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Il Papa Giovanni e il Bolognini tra i migliori ospedali in Italia
Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo – foto dal sito di Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo

L’ospedale di Bergamo e quello di Seriate figurano tra le 15 strutture sanitarie con livello alto o medio/alto nel Piano Nazionale Esiti 2024 dell’agenzia Agenas

L’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo e il Bolognini di Seriate sono stati inseriti fra le 15 migliori strutture sanitarie italiane. Nel Piano Nazionale Esiti (PNE) 2024 dell’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali (Agenas) viene attribuito a entrambi un livello alto o molto alto in tutte le aree valutate.

Oltre a loro, fra le eccellenze vi sono altre tre realtà lombarde, ossia il Maggiore di Lodi, la Fondazione Poliambulanza di Brescia e l’Istituto Clinico Humanitas di Rozzano (Milano). La Lombardia, quindi, rappresenta un terzo dell’intero gruppo, confermandosi la regione con il maggior numero di ospedali ad alte performance cliniche. La top 15, inoltre, comprende l’Ospedale di Montebelluna (Veneto), l’Ospedale Bentivoglio (Emilia Romagna), l’Ospedale di Città di Castello (Umbria), l’Ospedale di Cittadella (Veneto), l’Ospedale Fidenza (Emilia Romagna), Pof Lotti Stabilimento di Pontedera (Toscana), lo Stabilimento Umberto I – G.M. Lancisi (Marche), A.O.U. Federico II di Napoli (Campania), l’Ospedale di Savigliano (Piemonte) e l’Ospedale di Mestre (Veneto).

Il PNE è lo strumento nazionale con cui Agenas misura la qualità, l’efficacia e la sicurezza delle cure erogate dagli ospedali italiani. È utilizzato da oltre dieci anni come uno dei riferimenti della governance del Servizio Sanitario Nazionale, grazie a un sistema di indicatori clinici e organizzativi che valutano: gli esiti dei trattamenti i volumi e la complessità delle attività; l’appropriatezza degli interventi; la tempestività delle cure; la capacità delle strutture di adottare innovazione e tecnologie avanzate.

Le aree cliniche valutate sono otto: ambito cardiocircolatorio, nervoso, respiratorio, chirurgia generale, chirurgia oncologica, gravidanza e parto, osteomuscolare e nefrologia.Alla base della valutazione c’è il “treemap”, uno strumento utilizzato per le attività di report, che permette di rappresentare sinteticamente la qualità delle cure fornite presso una struttura attraverso gli indicatori relativi ai suddetti settori.

In base a quanto emerso, la qualità dell’assistenza è complessivamente in crescita, ma permane un marcato squilibrio territoriale, in particolare tra Nord e Sud, evidente per esempio nei volumi di chirurgia oncologica complessa (pancreas e retto), nella rapidità di accesso alle procedure d’emergenza e nell’appropriatezza in area materno-infantile.

L’edizione 2025 ha analizzato 1.117 strutture tra pubbliche e private, basandosi sulle schede di dimissione ospedaliera, collegate sia all’anagrafe tributaria (per verificare lo stato in vita dei pazienti) sia ai dati del pronto soccorso (Emur).

I centri da “verificare” per lo più sono concentrati al Sud: 51 ospedali in Campania, 43 in Sicilia, 19 in Puglia, 12 della Calabria ma anche 14 in Lombardia.

“Ben 5 strutture lombarde figurano tra le 15 eccellenze italiane, quelle che hanno ottenuto un livello ‘alto’ o ‘molto alto’ in tutte le aree valutate. Il Piano Nazionale Esiti è un osservatorio autorevole e indipendente, e il fatto che la Lombardia porti cinque ospedali tra i migliori quindici d’Italia è motivo di grande orgoglio” – commenta il presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana.

“Il nostro sistema sanitario – aggiunge – si conferma un modello che unisce eccellenza clinica, innovazione tecnologica e capacità di offrire cure di alto livello in modo diffuso sul territorio. Un risultato, quello di oggi, che riconosce il lavoro straordinario dei professionisti e la visione che guida gli investimenti regionali. Continueremo a investire per migliorare ancora, perché il diritto alla salute è il cuore della nostra azione politica”.

L’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso sottolinea il significato dei risultati ottenuti: “Il PNE – ha detto – non fotografa solo gli esiti clinici: ci dice quanto un sistema sanitario sia in grado di evolvere, correggere le criticità e valorizzare le competenze. Il fatto che cinque strutture lombarde raggiungano il livello massimo in tutte le aree valutate dimostra che la Lombardia è in grado di coniugare qualità, organizzazione e innovazione in modo solido e continuativo”.

“Questi numeri – prosegue Bertolaso – non sono frutto del caso, ma del lavoro integrato di ospedali, professionisti e governance regionale. La nostra priorità resta quella di garantire cure sicure, tempestive e adeguate ai bisogni di una popolazione ampia e complessa. I risultati del PNE ci confermano che siamo sulla strada giusta e ci stimolano a proseguire con ulteriori investimenti e miglioramenti”.

Le reazioni politiche

Il consigliere regionale della Lega Roberto Anelli evidenzia: “Agenas premia la sanità lombarda. Su quindici eccellenze italiane, cinque ospedali sono della nostra Regione e due sono bergamaschi: l’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo e il Bolognini di Seriate. Il metro di valutazione sono stati gli esiti dei trattamenti, l’appropriatezza degli interventi, la tempestività delle cure e l’utilizzo di tecnologie avanzate. Come bergamasco, non posso che essere fiero di questo riconoscimento pubblico tributato dall’ Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali del Ministero della Salute al lavoro, al valore e alla capacità professionale dei nostri medici, dei nostri infermieri e dei nostri operatori sociosanitari”.

