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Omicidio Muttoni, rinviati a giudizio i due accusati

Carmine De Simone e Mario Vetere rinviati a giudizio: il 12 febbraio saranno davanti alla Corte d’Assise. Alessandro Alfì discuterà l’abbreviato il prossimo 13 marzo

Valbrembo.Carmine De Simone si sarebbe recato a casa di Luciano Muttoni non con l’intenzione di rapinarlo, ma per vendicare un apprezzamento sgradito che il 58enne avrebbe rivolto alla sua fidanzata pochi giorni prima dell’omicidio. È quanto sostenuto dall’avvocato Luca Bosisio durante l’udienza preliminare, nella quale ha chiesto di far cadere l’aggravante del nesso teleologico — ossia l’aver ucciso al fine di commettere una rapina — per poter accedere al rito abbreviato, che prevede uno sconto di un terzo della pena.

Il gup ha però respinto l’istanza, mantenendo sia l’aggravante del nesso con la rapina sia quella della minorata difesa della vittima, entrambe punibili con l’ergastolo. De Simone, 24 anni, e il coimputato Mario Vetere, suo coetaneo, sono stati rinviati a giudizio e compariranno davanti alla Corte d’Assise il prossimo 12 febbraio.

Davanti al gup è comparso anche Alessandro Alfì, 22 anni, accusato di una rapina aggravata commessa in concorso con De Simone circa venti giorni prima dell’omicidio. La sua posizione è stata stralciata e per lui la discussione del rito abbreviato è fissata per il 13 marzo, sempre in preliminare.

Luciano Muttoni venne ucciso a calci e pugni il 7 marzo 2025 nella sua villetta di Valbrembo. Stava cenando da solo quando De Simone e Vetere, con il volto coperto da un passamontagna, fecero irruzione. I due ritenevano che l’attività di affittacamere del 58enne fruttasse molto; De Simone, infatti, aveva soggiornato lì con la fidanzata e alcuni amici pochi giorni prima. In quell’occasione — ha riferito il giovane — Muttoni avrebbe rivolto un apprezzamento alla ragazza, cosa che lui non aveva gradito e che lo avrebbe spinto a volerlo “spaventare”.

Secondo il pubblico ministero Letizia Ruggeri, invece, l’intento dell’agguato era la rapina. Una volta entrati, i due avrebbero chiesto denaro: alla reazione di Muttoni, Vetere gli avrebbe sferrato con due pugni al volto. De Simone, poi, lo avrebbe colpito alla testa con il calcio della pistola scacciacani che aveva con sé. Mentre Vetere usciva per cercare nell’auto della vittima le chiavi, De Simone avrebbe infierito con calci al volto e al corpo fino a lasciarlo agonizzante sul pavimento. Trovate le chiavi, i due sarebbero fuggiti a bordo della Golf di Muttoni, portando via anche il cellulare, 50 euro e alcune tessere.

Dopo la fuga, secondo la ricostruzione degli inquirenti, i due 24enni avrebbero raggiunto il cimitero di Solza, dove li attendeva Alfì con un cambio di vestiti puliti. Sarebbe stato proprio quest’ultimo il tramite tra De Simone e Vetere, oltre ad averli accompagnati dalla stazione di Terno d’Isola fino alla casa di Muttoni.

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