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Atalanta, ecco il Chelsea ‘spendaccione’ e campione del mondo: i 2 miliardi spesi e il fattore Maresca
Foto Getty

Martedì arriva a Bergamo una delle squadre più vincenti in Europa dal 2000 ad oggi, chi ha costruito la propria rosa odierna a suon di milioni. E dove per due stagioni ha giocato anche Luca Percassi

Bergamo. Come per tutte le storie di calcio nelle quali a un certo punto arriva il più classico dei twist, anche per il Chelsea c’è un “prima” e un “dopo”. In questo caso, la puntina va messa sull’anno 2003, quando l’imprenditore e politico russo Roman Abramovich ha deciso di investire nel club e prendere il meglio che c’era sul mercato, partendo da José Mourinho.

Oltre due decenni dopo, i Blues possono vantarsi di essere una delle squadre più vincenti d’Europa, ma, allo stesso tempo, di essere tra quelle che probabilmente hanno speso più di tutti. Ed è un trend che si conferma anche guardando alla squadra di oggi, costruita grazie ai quasi due miliardi di euro spesi nell’ultimo quinquennio. Non tutti benissimo, ecco. Ma andiamo con ordine.

Una squadra molto italiana

Cosa c’era prima? Qualche trofeo sparso nel corso dei decenni, principalmente. Poi negli anni ’90 sono state poste le basi per ciò che sarebbe stato il futuro. Grazie, tra le altre cose, a una forte identità italiana. Il primo è stato Gianluca Vialli nel luglio 1996, pochi giorni dopo aver alzato la Champions League da capitano della Juventus, insieme a Roberto Di Matteo dalla Lazio, poi è stato il momento di Gianfranco Zola, e poi Casiraghi, Ambrosetti, Cudicini, Panucci e… Luca Percassi.

Sì, quel Luca Percassi, volato a Londra nel 1998 – insieme al talento SamueleDallaBona – appena diciottenne dalla primavera nerazzurra a Stamford Bridge, dove è rimasto due anni prima di fare ritorno in Italia con il Monza. Un paio di presenze nelle coppe nazionali subentrando nei minuti finali, contro Nottingham Forest e Arsenal, mandato in campo dall’allenatore Gianluca Vialli per fare l’esordio tra i professionisti — in una carriera durata relativamente poco, essendosi ritirato nel 2004 per intraprendere una nuova strada.

Luca Percassi Chelsea

Più di recente, sono transitati da Londra Jorginho, Emerson Palmieri, Borini, Amelia, l’ex AlbinoLeffe Valerio Di Cesare, oltre a Davide Zappacosta, grande ex della serata, 52 presenze e 2 gol tra il 2017 e il 2019, vincendo un’Europa League sotto la guida di Maurizio Sarri nel 2018/19. Sì, anche Sarri è stato a Stamford Bridge, portando avanti una linea di continuità di tecnici italiani avviata con Vialli nel 1998 e poi che ha portato Ranieri, Di Matteo, Ancelotti, Conte e, attualmente EnzoMaresca, la scommessa (vinta) da parte dei Blues.

Fattore Maresca

Quando è stato scelto, nell’estate 2024, l’ex centrocampista con un lungo trascorso tra Siviglia, Juve, Palermo, Màlaga, Olympiakos giusto per citarne alcune, aveva come massimo traguardo la vittoria della Championship con il Leicester e della Premier League 2 con la seconda squadra del Manchester City, oltre a una Champions vinta da assistente di Guardiola. E anche un esonero al Parma in Serie B. Insomma, esperienza relativamente poca, ma conoscenza enorme.

Il 45enne originario della Campania si è mostrato da subito un decisionista spietato, mettendo fuori rosa chi non riteneva necessario, anche visto l’enorme abbondanza numerica con cui doveva fare i conti. Per il resto, ha fatto parlare il campo: in 86 partite ha una media superiore ai 2 punti per gara, ha riportato la squadra in Champions League grazie al solido quarto posto dell’anno scorso e soprattutto ha vinto due trofei internazionali, la Conference League a maggio e il Mondiale per Club a luglio.

