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La psicologia dello sport lavora sul campo con e per l’atleta

Dal controllo delle emozioni alla concentrazione: il supporto mentale nella pratica sportiva

“La forza mentale distingue i campioni dai quasi campioni” ha affermato R. Nadal ex campione di tennis. Sul libro ‘Foundations of sport and exercise psychology’, due importanti psicologi dello sport americani come Weinbergh e Gould affermano che “a parità di condizione fisica e tecnica l’atleta vincente è colui che ha la preparazione psicologica migliore”. Sono alcuni esempi di come, negli ultimi anni, sempre più sportivi e scienziati dello sport abbiano riconosciuto l’importanza del fattore mentale nella pratica sportiva nei diversi livelli come nelle diverse età dei praticanti.

In Habilita Sport Medicine, il centro medico di riabilitazione ortopedica e sportiva, è attivo l’ambulatorio di psicologia dello sport, con il Dott. Roberto Benis. L’abbiamo incontrato per approfondire il discorso relativo alla presenza di un mental coach a fianco di chi pratica sport, a qualsiasi livello.

“Sappiamo che la performance fisico-atletica è data da un insieme di fattori che comprendono le capacità tecnico/tattiche, le capacità coordinative, quelle condizionali e le capacità psicologiche. L’attività sportiva richiede e impegno e partecipazione nell’allenamento, volontà di tener duro di fronte alla fatica e ai sacrifici, capacità di sopportare la pressione emotiva di una gara. Grazie allo sport l’atleta costruisce l’immagine che ha di sé rispetto ai propri obiettivi, alle proprie motivazioni, agli avversari, a chi mi sta guardando. Crearsi un immagine come efficace, competente e di valore grazie alla performance sportiva è un grande aiuto per la persona-atleta e rafforza l’immagine di sé”.

Come si riesce a creare un’immagine di sé efficace?

“Tutto questo è un processo fondamentale nella vita di ogni sportivo, fatto di tappe che sono faticose e che mettono sotto pressione l’individuo. La psicologia applicata allo sport fornisce all’atleta strumenti che permettano di migliorare la propria prestazione, affiancando all’indispensabile allenamento fisico e al perfezionamento del gesto atletico, l’utilizzo di tecniche che lavorano sulla dimensione psicologica, per ottenere una migliore gestione delle energie e dell’emotività in una situazione di allenamento e di competizione sportiva”.

Si può migliorare l’approccio psicologico di un atleta?

“La dimensione psicologica è un aspetto allenabile o controllabile e ha influenza significativa sulla prestazione sportiva. La concentrazione, la capacità di controllarsi, comprendere il proprio modo di pensare e comportarsi di fronte a una competizione sportiva, sono aspetti su cui è possibile intervenire per migliorare il benessere dello sportivo e, di concerto, la sua performance”.

Come lavora il mental coach?

“Lo psicologo dello sport (chiamato anche mental coach) studia i meccanismi di funzionamento della mente, che concorrono, aiutano, stimolano e promuovono l’allenamento tecnico, tattico e metodologico della propria disciplina. L’obiettivo è quello di spiegare all’atleta come funziona la mente, aiutarlo a individuare le sensazioni che riceve dal suo corpo, insegnandogli a controllarle; lo aiuta a comprendere e gestire le emozioni per trasformarle in punti di forza che lo aiutano a potenziare l’attenzione e le abilità necessarie a migliorare la propria prestazione. Il mental coach fornisce un supporto psicopedagogico nei contesti di sport giovanile, favorisce la comunicazione in staff e gestisce le dinamiche di gruppo, promuovendo lo spirito di squadra, di appartenenza e le interazioni tra i vari membri di una società”.

È una figura utile solo in ambito professionistico o può essere importante anche per i semplici amatori o appassionati?

“Lo psicologo dello sport lavora con atleti evoluti così come con l’atleta amatoriale. Di solito con i professionisti lavora in team, in collaborazione con figure specifiche differenti dello staff di un atleta: mi riferisco al preparatore fisico, all’allenatore, al fisioterapista. Ma non sempre è così. Spesso può svolgere la sua funzione con un semplice amatore o appassionato, aiutandolo a migliorare la sua performance grazie all’utilizzo di tecniche psicologiche che gli permettono di superare i propri limiti”.

Quali tecniche utilizza il mental coach?

“Per aiutare lo sportivo a migliorare il proprio risultato, lo psicologo dello sport può ricorrere a tecniche cognitive come il positive mind-set, la gestione dei pensieri, il self talk, la ristrutturazione cognitiva, e il goal setting. Può utilizzare anche tecniche immaginative come la visualizzazione e l’ancoraggio; oppure può consigliare tecniche corporee come la respirazione o tecniche di rilassamento come la mindfulness”.