Pendolari senza treni, esplode la protesta: oltre 500 firme per ripristinare le fermate di Caravaggio, Capralba e Casaletto Vaprio
La petizione “Pendolari di terza classe? No grazie!” chiede il ripristino dei regionali soppressi dei dopo i disagi causati dal nuovo orario ferroviario
Sono già più di 500 le firme raccolte nell’ambito della petizione “Pendolari di terza classe? No grazie!”, lanciata due settimane fa dal gruppo pendolari Ccc ( Caravaggio, Capralba e Casaletto Vaprio, nel Cremasco) per chiedere il ripristino delle fermate dei nuovi treni diretti 10656 e 10651. La richiesta è rivolta a Trenord e Regione Lombardia, dopo i disagi generati dal nuovo orario ferroviario entrato in vigore a giugno di quest’anno.
“Non siamo pendolari di terza classe – si legge nella nota che accompagna la petizione -. Non accettiamo di essere considerati sacrificabili”.
La soppressione dei regionali 10616 e 10641 nei giorni feriali ha lasciato scoperti i tre Comuni, il cui bacino di utenza si aggira intorno ai 20mila abitanti (senza contare i territori limitrofi che usufruiscono di queste stazioni) nelle fasce ritenute più critiche.
I pendolari lamentano, infatti, un vuoto di oltre due ore la mattina e la sera, nelle fasce orarie comprese tra le 7.30 e le 9.30 e le 19.15 e le 21, senza alternative su gomma e con conseguenze dirette per lavoratori e studenti costretti a raggiungere lo scalo ferroviario trevigliese (almeno per quanto riguarda quelli residenti a Caravaggio) i quali, però, si ritrovano a dover fare i conti oltre che con il traffico delle ore di punta anche con la penuria di posti auto disponibili.
Il gruppo evidenzia come tutto ciò avvenga per “un risparmio stimato di appena 10 minuti di percorrenza”. Insomma, “un beneficio marginale” che, secondo i pendolari, si traduce “in un danno grave per intere comunità”.
“Sappiamo che Trenord – spiega Alessia Assasselli del gruppo pendolari – ha motivato la cancellazione delle nostre fermate in ragione di un basso numero di utenti. Tutt’altro: sono tanti i lavoratori e gli studenti universitari che avevano, e hanno, bisogno di quei treni, mentre ora ci ritroviamo con un servizio mutilato e un vuoto di due ore la mattina e la sera, in orari di punta. Tutto questo per far risparmiare una manciata di minuti ad altri Comuni della tratta”.
Tra le soluzioni transitorie formulate dal gruppo (oltre al ripristino dei convogli 10616 e 10641), l’istituzione di un servizio navetta verso Treviglio nelle fasce scoperte e l’accorpamento delle corse dirette 10648 e 10656.
“Abbiamo quindi raccolto i dati di oltre 140 abbonati e pendolari interessati da queste cancellazioni, e avviato – aggiunge – una petizione online così che tutti i cittadini possano supportare la nostra richiesta. Siamo convinti che l’impatto dei disagi provocati da queste cancellazioni sia stato ampiamente sottostimato, e speriamo che Trenord e Regione Lombardia ne prendano atto il prima possibile. A Caravaggio, Capralba e Casaletto Vaprio – conclude Assasselli – abbiamo un grosso problema ed è urgente trovare una soluzione”.


