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Djimsiti, De Roon, Pasalic: l’Atalanta riparte (ancora) dalla vecchia guardia
Foto Getty

I tre veterani hanno firmato i primi tre gol in Coppa Italia contro il Genoa: sono gli unici insieme a Rossi nell’attuale rosa ad essere stati presenti nelle tre finali perse nel 2019, 2021 e 2024

Bergamo. Certe volte un tabellino racconta più di tante cose. Soprattutto quello di Atalanta-Genoa 4-0. Basta vedere la casella dei marcatori: Berat Djimsiti, Marten De Roon, Mario Pasalic. E poi in fondo anche Honest Ahanor, come a ricordare che non si può vivere solo nel passato, ma bisogna anche guardare al futuro.

Djimsiti, De Roon, Pasalic. Sommando le loro presenze in nerazzurro, si sfora la quarta cifra: 1.031 per la precisione. Sono i tre attualmente nella rosa con più presenze in assoluto a Bergamo, hanno segnato un’epoca. E tutti e tre il 15 maggio 2024, nella tarda serata, erano in hotel a guardarsi negli occhi dopo aver perso la finale dell’Olimpico contro la Juve di Allegri. La terza finale in altrettanti tentativi.

“Eravamo io, Toloi, De Roon, Pasalic, Djimsiti”, ha raccontato Hateboer intervistato da Bergamonews, “noi che ci siamo sempre stati. E ci dicevamo ‘ragazzi, non è possibile essere a questo punto tutti gli anni’. Avevamo fatto così tante cose belle, eppure non vincevamo mai”. “Prima della partita ci guardavamo con Rafa, Marten, Hans e Mario, dicevamo che eravamo dei perdenti” ricordava invece Djimsiti a Dublino, pochi minuti dopo aver alzato “la coppa più importante”.

de roon atalanta

Hateboer oggi è a Lione, Toloi è tornato al San Paolo. Gli altri tre sopracitati rappresentano lo zoccolo duro della Dea di oggi, quella base solida da cui anche Palladino ha scelto di ripartire. “È bello sapere che ispiriamo ancora la mentalità dell’Atalanta nello spogliatoio” ha detto De Roon al termine del poker rifilato al Genoa, “cerchiamo ancora di essere degli esempi per tutti”. Per lui, come per gli altri due, la Coppa Italia è una chimera: “Il mister ce lo ha chiesto: ‘quante finali avete perso?’, ho risposto ‘3’. Con 5 partite si può alzare una coppa: è la strada più veloce”.

“Ci tengo tanto, perché è un obiettivo per tutti” ha sottolineato lo stesso allenatore, “è un trofeo importante che a Bergamo manca dal 1963, i ragazzi l’hanno vista 3 volte e non l’hanno alzata: vogliamo arrivare fino in fondo”. Quei ‘ragazzi’ citati indirettamente sono soprattutto loro tre, i leader di un gruppo al quale il tecnico ha riservato soltanto lodi.

Djimsiti Atalanta-Slavia Praga 0-0, la fotogallery

“Mi ha aiutato tutto il gruppo: ragazzi seri, tutti, chi c’è da tanti anni e chi c’è da poco. Io ho cercato di conoscere tutti e mi stanno mettendo in difficoltà: hanno grande qualità umane, tecniche e fisiche, è importante avere un gruppo che spinge così tanto”, ha evidenziato una volta di più.

Nella fin qui breve (ma intensa) era-Palladino, Djimsiti e De Roon non sono mai usciti dalla formazione titolare e più in generale dal campo, se non il primo per un quarto d’ora. Pasalic invece è rimasto in panchina a Francoforte, mentre con il Napoli è partito titolare e contro la Fiorentina è subentrato. “Volevo testarlo in mezzo al campo” ha spiegato il mister.

Sabato sera, a Verona, anche il numero 8 spinge per una conferma, magari lasciando qualche minuto in più di riposo a De Roon, visto che tre giorni dopo c’è il Chelsea e poi una settimana dopo il Cagliari in campionato. Palladino è stato chiaro: “Mi servono tutti”. Come dire: sono tutti uguali. Messaggio ineccepibile. Alcuni, però, sono sempre un po’ più… “uguali” di altri. Come De Roon, Djimsiti e Pasalic.