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“Riscaldiamo l’inverno”: una risposta comunitaria alla povertà energetica

Torna a Bergamo un progetto molto apprezzato, nato per aiutare le famiglie in difficoltà ad affrontare i costi crescenti delle bollette e formarle ad un uso consapevole dell’energia

Bergamo. Al via anche quest’anno il progetto “Riscaldiamo l’inverno“, iniziativa nata nel 2022 per contrastare la povertà energetica nella provincia di Bergamo, promuovendo autonomia e resilienza delle famiglie. Il progetto è strutturato per combinare sostegno economico, formazione, attivazione di reti di prossimità e sensibilizzazione, con l’obiettivo generale di affrontare non solo l’emergenza, ma anche le cause strutturali della povertà energetica.

Sul territorio bergamasco, le Acli hanno già supportato circa 300 famiglie in due anni, attivando una rete di volontari formati come Tutor dell’Energia Domestica (TED) e costruendo percorsi di accompagnamento alla consapevolezza energetica. Nel 2025 il progetto viene promosso anche da Caritas Bergamasca e Società San Vincenzo de Paoli ODV, puntando ad intercettare, tramite gli sportelli e punti di ascolto, fragilità spesso compresenti: mancanza di lavoro, povertà economica, marginalità abitativa e sociale.

Ad aprire l’incontro di venerdì 5 dicembre al Monastero di Astino è intervenuto Nando Pagnoncelli, sondaggista bergamasco e amministratore delegato di Ipsos. Dalla sua ricerca è scaturito che, a causa dell’aumento dei costi energetici e delle tensioni geopolitiche, una famiglia su cinque teme di non riuscire a pagare le bollette e 8 persone su 10 non riuscirebbero a far fronte a una spesa improvvisa. Sempre secondo i dati raccolti dall’OIPE (Osservatorio Italiano sulla Povertà Energetica), che tiene conto dei dati Istat, sono 2,2 milioni le famiglie che vivono in condizioni di povertà energetica, quasi l’8,4% del totale. Pagnoncelli spiega, poi, l’importanza di diffondere la conoscenza delle CER, comunità energetiche rinnovabili, come strumenti di aiuto alle famiglie per risparmiare e per ottenere indipendenza energetica.

Il progetto è sostenuto dalla Fondazione della Comunità Bergamasca, Fondazione MIA e Fondazione Banco dell’Energia in collaborazione con Manager No Profit. “Quest’anno Fondazione MIA si è unita alle Acli, alla Caritas e alla S. Vincenzo de Paoli – dichiara Fabio Bombardieri, presidente della Fondazione -. Con il contributo a “Riscaldiamo l’inverno” intendiamo rinnovare l’impegno verso chi è più fragile. In particolare, l’obiettivo del progetto oltre che dare una risposta concreta alle famiglie che si trovano in difficoltà è quello di accompagnarle ad una gestione consapevole delle problematiche legate all’energia e alla sostenibilità, attraverso l’attivazione di reti di prossimità. In un momento in cui le risorse a disposizione non riescono a coprire interamente i bisogni delle persone fragili, riteniamo doveroso fare la nostra parte mettendo a disposizione fondi e mostrando il nostro impegno verso chi è più vulnerabile”.

“La povertà energetica è una delle forme delle nuove fragilità: non riguarda solo i costi delle bollette, ma incide anche sulla vita delle persone, sulla dimensione familiare e sulla qualità dell’abitare, così come sulla salute e sul lavoro – continua Federica Bruletti, portavoce di Osvaldo Ranica, presidente della Fondazione della Comunità Bergamasca -. Per questo sosteniamo con convinzione progetti capaci di dare risposte immediate, ma anche di costruire percorsi di autonomia e di prevenzione. “Riscaldiamo l’Inverno” va esattamente in questa direzione: unire competenze e prossimità per accompagnare le famiglie più vulnerabili con un intervento coordinato, attento e rispettoso della loro dignità. Questa collaborazione è un esempio di rete che funziona e che mette al centro le persone. Il nostro impegno è quello di rafforzare il ruolo della Fondazione come infrastruttura sociale del territorio, di diventare un punto di riferimento, che sappia collegare e mettere in dialogo figure diverse, attivare risorse, generare fiducia e rafforzare le comunità. Affrontare la povertà energetica significa tutelare dignità, salute e partecipazione ed è un impegno che vogliamo portare avanti per promuovere il benessere della nostra comunità”.

