L’azienda bresciana, che non ha mai costruito cabinovie, è coinvolta in un processo per una cestovia sul Garda. Il titolare Sergio Lima è stato invece ‘salvato’ dalla prescrizione nell’inchiesta sulla telecabina di Foppolo, vicenda che ha portato all’arresto e alla condanna dell’ex sindaco Berera
A Cortina d’Ampezzo è corsa contro il tempo per completare in due mesi la cabinovia Socrepes, considerata “fondamentale” per le olimpiadi invernali e progettata per trasportare 2.400 persone l’ora. L’opera viene realizzata su un terreno “franoso”, come conferma il presidente dei geologi del Veneto Giorgio Giacchetti. La costruzione è stata affidata direttamente da Simico (Società Infrastrutture Milano Cortina) all’azienda bresciana Graffer per 35 milioni di euro, dopo che la gara europea era andata deserta. I colossi Leitner e Doppelmayr hanno rinunciato per l’eccessivo rischio, secondo un’inchiesta di Report.
La Graffer – 17 dipendenti e meno di 8 milioni di fatturato – non ha mai costruito una cabinovia. Lo ammette candidamente lo stesso titolare, Sergio Lima, 66 anni, che rivela come la società abbia finora realizzato solo uno skilift e una cestovia sul Garda. Il suo nome è tutt’altro che nuove alle cronache, anche bergamasche. Per quest’ultima opera è indagato a Verona per turbativa d’asta, mentre è intervenuta la prescrizione nel processo per turbativa d’asta e corruzione legato alla telecabina di Foppolo, vicenda in cui l’ex sindaco Giuseppe Berera è stato condannato. “Ho sofferto nove anni per quella vicenda”, dice Lima alla giornalista di Report, mettendo per un attimo da parte i sorrisi e l’ironia che hanno contraddistinto il resto dell’intervista. Anche in quel caso la Graffer entrò in gioco all’ultimo, dopo che ignoti bruciarono le seggiovie. Dall’incendio doloso, partì la maxi inchiesta sulla malagestione delle piste da sci in alta Val Brembana.
Tornando all’attualità, Graffer realizzerà l’impianto di Cortina con componenti forniti da ditte esterne, tra cui la turca Anadolu Teleferik, coinvolta in un’inchiesta per un crollo avvenuto nel 2024. Report segnala che Ansfisa (Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali e autostradali) avrebbe concesso nulla osta parziali anche senza tutte le certificazioni. Il sindaco di Cortina, Gianluca Lorenzi, rassicura sulla sicurezza dell’area, mentre il geologo Giacchetti denuncia “anomalie” nelle procedure e rischi per la sicurezza dei lavoratori, ricordando l’apertura a settembre di una frattura passata da 15 a 80 metri. Per Marco Barla, consulente di Simico, lo “scivolamento” del terreno sarebbe legato a scavi senza adeguati drenaggi. Il commissario alle Olimpiadi e amministratore delegato della società, Fabio Massimo Saldini, minimizza: “È uno scivolamento gestibile nell’ordinaria attività di cantiere”. Non resta che incrociare le dita.