Ennesime testimonianza na mentalità vincente a livello internazionale che perdura da anni e che si è intensificata nell’ultimo ventennio: le due Champions League (2012 e 2021) si inseriscono in una bacheca che conta anche due Europa League (2013 e 2019), due Supercoppe (1998 e 2021), due Coppe delle Coppe (1971 e 1998) e anche il Mondiale per club del 2021. Varietà.

Enzo Maresca Chelsea

I più spendaccioni del mondo

Una cosa è certa: non si può dire che siano coppe piovute dal cielo. Anzi, per certi versi sembrano quasi una logica conseguenza della politica di spese da sempre attuata dalla società, visto che la tripla cifra di milioni spesi sul mercato è praticamente una costante. Certo, negli ultimi cinque anni anche a Stamford Bridge si sono superati, visto che partendo dall’estate 2020 il totale di spesa va addirittura oltre i 2 miliardi di euro per ben 65 giocatori. Oltre 30 milioni l’uno di media.

Al centro tecnico di Cobham le porte sono molto più che girevoli e le tasche del presidente ToddBoehly sembrano senza fondo: entrato in carica nel 2022, ha proseguito sulla stessa identica linea del predecessore, anzi, se possibile andando persino oltre. Certo, la linea è stata chiara sin dall’inizio: puntare sui giovani talenti emergenti, anche strapagandoli, per poi farli crescere in casa e blindarli con lunghissimi contratti di 7, 8 o 9 anni.

Non sempre è andata bene: una buona metà è stata già rimandata altrove, l’ucraino Mudryk (pagato 70 milioni dallo Shakhtar) è sospeso per doping, Joao Felix è finito in Arabia a 26 anni, altri si sono persi in giro per prestiti vari. Normale, quando si muovono così tante carte sul tavolo. A Maresca è toccato il compito di doverlo gestire, questo traffico.

Il Chelsea di oggi

A Bergamo arriverà una squadra che gioca un calcio veloce, moderno, poggiato su diverse certezze che anche qui si sono costruite – anche con esborsi economici davvero significativi – nel corso degli anni. Basta pensare ai perni del centrocampo Enzo Fernandez, campione del mondo con l’Argentina, 24 anni, pagato 120 milioni dal Benfica nel gennaio 2023, o il coetaneo Moisés Caicedo, preso per 116 milioni dal Brighton 6 mesi dopo.

enzo fernandez chelseaEnzo Fernandez

Discorso simile vale anche per il parco attaccanti, piuttosto vario: dal mobile centravanti JoaoPedro (23 anni, pagato 63 milioni dal Brighton) al fantasista e numero 10 ColePalmer, soffiato al City per 48 milioni di euro, fino alle svariate alternative sugli esterni. Pedro Neto (ex Wolverhampton, 60 milioni) e il talentissimo Estevao, preso dal Palmeiras per 45 milioni e appena maggiorenne (è classe 2007), ma anche altri due classe 2004, l’ex Manchester United Garnacho (46 milioni) e l’ex Dortmund Gittens (56 milioni). E l’anno prossimo arriverà anche Quenda (2007, 50 milioni) dallo Sporting di Lisbona.

Praticamente, nel peggiore dei casi, potremmo vedere un reparto che insieme somma 200 milioni di euro di spesa e un duo mediano da 236 complessivi. E la difesa? Il terzino mancino Cucurella, nazionale spagnolo, è costato 65 milioni di euro (anche lui dal Brighton), il suo vice Hato oltre 40 dall’Ajax. E poi WesleyFofana, pagato 80 milioni di euro. Eccezioni, però, ce ne sono: Reece James e Trevoh Chalobah, nati nel 1999, cresciuti sin da bambini nel settore giovanile dei Blues e oggi in Prima Squadra, con James da capitano.

In ogni caso, non bastano ad ‘abbassare’ un costo totale della formazione da 500-600 milioni. Per fare un raffronto, l’Atalanta vista in campo contro l’Eintracht Francoforte dal 1’ è costata praticamente un quarto. Per non parlare della panchina. A Bergamo ci sono modelli diametralmente opposti a confronto. E non è detto necessariamente che uno sia meglio dell’altro.