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Formare medici o scoraggiare vocazioni? Una riflessione costituzionale

Questo è il sostegno che lo Stato Italiano vuole dare ai giovani che vogliono mettersi al servizio degli altri? Questa la lezione da dare: non siete all’altezza, siete inutili e non è vero che chi si impegna ottiene risultati perché ci sono sempre i furbi e i raccomandati di turno

Pubblichiamo la lettera di una nostra lettrice. 

L’articolo 3 della Costituzione, al comma 2, recita così: “È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”.

Come cittadina, mi chiedo se questo principio fondativo della nostra democrazia sia stato rispettato in questa assurda vicenda del semestre filtro di medicina. L’articolo propone di rimuovere gli ostacoli, non di crearne di nuovi e assurdi, testimoniati dal numero elevatissimo di studenti risultati insufficienti, allo sviluppo della persona. Perché, mi chiedo, ostacolare questi giovani che desiderano e ambiscono a diventare medici? Un percorso normalmente lungo e arduo, che presuppone già una scelta di impegno non solo personale ma anche sociale.

I medici sono in prima linea nel servizio agli altri, alla comunità e allo Stato, e il loro numero è sempre più esiguo. Allora, perché scoraggiare e umiliare (parole della ministra Bernini: “Siete inutili”) questi studenti con una riforma così confusa, difficile e assurda?

Assurda per una serie di motivi: è stato chiesto a dei ragazzi appena usciti dal liceo di saper gestire una mole di studio enorme, uno studio di livello universitario (quanti di noi si ricordano quanti mesi ci sono voluti prima di capire come gestire uno studio del genere, sia per qualità che per quantità), che facilita chi ha frequentato un liceo scientifico e penalizza gli altri, con dei test di livello elevato ma non solo, con tempistiche strettissime (45 minuti per 31 domande: per rispondere ad alcune domande- tipo esercizi di fisica- ci volevano almeno 2-3 minuti che di fatto non c’erano), irregolarità nello svolgimento dei test con copiature (ricordiamoci che questi saranno i medici del futuro dato che saranno anche i primi in graduatoria), errori nel test stesso non solo nei dati della materia specifica ma anche di grammatica!

E vogliamo parlare delle lezioni online o in presenza che non sono state vere lezioni ma una corsa contro il tempo per elencare e sviscerare una serie infinita di nozioni senza avere modo di verificare se i concetti erano stati compresi e appresi?

A quanto detto aggiungo una riflessione in quanto docente: ci viene insegnato, sin dai primi anni di università e poi oltre con continui corsi di aggiornamento, che gli studenti vanno sostenuti nel loro percorso e nella loro autostima e che quindi le prove da sottoporre devono sempre essere commisurate alla capacità dei discenti considerando anche ciò che viene definita “zona di sviluppo prossimale”, cioè quel gradino leggermente più elevato che stimola a dare di più. Le prove sottoposte agli studenti del semestre filtro sono chiaramente risultate non commisurate al grado di preparazione dei discenti con il risultato non solo di un numero enorme di bocciature ma con la delusione di chi ha studiato per 8-10 ore al giorno tutti i giorni per due mesi finendo per sentirsi incapace e stupido.

Questo è il sostegno che lo Stato Italiano vuole dare ai giovani che vogliono mettersi al servizio degli altri? Questa la lezione da dare: non siete all’altezza, siete inutili e non è vero che chi si impegna
ottiene risultati perché ci sono sempre i furbi e i raccomandati di turno. E poi ci chiediamo perché i ragazzi si disaffezionano alla res publica…. come cittadina, docente e madre mi vergogno di questo messaggio passato dallo Stato e da coloro che dovrebbero garantire la democrazia.

Fornoni Elena