La Dea perde la partita e anche la faccia: nessuno si salva in una serata a tratti inspiegabile. Nerazzurri mai esistiti in campo contro la grinta dell’Hellas
L’Atalanta perde partita e faccia nel nebbione del Bentegodi, concedendo all’Hellas la prima vittoria del torneo. E credo sia davvero difficile commentare questa partita. La nostra formazione non è praticamente mai esistita in campo, contro l’undici di Zanetti che aveva invece l’occhio della tigre.
Davvero inaccettabile il comportamento della formazione nerazzurra, che ha sempre costantemente subito l’atteggiamento aggressivo e voglioso degli scaligeri, pronti a qualsiasi sacrificio pur di lasciare l’ultimo posto in graduatoria.
Palladino ha voluto schierare dall’inizio Krstovic al centro dell’attacco, lasciandomi parecchi dubbi che sono poi diventate certezze man mano che il match andava avanti. In un tempo disputato, il montenegrino non ha praticamente mai toccato la palla. Per la verità non è che gli altri abbiano fatto meglio, con CdK che pareva un agnellino contro il lupo (inspiegabile dopo le ultime ottime prestazioni) e Lookman apatico e mai propositivo.
In questo contesto il Verona non si è certo fatto pregare e gli attaccanti veneti hanno approfittato delle solite dormite della nostra retroguardia. Ecco, quindi, il 2-0 con cui si va all’intervallo appare risultato certamente giusto.
L’entrata di Scamacca non scuote eccessivamente la squadra che continua sulla stessa falsariga della prima frazione. Gioco inesistente, grinta zero, sconcertante. L’Hellas giustamente continua a fare la sua gara e segna anche la terza rete. Game, set and match direbbe Galeazzi.
Nella nebbia che avvolge sempre di più il terreno di gioco, c’è anche un rigore a nostro favore che Scamacca si incarica di trasformare per il 3 a 1 finale.
Al termine della gara sono furioso, è stato vergognoso assistere ad una prova del genere, non per la sconfitta in sé ma per l’inspiegabile atteggiamento con il quale è stata affrontata questa gara. Non venite a raccontarmi che abbiamo giocato mercoledi e che martedi giocheremo in Champions: non accampiamo scuse inutili, la realtà è che non si può entrare in campo contro una squadra che deve salvarsi e con il coltello fra i denti e permettersi di passeggiare a 2 all’ora.
Mi aspetto una strigliata da parte del mister per l’inaccettabile prestazione, nella quale davvero nessuno si è salvato. Occorreva forse rammentare ai giocatori che dietro il colletto c’è scritto “la maglia sudata sempre”?
In questo contesto credo che tutta la squadra debba assumersi le proprie responsabilità, poteva e doveva essere un crocevia importante per una ripresa in campionato. Stasera abbiamo capito invece che saranno tutte gare difficili fino alla fine del torneo: raggiungiamo alla svelta i 40 punti, poi vedremo.