Paladina-Sedrina, opera che divide: “Non ci sono alternative”; “No, progetto calato dall’alto”
Il progetto definitivo del Terzo Tratto della Tangenziale Sud di Bergamo, meglio conosciuta come Paladina-Sedrina, più che un’opera di collegamento sembra una frattura che giorno dopo giorno divide enti ed opinione pubblica
Paladina. È ancora tutto su carta, ma la polemica è più viva che mai. Il progetto definitivo del Terzo Tratto della Tangenziale Sud di Bergamo, meglio conosciuta come Paladina-Sedrina, più che un’opera di collegamento sembra una frattura che giorno dopo giorno divide enti ed opinione pubblica in assemblee, lettere ed interventi sulla stampa.
Il responsabile del progetto: “Non ci sono alternative”
Carta e penna, così l’ingegner Massimiliano Rizzi, responsabile del progetto e dirigente del settore viabilità, Trasporti e Appalti della Provincia di Bergamo, scrive: “Con riferimento alle recenti e diffuse osservazioni pubbliche – in particolare a quelle espresse dai cittadini tramite la stampa – relative al progetto del Terzo Tratto della Tangenziale Sud di Bergamo, si ritiene doveroso fornire un riscontro chiaro sull’iter istituzionale seguito e sulle scelte progettuali adottate, nonché sulle cruciali condizioni necessarie per la sua effettiva realizzazione”.
I. Sviluppo Progettuale e Investimento Strategico
Il progetto per la realizzazione del Terzo Tratto della Tangenziale Sud di Bergamo, individuato come infrastruttura strategica, rappresenta l’ultimo tassello per il completamento di un’infrastruttura considerata essenziale per lo sviluppo economico, la logistica e il miglioramento della qualità della vita della Valle Brembana, offrendo una soluzione concreta al congestionamento stradale storico. Iter di Progettazione Istituzionale: L’attività di progettazione definitiva è stata avviata con l’aggiudicazione dell’incarico a Pro Iter Srl nel 2018 (Det. Dir. n. 1008 del 24/05/2018). Il progetto è stato sottoposto a una rigorosa fase di verifica da parte di Apave Certification Italia Srl e, dopo una revisione in recepimento delle osservazioni ricevute, è stato formalmente validato il 21 febbraio 2025 (Det. Dir. n. 464) e approvato in linea tecnica con Decreto del Presidente n. 37 del 27 febbraio 2025. Costo dell’Opera: In relazione ai costi, si ribadisce che, sebbene il quadro economico complessivo si attesti sui 528 milioni di euro, l’impegno finanziario per il soggetto realizzatore, ANAS S.p.A., risulterà pari a circa 450.000.000 di euro, poiché l’Iva non costituisce un costo per la Società.
II. Confronto, Analisi Tecnica delle Alternative e Adeguamento Progettuale
La Provincia di Bergamo riconosce l’importanza della partecipazione democratica e della tutela ambientale. Trasparenza e Incontri: Contrariamente a quanto percepito, il processo è stato caratterizzato da momenti di confronto istituzionale e pubblico. Assemblee aperte ad amministratori comunali e cittadini si sono tenute nelle seguenti date: 29/03/2019 a Villa d’Almè, 31/01/2020 a San Pellegrino Terme, 16/09/2024 a Bergamo. Tutte le istanze sono state analizzate e contro-dedotte dal team di progettazione.
Rigetto delle Soluzioni Alternative Viabilistiche: Le soluzioni viabilistiche alternative proposte da parte dei cittadini e dei comitati sono state oggetto di analisi tecnica approfondita nell’ambito dello studio di fattibilità e della progettazione. Si è giunti alla conclusione che tali proposte risultavano irrealizzabili per le seguenti motivazioni tecniche e contestuali:
Mancato Rispetto delle Norme Tecniche: Le configurazioni viabilistiche alternative non erano in grado di rispettare le stringenti norme per la progettazione stradale (raggi di curvatura, pendenze, intersezioni) vigenti, compromettendo gli standard di sicurezza e fluidità.
Parziale Soluzione del Problema: Tali soluzioni avrebbero risolto solo parzialmente il problema del traffico di attraversamento della Valle Brembana, non garantendo il declassamento e la decongestione della viabilità esistente al pari dell’opera prevista.
