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L’ambiente prima di tutto: 25 anni di Arpa Lombardia, dalla nascita ai centri di eccellenza

L’agenzia sul territorio conta 10 centraline della rete di monitoraggio regionale della qualità dell’aria, 62 punti di monitoraggio di acque superficiali e 35 punti di monitoraggio delle acque sotterranee

Bergamo. Qualità. Affidabilità. Imparzialità. In una parola: scienza. Non solo dati. Non solo numeri.  È il valore aggiunto di Arpa Lombardia, Agenzia Regionale Protezione Ambiente che quest’anno spegne 25 candeline. Istituita grazie alla legge regionale n. 16 del 14 agosto 1999, diventata operativa nella seconda metà del 2000, l’Agenzia supera la giovane età continuando a crescere per stare al passo con la sempre maggiore sensibilità ambientale sia delle istituzioni lombarde, in primis Regione, sia della comunità tutta.

Con i suoi mille dipendenti Arpa è l’Ente di Regione numericamente più importante sotto il profilo del personale. Ecco alcuni dati di eccellenza: 30 mila campioni analizzati all’anno, i monitoraggi effettuati su tutte le matrici ambientali (non solo aria, ma anche acque, suolo, radioattività, campi elettromagnetici, olfattometria e rumore), le previsioni del tempo (ancora più localizzate, comune per comune, attraverso 3 radar meteo), l’impiego di tecnologie avanzate (satelliti, droni, radar e sensori sempre più all’avanguardia). Arpa Lombardia, quindi, si conferma un punto di riferimento autorevole per tutte le istituzioni.

“Arpa Lombardia in 25 anni – ha dichiarato il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana -. È cresciuta insieme alla sensibilità di Regione verso l’ambiente, anticipando i tempi e raggiungendo grandi traguardi. Ringrazio i dipendenti per impegno e competenze: condividiamo la stessa missione, un futuro migliore per la Lombardia. Con orgoglio guardiamo alle sfide che ci attendono, certi di vincerle insieme”.

È l’Ente scientifico di Regione Lombardia che gioca un ruolo determinante su temi molto delicati come la qualità dell’aria (di cui continua a registrare un progressivo miglioramento), le emergenze ambientali (oltre 1200 nel 2024), le frane (46 costantemente monitorate per 27 milioni di dati all’anno), le bonifiche (in Lombardia i siti sono circa 17 mila), i Siti di Interesse Nazionale (5, tra cui spicca il lavoro svolto con la Caffaro di Brescia), le acque (2600 campionamenti annui), i nitratipesticidi e PFAS, sostanze chimiche permanenti (con attenzione ai nuovi contaminanti emergenti), gli Stabilimenti a Rischio di Incidente Rilevante (RIR – in Lombardia sono il 26% del totale nazionale),rifiuti, le discariche, la radioattività, le valanghe (oltre 9 mila eventi censiti), le valutazioni ambientali, i pareri e le autorizzazioni l’educazione ambientale (con 7500 persone formate).

“Le sfide ambientali che sembravano impossibili – ha detto l’assessore regionale all’Ambiente e Clima Giorgio Maione -. Oggi le stiamo affrontando con determinazione. I dati su aria e acque sono i migliori di sempre, risultato del grande lavoro del sistema regionale e dell’impegno di Arpa Lombardia, vero protagonista di questo percorso”.

25 anni arpa

“La storia di Arpa è molto significativa – ha detto la presidente di Arpa Lombardia Lucia Lo Palo –. In essa si riflette il deciso cambio di passo nelle politiche per l’ambiente di cui Regione Lombardia è stata protagonista con significativi e indiscutibili risultati raggiunti su innumerevoli fronti. Parliamo di una realtà che non ha mai smesso di crescere e riorganizzarsi, non solo per essere al passo con i tempi, spesso per anticiparli diventando un modello per altre realtà”.

“Celebriamo 25 anni di impegno fatto di studio e crescita per la tutela ambientale – ha detto il direttore generale Fabio Cambielli -. Una crescita che si legge anche dai numeri di stazioni di monitoraggio, sensori, dati raccolti etc. In questi anni abbiamo affrontato sfide complesse e ogni volta abbiamo saputo unire la forza della scienza alla responsabilità del servizio pubblico, tanto da diventare un punto di riferimento autorevole in Lombardia e nel panorama nazionale. L’Agenzia ricopre un ruolo importante anche con le prossime Olimpiadi e Paralimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026”. Arpa Lombardia sarà in campo per fornire le previsioni meteo all’evento attraverso un supporto specialistico, per esempio a Bormio (SO) dove è stato già posizionato un radar mobile.