“La povertà energetica è un fenomeno che continua a riguardare un numero crescente di cittadini, rendendo necessario affrontare l’emergenza e le sue cause strutturali – afferma Silvia Pedrotti, responsabile della Fondazione Banco dell’Energia -. In questo quadro, sosteniamo progetti come ‘Riscaldiamo l’Inverno” che interviene con un approccio completo e duraturo che include la formazione all’uso consapevole dell’energia e il coinvolgimento delle reti territoriali. Il nostro contributo, sostenuto da JTI Italia, va in questa direzione: promuovere percorsi che rafforzino il sostegno alle famiglie e ne favoriscano una maggiore autonomia nel tempo”.

“Con “Riscaldiamo l’inverno”, Manager No Profit conferma la propria missione: mettere competenze ed esperienza al servizio del Terzo Settore e della comunità, contribuendo al benessere collettivo e al perseguimento del bene comune – prosegue Maurizio Vavassori di Manager No Profit -. Grazie alla collaborazione con Acli Bergamo, lo Sportello Energia, operativo negli spazi comunali della Social Domus di Bergamo, è un luogo di ascolto e prossimità all’interno del quale – in qualità di Tutor dell’Energia Domestica – offriamo consulenza, orientamento e strumenti pratici per affrontare le problematiche legate alla povertà energetica. L’obiettivo dei TED è quello di dare un aiuto concreto alle famiglie, supportandole in attività come la lettura delle bollette, la verifica dei consumi, la risoluzione di problematiche contrattuali, l’analisi dei comportamenti di consumo energetico, check-up e consulenza personalizzata su problematiche energetiche”.

“Il progetto ha un obiettivo formativo che riguarda l’accompagnamento dei nuclei in difficoltà all’efficientamento energetico della propria abitazione con due azioni -aggiunge don Roberto Trussardi, direttore di Caritas Bergamasca-. L’acquisizione di competenze necessarie per la gestione delle forniture energetiche e l’apprendimento delle buone abitudini da implementare nella propria abitazione, il tutto accompagnato dall’acquisto di materiali e elettrodomestici ad alta efficienza energetica a carico del progetto. Riuscire a gestire in maniera corretta ed efficace l’energia necessaria per far fronte alle esigenze della propria famiglia è prioritario per poter dare strumenti che aiutino le persone a diventare autonome. Ciò che ci preme sottolineare è che questo è un progetto che coinvolge e anima le comunità rendendole partecipi delle progettualità di questa azione”.

“Nella nostra provincia una famiglia su dieci fatica a pagare le bollette – chiude l’incontro Roberto Cesa, presidente delle Acli provinciali -. È la povertà energetica: un bisogno silenzioso, nascosto tra le mura domestiche, ma che pesa sul benessere e sulla dignità delle persone. “Riscaldiamo l’Inverno” nasce proprio per portare un primo sollievo immediato: sostenere i costi energetici e alleggerire un fardello che può diventare insostenibile. A oggi, grazie alla generosità di molti, abbiamo raccolto 9.060euro, ma il nostro obiettivo è ambizioso: 50.000 euro per raggiungere il maggior numero possibile di famiglie. Il progetto potrà avviarsi già al raggiungimento della prima soglia di 25.000 euro. Il contributo sarà potenziato grazie al sostegno delle Fondazioni partner del progetto. Ma non ci fermiamo qui: dietro al freddo ci sono storie di precarietà lavorativa, di abitazioni inefficienti, di isolamento sociale e di scarsa consapevolezza delle proprie possibilità. Per questo abbiamo scelto una strada ambiziosa: agire sull’emergenza, sì, ma anche sulle cause. Il contributo economico che offriremo non potrà essere totale: ogni bolletta sarà coperta al 60% dal progetto, mentre il restante 40% sarà condiviso tra la famiglia (20%) e gli attori territoriali: parrocchie, enti, associazioni, comunità educanti (20%). Noi crediamo nel coinvolgimento, nella corresponsabilità e in un accompagnamento che renda le famiglie protagoniste del proprio riscatto. Ci piace dire che non offriamo solo il “pesce” per oggi, ma anche la “canna da pesca” per il futuro”.

È possibile contribuire alla raccolta fondi per sostenere il progetto sul portale di Caritas Bergamasca.