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Verdello dice “no” all’agrivoltaico: “Così difendiamo il territorio”

Il Comune riduce del 35% le aree edificabili e amplia le zone agricole strategiche seguendo le prescrizioni di Regione e Provincia

Verdello. Il Comune dice “no” agli impianti agrivoltaici. Una scelta che l’amministrazione comunale ha messo in campo con lo scopo di limitare l’espansione dell’agrivoltaico e proteggere il più possibile il paesaggio agricolo rimasto.

Il Comune ha ridotto di quasi il 35% le superfici edificabili, riportando ampie porzioni di territorio sotto tutela agricola per frenare l’arrivo di nuovi impianti agrivoltaici e limitare la proliferazione di serre.

“Non abbiamo, di fatto, ‘blindato’ il territorio – spiega il sindaco Fabio Mossali – ma recependo e facendo nostre quelle che sono le prescrizioni di Regione e Provincia abbiamo ridotto in modo significativo le aree edificabili creando delle aree agricole strategiche. Abbiamo previsto che le serre potessero rimanere dove sono e, comunque, all’interno dell’area della tangenziale. Una scelta che – aggiunge – vuole tutelare quello che è l’agricolo per quel che ancora è agricolo: indietro, d’altronde, non si torna”

Parallelamente, l’amministrazione ha scelto di concentrare gli strumenti di rigenerazione urbana sulle zone oggi più degradate, come l’area dell’ex centro commerciale Francesca e l’ex Mercatone. L’obiettivo è favorire una possibile ripresa di comparti oggi fermi, mantenendo solo porzioni minime di terreno agricolo a supporto.

“Le scelte che abbiamo preso – spiega il primo cittadino – sono sostanzialmente state tre: la riduzione del possibile costruito con il conseguente aumento dell’area agricola strategica, la rigenerazione urbana e dare la possibilità alle attività agricole in essere di proseguire la loro attività”.

Il sindaco rivendica, poi, la valenza più “paesaggistica” della scelta: “Non è una motivazione banale. C’è un aspetto di decoro ambientale e di tutela della bellezza del paesaggio, che incide sulla qualità della vita”.