Il progetto
|Da Bergonzo all’archistar giapponese Tadao Andō, così rinasce l’ex Reggiani. Crs: “L’investimento della vita”
Entro il 2029 nell’ex complesso industriale la sede dell’azienda di Gorle, specializzata nella prefabbricazione di impianti off-site. Carnevali: “La città deve mantenere un sistema manifatturiero, non possiamo vivere di solo turismo”
Bergamo. Il dado, a questo punto, è davvero stato tirato e volteggia sopra le tettoie e i piazzali dell’ex stabilimento Reggiani. Dopo quasi vent’anni di calvario il vecchio complesso industriale ha finalmente trovato una nuova destinazione urbanistica: entro il 2029 i terreni a nord, quelli dove ancora oggi sorgono gli edifici della vecchia fabbrica, ospiteranno la nuova sede di Crs Impianti e Costruzioni, azienda di Gorle che ha acquisito dal Gruppo Manzi metà del compendio (quasi 50 mila metri quadrati) orientandosi verso la città per continuare la propria crescita.
“L’investimento della vita – sussurra Stefano Civettini, fondatore e presidente dell’azienda -. Non possiamo ancora comunicare le cifre, ma nel budget abbiamo previsto un impegno economico importante. Posso garantire che il giorno stesso che avremo la concessione entreremo con le ruspe”. Puntando con forza sulla prefabbricazione di impianti off-site, il Gruppo in pochi anni ha attraversato una crescita esponenziale e oggi conta più di 400 dipendenti. “Sono il nostro valore più grande – sottolinea Andrea Civettini, Chief Operating Officer -. Per la ricerca della nuova sede siamo partiti proprio da loro”.
Al termine dell’analisi dei luoghi di residenza dei lavoratori, il rondò delle Valli a poche centinaia di metri dalla Reggiani è risultato il punto di centro. L’ex stabilimento è così scalato in cima alla lista dei papabili siti: dopo mesi di interlocuzioni l’acquisizione è diventata realtà e in tre anni, nelle previsioni dell’azienda, lo sarà anche il trasferimento.
L’ex Reggiani è per estensione la seconda area dismessa più grande in città dopo Porta Sud. Il suo passato recente è un interminabile susseguirsi di incendi dolosi e incursioni abusive. Nel 2022 si era a lungo valutata l’ipotesi di un trasferimento sull’area della facoltà UniBg di Ingegneria da Dalmine, idea tramontata dopo che un’indagine giudiziaria per frode fiscale travolse il fondo milanese Advanced Global Solutions, in quegli anni tra i proprietari del complesso. A settembre il Gruppo Manzi, già intestatario delle aree a nord, era diventato l’unico proprietario dell’area aggiudicandosi le porzioni a sud del compendio al termine di un’asta fallimentare.
“L’avvicinamento di Crs ha portato ad un ripensamento integrale del contesto, con l’inserimento di nuove funzioni e il mantenimento degli edifici storici – chiarisce Franco Manzi, titolare dell’omonimo Gruppo -. Abbiamo dovuto attendere anni, ma oggi inizia il futuro”. L’area a sud, che include le storiche costruzioni dell’architetto Alziro Bergonzo ed è rimasta di proprietà del Gruppo, sarà destinata in parte a residenze e in parte a servizi.
Il ritorno in città di un’impresa di queste dimensioni è accolto con soddisfazione dalla sindaca Elena Carnevali. “Non possiamo vivere solamente di terziario e turismo – afferma -. Bergamo deve mantenere un sistema manifatturiero: Crs è un’industria moderna che si innesta in un patrimonio storico, un’occasione reale di sviluppo con un sistema produttivo green. La città non può che esserne orgogliosa”. L’assessore all’Urbanistica Francesco Valesini ricorda come siano già almeno una quindicina di anni che “gli urbanisti hanno compreso come la dismissione industriale abbia impoverito il tessuto cittadino”.
A firmare la nuova sede di Crs sarà il giapponese Tadao Andō, 84 anni, con studio a Osaka. “Quando me l’hanno detto non ci credevo”, confessa Valesini, architetto di professione. “Il fatto che Bergamo potrà vantare una sua architettura è straordinario”, sentenzia. Vincitore del premio Pritzker nel 1995, il corrispettivo del Nobel per gli architetti, l’archistar nipponica dopo aver visto le immagini e il progetto dell’ex Reggiani sarebbe balzata sulla sedia.
Andō sarà affiancato da due studi italiani, l’Mca – Mario Cassinelli e il Benini Partners & Architects, che garantiranno il dialogo con il territorio e le istituzioni. “Bergonzo è stato uno straordinario interprete del mestiere – riconosce l’architetto Mario Cassinelli -. Il tempo poi ha stratificato e oggi nel complesso si notano delle discontinuità. Il tema dell’intervento non sarà solo restituire un’identità architettonica, ma anche ritrovare la memoria storica di una parte della città”.
La conferenza stampa di annuncio dell'acquisizione in ComuneGià dalla prossima settimana inizieranno le operazioni di risanamento generale, con la messa in sicurezza e le prime demolizioni autorizzate con titoli diretti. Nonostante la successiva attivazione in forma separata, il piano delle bonifiche sarà unitario e gestito in coordinamento da entrambe le proprietà per ottenere da Arpa un unico titolo abilitativo.
Nell’arco di pochi mesi si dovrebbe così arrivare alla stipula della convenzione quadro che definirà non solo le funzioni, ma anche gli aspetti urbanistici: la nuova viabilità, le aree verdi, i parcheggi. Tutti i risvolti pubblici dell’operazione che al momento rimangono solamente abbozzati, ma che dovranno essere realizzati in un unico lotto. “L’obiettivo è depositare il masterplan in primavera”, annuncia Valesini. Dopo il deposito dei documenti, i procedimenti amministrativi relativi alle due aree prenderanno percorsi separati.