Forte Impatto Antropico: Molte delle alternative proposte, pur evitando il cuore del Parco dei Colli, si sarebbero inserite in un contesto fortemente edificato e antropizzato nelle aree di fondovalle, comportando un esproprio e un impatto sui centri abitati, probabilmente superiore a quello previsto dal tracciato approvato.
Affinamento Progettuale: La scelta finale è ricaduta sull’opera approvata in quanto ritenuta l’unica in grado di rispondere pienamente ai requisiti di sicurezza, funzionalità e capacità richiesti, minimizzando l’impatto complessivo attraverso l’affinamento progettuale mirato a garantire il miglior inserimento ambientale e idrogeologico possibile.
III. Condizione Necessaria per la Proseguimento dell’Opera
Si evidenzia che, pur avendo concluso la fase di progettazione definitiva e aver trasmesso gli elaborati ad ANAS S.p.A. (in conformità al D.P.C.M. 21/11/2019) in data 07 marzo 2025, l’iter non proseguirà in automatico. Affidamento e Finanziamento: La realizzazione dell’opera, e quindi l’avvio della fase autorizzativa (Valutazione d’Impatto Ambientale – VIA) e della progettazione esecutiva, è vincolata a due condizioni essenziali:
Finanziamento Totale: La disponibilità certa e integrale dei fondi necessari (stimati in 450 milioni di euro).
Contratto di Programma ANAS: L’inserimento formale del progetto nel Contratto di Programma ANAS per la Regione Lombardia, l’atto con cui vengono pianificati gli investimenti sulla rete stradale di competenza nazionale.
Si precisa altresì che l’Amministrazione Provinciale, a seguito dell’approvazione in linea tecnica, ha concluso il proprio step progettuale. L’effettivo passaggio alla fase esecutiva è subordinato alle decisioni di programmazione e finanziamento degli Enti di Governo e della stessa ANAS. Si assicura infine che il pubblico avrà modo di partecipare attivamente nella prossima fase di Valutazione d’Impatto Ambientale (VIA), che sarà gestita dall’Ente attuatore.
Pronta la replica firmata da Gianleo Bertrand Beltramelli, coordinatore Polo Civico Valbrembo
“Considerato che nel progetto definitivo licenziato il totale delle gallerie ammontano a 4500 metri contro i 2865 metri della sciagurata esperienza variante di Zogno (sciagurata in termini sia
di costi che di tempistiche nel realizzo pari a 11 anni). Tenuto conto che l’opera in oggetto è stata quantificata in 528 milioni di euro sulla carta senza prendere in alcuna considerazione gli incerti idrologici dell’area pubblicamente si chiede: ma l’esperienza della variante di Zogno è stata tenuta in debita considerazione dai politici della provincia di Bergamo e Regionale prima di avventurarsi di nuovo nel forare le montagne? Vogliono di nuovo finire, i politici della Provincia di Bergamo e Regionali, nel baratro di ulteriori costi in corso d’opera, come a suo tempo avvenuto con la variante di Zogno e come oggi avviene con la TEB 2, oltre che perpetrare una inaudita violenza sul Parco dei Colli di Bergamo?”.
“Per quanto riguarda le dichiarazioni dell’esimio Dirigente Settore Viabilità della Provincia di Bergamo Massimiliano Rizzi, ci permettiamo richiedere di rendere pubbliche questa serie di approfondite analisi tecniche per le quali ogni alternativa a tal progetto risulta irrealizzabile. Le serie di missive inviate ai Consiglieri Provinciali ed al Presidente mai sono state degnate di alcuna risposta sulla irrealizzabilità di quanto proposto. Se esistono che vengano esposte in maniera seria e non con una semplicistica dichiarazione sulla stampa locale. Invece da 20 anni a questa parte vediamo solo un progetto calato dall’alto, alcune superficiali presentazioni con slide colorate e, per di più, solo in 4 assemblee poco pubblicizzate. Se in questi giorni il problema sta sollevando alta risonanza nell’opinione pubblica, significa che finora il progetto è stato condotto non con la dovuta adeguata corretta informazione”.



