Secondo appuntamento di “Meritocratamente alla pari”, nella sede di Confindustria Bergamo, la co-fondatrice di Picosats ha parlato della propria carriera e del coraggio avuto nelle scelte. E sul futuro degli studenti nel settore: “ Ingegneria ha una crisi di iscritti assoluta. Non ho ragazze da assumere come ingegnere”. Presente anche l’assessore della Regione Tironi
“Credete in voi stesse. La passione è importante: se volete una cosa inseguitela. Io ho fatto tanta divulgazione con le giovani, e a volte ho visto in certe ragazze la convinzione di non potercela fare. Se sei brava devi poterlo fare. Credete in voi stesse: se vi piace una cosa la potete fare”. L’appello di Anna Gregorio, scienziata e imprenditrice di Trieste, alle donne, è un inno alla determinazione e alla forza di volontà nell’inseguimento dei propri sogni, contro ogni tipo di paura nel risultare inadeguata o di cadere in dinamiche di disparità di genere.
Gregorio, nel pomeriggio di martedì 2 dicembre, all’interno della sede di Confindustria Bergamo al Kilometro Rosso, è stata protagonista dell’incontro “Donne alla conquista dello spazio”, secondo appuntamento di “Meritocratamente alla pari”, un percorso contraddistinto da interventi con testimonianze e momenti di dialogo con l’obiettivo di approfondire il tema delle pari opportunità come leva strategica per la crescita del capitale umano, delle imprese e della società. A guidare e moderare l’incontro è stata Claudia Persico , Vicepresidente di ConfindustriaBergamo con delega alla Parità di Genere, e ha visto la presenza anche dell’assessora all’Istruzione, Formazione e Lavoro di Regione Lombardia Simona Tironi.
Gregorio, co-fondatrice di Picosats, società spin-off dell’Università degli Studi di Trieste attiva nel settore dei piccoli satelliti per la comunicazione spaziale, nell’aprile del 2020 è stata inclusa dalla rivista Forbes tra le 100 donne italiane di maggior successo. A Confindustria ha ripercorso i momenti salienti della propria carriera, a cominciare dai tempi del dottorato, svolto tra Pisa e il CERN (acronimo di Organizzazione Europea per la Ricerca Nuclerare, è il più grande laboratorio di fisica delle particelle al mondo, ndr) di Ginevra. “Sono nata come fisica delle particelle. Lavorare fin da giovanissima con gli scienziati più importanti al mondo è stato fondamentale. L’ambiente al CERN era eccezionale. Sono arrivata lì che ero alle prime armi e vedevo Lorenzo Foà, uno dei più grandi fisici italiani: mi ricordo che lo osservavo sempre con ammirazione”.
Poi il ritorno a Trieste, alla ricerca di un posto come ricercatrice. Decide di partecipare a un concorso nell’ambito dell’astrofisica, lei che fino a quel momento si era occupata solo di fisica delle particelle: grazie anche all’aiuto della grande Margherita Hack, astrofisica e una delle italiane simbolo del XX secolo, lo vince. “Margherita mi ha aiutato a preparare quel concorso con cura, guidandomi nel mondo dell’astrofisica. In quel concorso ho proposto un esperimento che era un incrocio tra astrofisica e fisica delle particelle. Fui brava a osare”.
Dopodiché approccia l’attività accademica, sempre a Trieste, iniziando nel frattempo a lavorare sul suo primo esperimento (la missione “Planck”: si tratta dell’ultimo residuo lasciato dal Big Bang. Un piccolo residuo di luce presente nel nostro universo, ndr) che lancia tra il 2009 e il 2013, riscontrando grande successo: “Guidare uno strumento in una missione spaziale mi riempii di orgoglio”. Al termine di questa grande avventura Anna si rende conto di essere poco soddisfatta dal punto di vista meritocratico e così decide di co-fondare Picosats. “Questa avventura è iniziata con il collega Mario Fragiacomo, guru delle telecomunicazioni in Italia. L’azienda si occupa dello sviluppo di sistemi di telecomunicazione miniaturizzati per piccoli satelliti. Dopo tanti sforzi fatti insieme, ora lavoriamo anche con l’Agenzia spaziale europea”.
Verso i giovani
Anna Gregorio e la sua carriera devono rappresentare una spinta per molti giovani, ma non solo.
“Io credo nella leadership femminile e nella passione per il lavoro. Mi hanno detto che questo si vede e ciò fa andare avanti anche l’azienda. È bellissimo vedere i ragazzi giovani offrirsi per venire da noi: è bello guidarli verso questo mondo. I ragazzi non cercano lo stipendio ma inseguono lo spirito dell’azienda.”
Proprio pensando ai ragazzi, Gregorio, oggi ancora docente all’Università di Trieste, si sofferma sulle difficoltà nel trovare oggi giovani ingegneri, soprattutto di genere femminile: “Ingegneria ha una crisi di iscritti assoluta. Non solo molti quelli che fanno hardware: bisogna cambiare mentalità. Pochissime anche le studentesse: non ho ragazze da assumere come ingegnere, faccio fatica a trovarle”.
È forse anche in base a questi dati che la scienziata friulana sta pensando alla creazione di “un Academy che parta dalle imprese e che funga da collegamento tra Università e mondo lavorativo. L’accademia dovrà puntare anche studenti di medie e superiori: questo è di fondamentale importanza”.
La vita di Anna Gregorio non è però solo scienza. Infatti, sin da quando è bambina pratica lo sport della vela: “Credo sia importante avere una vita non solo improntata sul lavoro: questo porta equilibrio. Io ho la fortuna che la mia vita sportiva coincide con quella privata perché anche mio marito è velista”. I due, insieme sulla stessa imbarcazione, hanno partecipato ai campionati italiani e mondiali.
Sull’argomento inerente alle pari opportunità si è espressa anche l’assessora Tironi: “È un cambiamento culturale quello che dobbiamo fare. Tutto passa dalle attitudini e dal talento che le persone hanno. Noi di Regione Lombardia abbiamo spinto anche sui progetti STEM (attività educative che mirano a sviluppare competenze in discipline scientifiche e tecnologiche, ndr) spingendo bambine e bambini a scuola ad usare il coding e la robotica. La scuola, in questo senso, deve essere la prima in grado di cambiare pelle. La parità di genere non è un capriccio ma è una condizione necessaria per garantire stabilità e competitività anche alle nostre aziende”.