Il traguardo
|Accademia dello Sport verso i 50 anni: “Vogliamo lasciare il segno con un progetto per le fragilità del territorio”
Le idee non mancano: dal sostegno alla realizzazione dell’ottava torre dell’ospedale di Bergamo a un torneo di tennis con montepremi da 15mila dollari
Giovedì 11 dicembre si ritroveranno tutti, volontari, amici e sostenitori, al Feel Party Restaurant di Curno per celebrare un 2025 dai risultati straordinari e per apparecchiare un 2026 che coinciderà con il prestigioso traguardo dei 50 anni di attività. L’Accademia dello Sport per la Solidarietà continua a essere un attore di primissimo piano sul territorio bergamasco, riconosciuta anche a livello regionale e nazionale grazie a un’attività benefica che negli anni è stata in grado di elargire contributi per oltre 3,2 milioni di euro.
Gli ultimi 12 mesi dell’associazione fondata e guidata dall’instancabile Giovanni Licini sono stati un continuo crescendo di progetti realizzati, mantenendo come sempre la parola data e rispettando fino in fondo la propria vocazione: stare al fianco dei più deboli e dei più fragili, rispondendo in modo concreto alle necessità più urgenti.
La “to do list” del 2025 era lunga e molto varia, ma nessuno è rimasto deluso: dal potenziamento delle cure oncologiche alla clinica San Francesco, con altre 4 linee di chemioterapia in sinergia pubblico-privato col Papa Giovanni XXIII, al sostegno del progetto “Una casa in città per l’autismo” avviato all’interno della rinnovata Cascina Ponchia a Monterosso; dal contributo alla Comunità Shalom che si occupa della riabilitazione e del reinserimento sociale dei tossicodipendenti a quelli destinati all’Aipd Bergamo, per progetti di autonomia abitativa, alla CasAlzheimer, per “l’adozione” di stanze o spazi comuni, e alla Croce Azzurra, per l’acquisto di una nuova ambulanza, senza dimenticare il sostegno a Anmic e all’Associazione Diabetici Bergamaschi.
“Complessivamente con questi progetti abbiamo donato 275.000 euro – sottolinea con orgoglio Licini – Tutto quello che ci eravamo prefissati, e avevamo annunciato, l’abbiamo portato a compimento. Siamo bergamaschi, badiamo poco ai fronzoli e molto al sodo: le testimonianze delle realtà che aiutiamo sono significative e continue. Ciò che abbiamo fatto in questi anni è sicuramente merito dell’Accademia, che non esisterebbe senza i suoi straordinari volontari, ma anche di un territorio che nel suo complesso è sempre pronto ad aiutare la gente: Bergamo in questo senso non è seconda a nessuno. Abbiamo risposto presente anche quando l’emergenza ha superato i nostri confini: lo abbiamo fatto in favore dei terremotati di Carpi e di Amatrice, uniche due attività esterne della nostra storia ma che sono significative della nostra prontezza nel rispondere in caso di emergenza. Vogliamo rendere i nostri interventi i più solidi e tempestivi possibili: lo abbiamo sempre fatto e sempre lo faremo”.
La tradizionale festa di fine anno assumerà per forza di cose una connotazione particolare, diversa dalle ultime edizioni: “Il 2026 sarà un anno importantissimo per noi, quello dei 50 anni – evidenzia Licini – Stiamo valutando attentamente sia i progetti da sostenere che le personalità alle quali assegnare i Golden Vip: vogliamo fissare una pietra miliare, simbolica dell’aiuto continuo dato al territorio bergamasco. Non sono molte le associazioni che sono in grado di resistere e tagliare il traguardo del mezzo secolo: ciò che faremo segnerà per sempre la storia della nostra associazione nel sostegno alle fragilità”.
Un’idea su tutte sembra farsi largo: “Potremmo concentrare i nostri sforzi su un solo intervento globale e ci piacerebbe che fosse a favore della costruzione dell’ottava torre dell’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, in particolare per le attività a favore dei malati oncologici – anticipa il numero uno dell’Accademia dello Sport – Per ora è solo un nostro pensiero, chiaramente dovremo confrontarci con la direzione dell’ospedale e con Regione Lombardia”.
L’attenzione del Pirellone è massima, già dai tempi del Covid quando l’Accademia dello Sport aveva dato un contributo fondamentale per l’allestimento dell’ospedale da campo e per il potenziamento delle strutture ospedaliere fisse, motivi per i quali il presidente Attilio Fontana aveva assegnato a Giovanni Licini la Rosa Camuna 2020. Lato sportivo, invece, Regione Lombardia aveva riconosciuto la bontà del progetto di riqualificazione degli impianti alla Cittadella dello Sport, focalizzata soprattutto sul rilancio di un’attività il più possibile accessibile e inclusiva, che partisse dal diritto alla pratica dei più piccoli fino agli anziani, con una particolare attenzione a tariffe calmierate e all’ampliamento dell’offerta.
Ma è ancora una volta sul piano della salute che l’associazione ha incassato il plauso dei vertici regionali: “Siamo riconosciuti come sentinella dell’attività ospedaliera e dell’assistenza e il progetto messo in campo in primavera, ‘Lo sport è salute’, è stato l’esempio perfetto della nostra attenzione: abbiamo consentito lo svolgimento di oltre 2.300 screening gratuiti in cinque giorni, dando vita a una campagna di prevenzione senza precedenti. L’assessore al Welfare Guido Bertolaso e il presidente Fontana sono rimasti sorpresi, tanto da chiederci di replicare nuovamente l’anno prossimo”.
Come però dice bene la sua denominazione, è lo sport il veicolo perfetto per portare avanti l’attività solidale. E anche da quel punto di vista il prossimo anno Licini vuole lasciare il segno: in pentola bolle un evento importante di stampo tennistico, con giocatori di livello e un montepremi da 15.000 dollari.
Infine i Golden Vip, personalità del mondo della sanità, dell’imprenditoria, della politica e dello sport che ogni anno vengono premiati per i meriti nei rispettivi campi di appartenenza: “Non posso svelare nulla – si trincera Licini – Ma vorremmo dare anche qui un segnale chiaro, assegnando uno dei riconoscimenti a una figura di assoluta caratura a livello nazionale”.


