Innovazione in agricoltura
Accordo su TEA a Bruxelles: Confai, passo avanti per un’agricoltura più sostenibile
9 dicembre 2025 | 09:33
Foto di M. Tuna (Unsplash)
Bolis (presidente Confai): “Fondamentale disporre di un quadro normativo europeo che accompagni l’innovazione senza ostacolare il lavoro delle imprese agricole”
“L’intesa raggiunta a Bruxelles nel trilogo delle istituzioni comunitarie rappresenta un passo significativo verso un quadro normativo europeo capace di accompagnare l’innovazione senza ostacolare il lavoro delle imprese agricole”, è quanto afferma Leonardo Bolis, presidente di Confai Lombardia e Confai Bergamo, aderenti a CAI Agromec. “Le nuove tecniche genomiche possono offrire strumenti utili per affrontare i cambiamenti climatici e migliorare l’efficienza dei sistemi colturali, purché inserite in un processo di uso responsabile e orientato alla sostenibilità”.
Le sigle TEA (Tecniche di Evoluzione Assistita) e NGT (New Genomic Techniques) indicano metodi moderni di miglioramento genetico che non introducono geni esterni, ma accelerano processi naturali di selezione già presenti in natura. Sono strumenti importanti per ottenere piante più resistenti a stress climatici e patologie di vario tipo, contribuendo a ridurre l’uso di fitofarmaci e altri mezzi chimici.
Secondo Confai, la distinzione tra diverse categorie di NGT e la maggiore chiarezza sulle modalità di impiego potranno offrire certezze agli operatori e favorire investimenti mirati. “Servono regole chiare e ben strutturate – osserva Enzo Cattaneo, segretario provinciale di Confai Bergamo – per evitare che nuovi oneri burocratici precludano agli agricoltori l’accesso alle opportunità messe a disposizione dalla ricerca scientifica”.
Secondo Confai, la distinzione tra diverse categorie di NGT e la maggiore chiarezza sulle modalità di impiego potranno offrire certezze agli operatori e favorire investimenti mirati. “Servono regole chiare e ben strutturate – osserva Enzo Cattaneo, segretario provinciale di Confai Bergamo – per evitare che nuovi oneri burocratici precludano agli agricoltori l’accesso alle opportunità messe a disposizione dalla ricerca scientifica”.
In questo percorso, sottolinea Confai, è decisivo il contributo delle imprese agromeccaniche, che da anni rappresentano un ponte operativo tra innovazione e applicazione in campo. “Il trasferimento tecnologico non avviene automaticamente – aggiunge Bolis –, ma richiede l’intervento di operatori dotati di grande professionalità e di una rete di servizi, capaci di accompagnare le aziende agricole nella scelta di soluzioni avanzate. È in questa direzione che il comparto agromeccanico può dare un apporto significativo alla competitività dell’intero sistema”.