Arpa Lombardia, che con gli anni ha visto crescere il suo ruolo all’interno dei tavoli tematici del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente, ha comunque mantenuto una forte attenzione verso i territori conservandouna presenza importante nelle principali città e non solo: ha infatti sedi e centri su tutto il territorio, in particolare a: Bergamo, Brescia (e Darfo Boario Terme), Como, Cremona, Lecco, Lodi, Mantova, Milano (via Taramelli, Milano Niguarda, Parabiago e Vizzolo Predabissi), Monza, Pavia, Sondrio (e Bormio) e Varese. Una realtà che cerca di rinnovarsi anche sotto il profilo generazionale e professionale: nel 2024 sono state assunte 90 persone, nel 2025 complessivamente ne sono previste 80 e ulteriori nuovi ingressi sono attesi nel 2026.

Il Dipartimento di Bergamo di Arpa Lombardia, con direttore Maria Teresa Cazzaniga, dispone di 55 unità di personale, cui si affiancano 19 unità assegnate ad altre articolazioni dell’Agenzia. Nella sede orobica opera uno dei punti di eccellenza di Arpa Lombardia: il Centro Regionale Olfattometria e Aeriformi del Dipartimento Regionale Prestazioni Analitiche guidato da Valeria Frattini. Laboratorio di riferimento regionale per la determinazione della concentrazione e di screening analitico dell’odore, nonché per le attività di caratterizzazione chimica sulla matrice aria per l’Agenzia, per un totale di circa 4000 campioni analizzati all’anno. Attualmente tutti gli uffici bergamaschi si trovano in un edificio nel sedime dell’aeroporto di Orio al Serio per consentire la ristrutturazione della sede storica di via Clara Maffei. Sul territorio sono presenti 10 centraline della rete di monitoraggio regionale della qualità dell’aria, 62 punti di monitoraggio di acque superficiali e 35 punti di monitoraggio delle acquesotterranee.

Importante l’attività svolta nel settore delle bonifiche: sul territorio provinciale sono 900 i siti in cui sono attivi procedimenti di bonifica. Annualmente vengono svolti 150 sopralluoghi, prelevati circa 600 campioni e predisposti oltre 160 pareri. Circa 80 interventi annui su segnalazioni di emergenze ambientali, di cui una trentina richiedono intervento diretto in loco (le restanti vengono gestite telefonicamente, attivando le Amministrazioni e le Polizie Locali), la maggior parte relative a fenomeni di inquinamento di corsi idrici, collegati a scarichi anomali, sversamenti accidentali e incidenti.

Sul fronte autorizzativo e dei pareri: oltre 150 pareri/contributi tecnici predisposti nell’ambito di valutazioni ambientali (VAS, Valutazione Ambientale Strategica, VIA, Valutazione di Impatto Ambientale, assoggettabilità alla VIA, verifica di ottemperanza alla VIA); circa 80 pareri annui su procedimenti inerenti a processi di autorizzazione alle imprese; circa 300 pareri all’anno, con punte fino a 450 in occasione di modifiche tecnologiche o normative, relativamente al rispetto dei limiti di campo elettromagnetico prodotto da impianti di telecomunicazione e oltre 30 pareri tecnici l’anno relativi alla radioprotezione. Circa 200 pareri tecnici su valutazioni di impatto acustico relative a pubblici esercizi o attività produttive, nell’ambito di procedimenti autorizzativi di vario tipo come la SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività), AUA (Autorizzazione Unica Ambientale) e AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale), oppure di procedure di VIA provinciali o regionali.

Il dipartimento ha svolto un’intensa attività di controllo e supporto tecnico-ambientale: 140 controlli annui dei 75 impianti di depurazione, oltre 110 controlli ispettivi annui delle attività produttive, dei quali almeno 80 a impianti in possesso di AIA, che in provincia di Bergamo sono complessivamente 224 (166 industriali e 58 zootecniche). Nel territorio bergamasco sono circa 850 le comunicazioni annue effettuate di utilizzo di terre e rocce da scavo, sulle quali vengono fatti oltre 100 controlli documentali approfonditi ed eseguiti almeno 20 controlli diretti sui siti di produzione e di utilizzo.

In conclusione il bilancio dell’Agenzia lombarda è pari a 139 milioni di euro nel 2026anno in cui sarà disponibile un maggior numero di risorse originate dall’efficientamento dei processi gestionali interni.Nel complesso, le scelte compiute puntano su personale,innovazione, efficienza e tutela del patrimonio ambientale. La recente riorganizzazione a firma Cambielli ha rivisto l’articolazione delle responsabilità e competenze dalla sede centrale (trasferitasi in via Taramelli 26 a Milano in vista dell’intervento di riqualificazione dell’area di Palazzo Sistema) con l’istituzione della direzione strategica a quelle territoriali. Una governance pensata e cucita su misura per essere più efficace e rapida per affrontare le sfide ambientali che ci aspettano.