Ballando di Architettura
|Il chitarrista metal brasiliano Kiko Loureiro al Druso: “La mia storia, dagli Angra al nuovo tour”
L’intervista all’artista che sarà protagonista, insieme a Bruno Valverde alla batteria e Felipe Andreoli al basso, di un tour retrospettivo che celebra i suoi oltre tre decenni di carriera, ed include pezzi storici tratti dai suoi anni negli Angra e nei Megadeth, oltre a brani dal suo più recente album solista
Si chiama Pedro Henrique “Kiko” Loureiro, è nato e cresciuto a Rio De Janeiro e nel 1992, a soli 19 anni, viene invitato a unirsi a quella che, di lì a breve, sarebbe diventata una delle più famose heavy metal band del Brasile, gli Angra. Con loro pubblica otto album dal 1993 al 2014 e gira il mondo in lungo e in largo.
Poi viene notato da Dave Mustaine, icona mondiale del thrash metal, nonché leader assoluto dei Megadeth, con cui vince un Grammy e suona fino al 2023, anno in cui, un po’ a sorpresa, comunica la propria separazione dal gruppo, spiegando che il motivo per cui ha deciso di lasciare la band è lo stesso per cui ci è entrato: avere maggiore libertà. Nel primo caso, libertà di suonare con una leggenda della musica, nel secondo caso, libertà di stare più tempo con la propria famiglia. