Il contratto
|Uliano a Bergamo per il consiglio dei metalmeccanici lombardi: “Salario e potere d’acquisto, soddisfatti del rinnovo di contratto”
Il segretario nazionale di FIM Cisl: “Per noi il contratto non è solo un fatto economico, ma deve essere uno strumento per migliorare le condizioni dei lavoratori”
Bergamo. Alla Casa del Giovane di via Gavazzeni si è svolto martedì 9 dicembre il Consiglio generale della FIMCisl Lombardia, categoria che tutela gli interessi del settore metalmeccanico e dei suoi lavoratori. Occasione, l’ipotesi di rinnovo del Ccnl, “con conquiste che riguardano oltre un milione e mezzo di persone e che possono essere ulteriormente migliorate con la contrattazione di secondo livello”, ha detto il segretario generale regionale Mirco Dolzadelli. “L’industria lombarda è sotto pressione – ha continuato -. Competizione globale, costi energetici, transizioni tecnologiche, guerre colpiscono la produzione del manifatturiero, e chi enfatizza il buon dato occupazionale tende a nascondere il vero problema della minore ricchezza prodotta. Invece, senza industria e senza crescita il paese perde ricchezza, autonomia, competenze, futuro”.
L’incontro ha visto la partecipazione di Ferdinando Uliano, segretario nazionale della FIM Cisl, che ha parlato delle proposte di rinnovo del contratto e delle speranze riposte in questo settore da sempre importante per l’economia del nostro Paese e che sicuramente ha ancora molto da offrire.
“Il settore metalmeccanico si trova in una situazione diversificata: alcuni comparti, come quello dell’auto, sono in sofferenza, sia a livello italiano che europeo, a causa della transizione verso le nuove motorizzazioni che ha creato molte problematiche poiché non è stata accompagnata nel modo corretto da infrastrutture adeguate, agevolazioni e investimenti. Siamo in attesa di comprendere dall’Europa se c’è un intervento di modifica rispetto al quadro regolatorio che potrebbe dare un po’ di respiro. Ci sono altri settori che hanno alti e bassi, ma in generale la tenuta complessiva del settore c’è, nonostante le difficoltà e la necessità di rafforzare il tessuto industriale con un’azione concreta da parte di Bruxelles”.
Alla luce di queste informazioni viene spontaneo domandarsi se questa situazione non propriamente rosea influenzerà l’occupazione del settore metalmeccanico. “La transizione ha una forte ripercussione nelle realtà coinvolte, negli altri ambiti c’è una fase di riassorbimento – risponde Uliano -. Con fatica abbiamo rinnovato il contratto: ci sono volute oltre quaranta ore di sciopero per poter ottenere questo rinnovo, però ora dà una risposta importante sia dal punto di vista contrattuale che salariale e stabilizza il settore, facendo diminuire tensioni e conflittualità. Ad oggi ci sono le condizioni per utilizzare anche gli elementi di vantaggio che il contratto mette a disposizione per poter riprendere e rilanciare il metalmeccanico”.
Parlando, poi, di misure di rilancio Uliano chiama in causa l’Unione Europea. “Noi stiamo sollecitando da tempo: due settimane fa abbiamo riportato in discussione la necessità di rafforzare il tessuto industriale europeo, perché c’è una situazione internazionale che si sta complicando dal punto di vista dei mercati. Questo porta alla necessità di fare in Europa uno sforzo in più non solo sulla questione militare, comunque molto attenzionata, ma anche sui settori civili dell’industria”.
Guardando al futuro il segretario generale della FIM Cisl si è mostrato nel complesso fiducioso. “Stiamo spingendo affinché l’Europa faccia la sua parte non solo per rivedere l’impostazione che era stata data al settore automobilistico. Dopo quasi due anni dal report che aveva fatto Draghi sulle necessità del settore industriale, per noi è importante togliere le limitazioni che oggi il Patto di stabilità impone agli Stati. Non è più il tempo di fare politiche di austerità, ma di pensare a politiche che aumentino le possibilità di investimento dei vari Paesi. Questo lo si può fare rafforzando interi settori che sono stati trascurati o coinvolti in un processo di delocalizzazione, che oggi crea più limiti che opportunità”.
