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L’Atalanta vola ai quarti di Coppa Italia: tutto facile con il Genoa, ora la Juve
Foto Getty

Sblocca Djimsiti nel primo tempo, De Roon fa il bis a inizio ripresa e nel finale timbrano Pasalic e Ahanor: ospiti in 10 per quasi un’ora di gioco. Solo 11mila persone sugli spalti, proteste per l’orario dalla Curva Nord

Bergamo. Per il sesto anno consecutivo, l’Atalanta approda ai quarti di finale della Coppa Italia. La vittoria in scioltezza contro il Genoa in una New Balance Arena non proprio gremita vale la sfida in casa contro la Juventus a inizio febbraio, la chimera della coppa nazionale, avendola sfidata due volte in finale (2021 e 2024) senza riuscire a batterla).

Se ne riparlerà tra un paio di mesi: per ora Raffaele Palladino pensa a godersi la terza vittoria consecutiva, striscia di successi più lunga finora ottenuta in stagione di una squadra che sta riuscendo finalmente a trovare quella continuità mancata nei primi due mesi e mezzo di annata, muovendo anche il primo piccolo passo verso il raggiungimento di un trofeo già sfiorato tre volte, ma dal 1963 mai più agguantato.

L’atmosfera è tiepidina, in linea con gli 11 gradi che segna il termometro al fischio d’inizio: non male per essere il 3 dicembre. Certo, sarebbe stato un buon baratto qualche grado in meno per qualche spettatore in più: ce ne sono 11mila, la metà della piena capienza. D’altronde l’effetto 3 del pomeriggio di un giorno lavorativo condiziona, unitamente alla protesta messa in atto da alcuni gruppi, che hanno scelto di non esporre i propri striscioni di rappresentanza.

Ne compare uno in Nord, a metà primo tempo: “La partita alle tre: Lega Calcio non era questo che intendevamo”, accompagnato da cori contro la Lega Serie A, leitmotiv di tutta la partita e che unisce anche i 608 del settore ospiti, con i quali non c’è proprio storicamente una totale simpatia, per usare un eufemismo.

striscione coppa italia

Tutti concordi – genoani esclusi in questo caso – anche su Sead Kolasinac, tornato titolare a 264 giorni dall’infortunio al crociato occorso contro il Bologna: ogni suo anticipo viene accolto con un boato. Il bosniaco è una delle poche novità apportate da Palladino, che rilancia Pasalic e Zalewski a centrocampo e dà riposo a Lookman, ma per il resto mantiene buona parte dell’ossatura della ‘sua’ Dea.

Sorprende vedere soprattutto De Ketelaere e anche Scamacca, confermato dopo il tempo intero di Napoli e le due titolarità: il concetto è chiaro ed è di continuità. Ragion per cui non escono neanche gli altri perni, da De Roon a Bellanova, da Djimsiti a Hien. Cambia giusto il portiere. E Zappacosta, a casa con la febbre, mentre Scalvini si rivede almeno in panchina.

Il Genoa prova ad approcciare al match con personalità, ma una volta che l’Atalanta trova le misure la squadra di De Rossi finisce per perdere terreno e palloni. E i cross nerazzurri sono rebus per la difesa ospite: Pasalic di testa centra la traversa, Djimsiti la porta firmando l’1-0 al 19’.

La nota negativa di un primo tempo dominato è l’infortunio di Kamaldeen Sulemana, fuori per un risentimento muscolare all’adduttore: il suo cambio Maldini entra e sfiora due volte il 2-0, cogliendo un palo su punizione e poi calciando clamorosamente largo a tu per tu con Siegrist. Come se non bastasse, l’espulsione di Fini per fallo su Bellanova lanciato a rete lascia il Genoa in 10 per più di un tempo.

De Rossi tenta di correre ai ripari inserendo un difensore più, il classe 2002 Marcandalli, bergamasco di Brembate, ma il tema tattico resta lo stesso. E infatti dopo 9 minuti nella ripresa arriva il 2-0 di De Roon con il classico tiro di prima dalla distanza che omologa la stagione. Palladino può concedersi un po’ di turnover, a questo punto sì, con una partita solo da accompagnare fino al triplice fischio con annesso 3-0 di Pasalic e poker dell’ex Ahanor: dal 46’ di Napoli-Atalanta il bilancio è di 10 gol segnati e zero subiti in 315 minuti. Non male come ripartenza.

atalanta esultanza casa

Atalanta-Genoa 4-0

Marcatori: 19′ Djimsiti, 54′ De Roon, 82′ Pasalic, 90+1′ Ahanor

Atalanta (3-4-3): Sportiello; Djimsiti (60′ Brescianini), Hien, Kolasinac (60′ Ahanor); Bellanova (74′ Bernasconi), De Roon, Pasalic, Zalewski; De Ketelaere (60′ Samardzic), Scamacca, Kamaldeen (21′ Maldini). A disp. Carnesecchi, Rossi, Kossounou, Scalvini, Musah, Ederson, Lookman, Krstovic. All. Palladino

Genoa (3-4-2-1): Siegrist; Norton-Cuffy (78′ Venturino), Otoa, Vasquez; Ellertson, Masini, Frendrup (71′ Onana), Fini; Carboni (46′ Marcandalli), Stanciu (71′ Cuenca); Ekhator (71′ Ekuban). A disp. Leali, Sommariva, Ostigard, Martin, Thorsby, Messias, Vitinha, Colombo. All. De Rossi

Arbitro: Perri

Ammoniti: –

Espulsi: Fini (36′) per fallo su chiara occasione da gol.

Note: 11.651 spettatori. Recupero tempo: pt 4′, st 3′

I gol

1-0 Djimsiti (19’) – Un giropalla da dietro dopo un corner porta Zalewski a poter puntare da sinistra e rientrare sul destro crossando dentro l’area: sul pallone tagliato arriva Djimsiti, dimenticato dentro l’area e con tutto il tempo di staccare, prendere la mira e di testa insaccare all’angolino alla sinistra di Siegrist.

2-0 De Roon (54’) – Azione prolungata dell’Atalanta che prima dalla destra impegna Siegrist, poi sul prosieguo pennella un cross al centro che Maldini addomestica al limite appoggiando per il capitano nerazzurro: collo pieno di prima intenzione da oltre 20 metri e palla che passa vicino al palo alla sinistra del portiere genoano.

3-0 Pasalic (82′) – Altra azione ben manovrata dalla Dea con Bernasconi che in area pesca Scamacca, il 9 si gira e tira col sinistro: la palla è destinata fuori, ma sul secondo palo sbuca Pasalic in scivolata per correggere la traiettoria.

4-0 Ahanor (90+1′) – Corner dalla destra di Bernasconi prolungato da Pasalic per Ahanor che al centro trova il colpo di testa, con Siegrist che non riesce a tenerla fuori.