Infine, Anelli conclude: “Queste strutture sono da tempo fiori all’occhiello della sanità lombarda e la certificazione di “eccellenza’’ non fa che confermare quanto, come Lega, abbiamo sempre ripetuto: la nostra sanità è un’eccellenza a livello nazionale, europeo e mondiale”. “Continueremo a lavorare per mantenere sempre alti questi standard di efficienza e di grande professionalità’’.

“I risultati del Piano Nazionale Esiti di Agenas certificano, per chi ancora avesse dei dubbi, la qualità del sistema sanitario lombardo come un modello a livello nazionale. Sono d’accordo con il governatore Fontana, che esulta per ben 5 ospedali su 15 tra i migliori d’Italia, ma da bergamasco sono ancor più fiero che 2 di questi 5 ospedali siano del nostro territorio: l’Ospedale Bolognini di Seriate e il ‘mio’ Papa Giovanni XXIII di Bergamo.  A loro va il mio plauso per il lavoro che hanno svolto, e che continueranno a svolgere anche in futuro, con risultati oggettivi e sotto gli occhi di tutti. Grazie Lombardia e grazie Bergamo” aggiunge il senatore della Lega Roberto Calderoli.

“Due strutture molto importanti, che possono contare su professionalità sanitarie di enorme qualità – dice il consigliere del PD Davide Casati, componente della Commissione III Sanità – ; il fatto che si tratti di due nostri ospedali pubblici – aggiunge il dem – certifica ancora una volta l’importanza di garantire e tutelare il nostro sistema sanitario nazionale e la sua universalità, attraverso lo stanziamento delle maggiori risorse necessarie e attuando politiche di valorizzazione del personale”.

“Sono due le strutture ospedaliere della provincia di Bergamo che hanno ottenuto un importante riconoscimento nell’ambito del Programma Nazionale Esiti 2025, presentato da Agenas, confermando l’eccellenza del territorio nel panorama sanitario nazionale ed europeo: i risultati emersi attestano l’elevata qualità dei servizi offerti e l’impegno costante dei professionisti che ogni giorno operano nelle strutture ospedaliere bergamasche. Bergamo si conferma un hub sanitario di primo piano, capace di attrarre pazienti da tutta Italia grazie alla competenza dei manager, del personale medico e ospedaliero e di tutti gli operatori sanitari. Le équipe coinvolte, composte anche da luminari e figure di altissimo profilo, raggiungono traguardi rilevanti in ambito clinico e di ricerca, contribuendo in modo significativo allo sviluppo del settore”. Lo dichiarano in una nota i deputati bergamaschi di Forza Italia Stefano Benigni, vice segretario nazionale del partito e Alessandro Sorte, segretario regionale della Lombardia. “Questo riconoscimento -assicurano- assume un valore ancora più profondo se si considera il duro impatto che la pandemia da Covid-19 ha avuto sul territorio bergamasco. La capacità di reagire e di superare quel dramma rappresenta oggi un elemento di ulteriore orgoglio e rende questo risultato ancora più significativo. Da sempre Forza Italia è impegnata nel rafforzare il Servizio Sanitario Nazionale, uno dei pochi sistemi pubblici al mondo che continua a garantire cure di eccellenza. Siamo consapevoli delle criticità esistenti, ma lavoriamo con determinazione per affrontarle. Anche nella legge di bilancio, Forza Italia ha concentrato le proprie priorità e i propri sforzi nel destinare risorse al settore della salute, che dovrà diventare sempre più centrale nei prossimi anni. L’obiettivo è preservare e valorizzare tutto ciò che di positivo è stato costruito fino ad oggi in termini di sanità pubblica, evitando che questo patrimonio venga disperso”, concludono Benigni e Sorte.

“È un riconoscimento importante che premia il lavoro quotidiano di medici, infermieri e operatori sanitari – dichiarano i consiglieri regionali di Fratelli d’Italia Pietro Macconi, Alberto Mazzoleni e Michele Schiavi – e che dimostra come la Bergamasca continui a rappresentare un punto di riferimento per la sanità lombarda”.

Le strutture della Bergamasca, dal Papa Giovanni XXIII di Bergamo all’Ospedale Bolognini di Seriate, si collocano tra le realtà con le migliori performance in aree chiave come cardiologia, oncologia, emergenza e chirurgia, a conferma di un livello assistenziale elevato e costante.

“L’Ospedale Bolognini di Seriate è un presidio strategico per tutta la Bergamasca orientale e per un bacino di utenza amplissimo. I dati AGENAS certificano una qualità che non nasce per caso, ma da organizzazione, competenze e continuità negli investimenti. Seriate è un punto fermo della sanità bergamasca e va ulteriormente valorizzata”, commentano i consiglieri.

“Il quadro che emerge dai dati AGENAS restituisce l’immagine di una sanità bergamasca solida e affidabile. È il risultato del lavoro quotidiano di medici, infermieri e operatori sanitari, che con professionalità garantiscono cure di alto livello in tutte le principali aree cliniche”, commenta Macconi.

“La Bergamasca – aggiunge Mazzoleni – dimostra di saper reggere la sfida della qualità anche in una fase complessa per il sistema sanitario. Investimenti, innovazione tecnologica e organizzazione stanno dando risultati concreti. Ora l’obiettivo è consolidare questo livello e continuare a migliorare”.

“Una sanità che funziona davvero è quella che i cittadini incontrano ogni giorno nei reparti, nei pronto soccorso, nei servizi di prossimità. I risultati AGENAS confermano che in Bergamasca questo rapporto tra ospedali e territorio è forte e va difeso con scelte politiche coerenti”, dichiara Schiavi.