse raggiunta da questa tipologia di video e non solo impattare la “massa”.
“Come Cooperativa Ruah riconosciamo nel ‘Narrative Change’ un approccio pienamente in linea con ciò che incontriamo quotidianamente: storie di persone con background diversi che costruiscono insieme valori, lavoro, cura e futuro sul territorio bergamasco. La campagna ci invita a guardare la città con maggiore consapevolezza, superando narrazioni che semplificano e lasciando spazio alla complessità delle relazioni e dei contributi che rendono la nostra comunità più solida e plurale.” Queste sono le parole di Daniela Meridda, presidente della Cooperativa Ruah, riportate da Federica Greca.
“L’associazione Il Cerchio di Gesso APS promuove dal 2003 a Bergamo, la diffusione della cultura attraverso la pratica del volontariato, in una dimensione comunitaria per favorire la relazione, l’incontro intergenerazionale, l’interculturalità e l’inclusione della disabilità. CEM è un’associazione di educazione alla mondialità che ha come obiettivo la riflessione e la diffusione dell’intercultura nella scuola e nella società civile. Grazie al progetto TUAS e il percorso fatto insieme, abbiamo messo in campo un’importante condivisione generativa e un confronto sincero.” Concludono l’incontro le parole di Candelaria Romero dell’associazione il Cerchio di Gesso APS e CEM.
La campagna sarà diffusa sui canali social delle realtà coinvolte, dei partner e al cinema, durante le festività natalizie e fino a gennaio, prima della proiezione dei film (Conca Verde, Borgo, Lab80, Capitol e Cinema di Seriate); inoltre le organizzazioni si stanno muovendo per proiettarli anche sui pannelli di 20 pensiline ATB diffuse per la città (azione attuabile dal momento che le clip sono state pensate senza contributi vocali).