Mobilità
|L’auto resta il mezzo più utilizzato per raggiungere le sedi UniBg: i primi risultati della ricerca di UniMobility
Martedì 9 dicembre al Kilometro Rosso presentata l’iniziativa che ha la finalità di rappresentare la disponibilità dei servizi di mobilità e i comportamenti degli utenti
L’auto resta il mezzo più utilizzato per raggiungere la maggior parte delle sedi dell’Università di Bergamo. Un dato che emerge da “UniMobility”, iniziativa che attraverso un percorso di ricerca ha l’obiettivo di sviluppare un Piano Urbano di Mobilità Sostenibile (Pums) integrato e operativo per UniBg.
Nel pomeriggio di martedì 9 dicembre, nello spazio eventi, del Kilometro Rosso, ne sono stati svelati i primi risultati, dati che verranno poi presentati in maniera più ampia nell’aprile del 2026. Mobility manager di “UniMobility” è Emilio Bellingardi, amministratore unico di Ateneo Bergamo S.p.A, società pubblica che opera al servizio esclusivo dell’ateneo fornendo supporto strategico e operativo in numerosi settori chiave.
Il progetto vede come partner principale Elis Innovation Hub, società no profit che sviluppa progetti di innovazione e consulenza. “Un lavoro di ricerca – spiega Salvatore Di Bartolo, manager di Elis – che ha la finalità di rappresentare la disponibilità dei servizi di mobilità e i comportamenti degli utenti. In un secondo momento siamo poi andati ad approfondire questa ricerca, per poter capire gli scenari futuri di utilizzo e la propensione al cambiamento dei vari segmenti di utenti”
Attraverso la ricerca “è stato costruito un ranking di un determinato polo, classificandolo all’interno di un range.- continua Di Bartolo -. Questo ci ha permesso di vedere come da oggi a uno spazio di sei anni sarà possibile verificare come un polo specifico, un giorno, sarà meglio integrato nella mobilità e quanta sarà l’adesione dei suoi utenti a un servizio di mobilità integrato”.
I risultati
L’automobile risulta il mezzo maggiormente utilizzato per raggiungere i principali poli dell’ateneo. Per quanto riguarda Pignolo, Rosate e Salvecchio, i trasporti pubblici risultano la soluzione più congeniale a studenti e addetti ai lavori, anche per la localizzazione delle sedi nel centro storico della città. E nella risposta alla domanda “Quanto saresti propenso a utilizzare soluzioni di mobilità sostenibile?”, un numero cospicuo di studenti si è mostrato favorevole al cambiamento: i fattori su cui bisogna progredire vertono sul tempo di viaggio e sulla frequenza e disponibilità del servizio.
“Ci aspettavamo di riscontrare che molti utenti utilizzano l’auto privata: 5/8, senza distinzione delle parti tra studenti e personale di servizio.- commenta ancora Di Bartolo -. Una cosa che non ci aspettavamo, forse, è il fatto che 2/3 degli utenti sono disposti a fare un cambiamento in termini di adozione di servizio di mobilità integrata”. Il manager invita le autorità a riflettere “sull’assenza di copertura di servizio di mobilità dalle zone più lontane, e non parliamo distanze considerevoli. Un utente che oggi vive in provincia di Bergamo e non in città, ha una distanza dal primo trasporto pubblico che si muove da 1,5 a 3 chilometri. Questa è una caduta della possibilità di convertire quella persona a un servizio di mobilità integrato: si tratta di un grande limite”.