“In Europa abbiamo mostrato anche l’importanza del rinnovo contrattuale – prosegue -: i metalmeccanici hanno ottenuto per la seconda volta un aumento salariale e questa è una novità nel panorama contrattuale italiano perché oltre a recuperare l’inflazione abbiamo aggiunto una quota economica che rafforza la capacità di acquisto dei lavoratori metalmeccanici, introducendo la clausola di salvaguardia. Questa clausola, quando si è verificato un aumento vertiginoso dell’inflazione a causa dell’innalzamento del costo dell’energia, ci ha permesso di rispondere in tempo alla necessità di tutelare il potere d’acquisto dei salari. Il contratto del 2021 infatti ha potuto portare a casa 112 euro di aumento in fase di sottoscrizione, ma nella sua realtà si è trattato di 310 euro proprio grazie a questa clausola. Per questo motivo quando ci siamo approcciati al rinnovo abbiamo fatto di tutto per mantenere questa impostazione. L’impianto contrattuale che andiamo a rinnovare prevede 205 euro che sono circa 2,5 punti in più rispetto al tasso di inflazione preventivato e questo si traduce in 50 euro in più al mese nel salario dei lavoratori metalmeccanici”.
“Il contratto non è fatto solamente da questi elementi, per quanto importanti – continua Uliano-. Abbiamo conquistato elementi significativi sui temi a noi cari, come la lotta alla precarietà: abbiamo introdotto clausole di stabilizzazione sul contratto a tempo determinato, per cui le aziende sono obbligate a confermare il 20% di lavoratori a termine per poter accedere agli ulteriori dodici mesi e arrivare al contratto a tempo indeterminato. Siamo riusciti a introdurre una limitazione allo staff leasing stabilendo che non si può andare oltre i 48 mesi con questo contratto, a differenza del passato in cui non esisteva questo limite e i lavoratori rischiavano la precarietà a vita”.
Con il CCNL è stato affrontato il tema della riduzione dell’orario di lavoro e rafforzato il pacchetto di permessi retribuiti a carico di chi fa turni disagiati: chi fa 18 o 21 turni ha rispettivamente 4 e 8 ore in più di permesso retribuito. FIM Cisl ha chiesto anche di poter analizzare l’esperienza che sta facendo nella contrattazione aziendale per poter conciliare l’orario di lavoro, la sua riduzione e la tenuta salariale. Anche per quanto riguarda i congedi parentali sono stati raggiunti degli obiettivi: i genitori potranno avere tre giorni di permesso retribuito all’80%, aggiuntivi rispetto a quelli già previsti dalla legge, nei casi di malattia del figlio con età inferiore ai 4 anni.
“Il contratto si è attivato anche in materia di salute e sicurezza con l’obbligo di fare break formativi, individuati come strumento di prevenzione, oltre all’ introduzione di elementi come l’analisi degli infortuni per poter decidere come intervenire in modo preventivo e la possibilità che ogni lavoratore segnali situazioni di pericolo, questo aiuta a costruire una politica di prevenzione. Abbiamo implementato la formazione per quanto riguarda i rappresentanti sulla sicurezza, siamo intervenuti sulla normativa degli appalti, per evitare abusi e sfruttamento; abbiamo anche rafforzato il tema della formazione professionale, con aggiunta di 4 ore (oltre alle 24 già previste) per le persone assenti da troppo tempo al lavoro”.
“Altro provvedimento è il rafforzamento sulla malattia per le persone disabili e introdotto elementi per quanto riguarda il contrasto alla violenza di genere, stabilendo che ogni anno ci sia un approfondimento culturale nei contesti lavorativi. Inoltre abbiamo inserito un elemento di verifica per quanto riguarda il tema delle pari opportunità, per aggredire il fenomeno della differenza salariale di genere che per noi è un elemento negativo purtroppo presente nella nostra categoria. Per tutti questi motivi il contratto è importante dal punto di vista della protezione salariale e del suo incremento – conclude Uliano-. Nei prossimi giorni, saremo in tutte le fabbriche per presentare i nostri risultati ai lavoratori, perché al referendum del 19/20 febbraio tutti possano votare con consapevolezza”.


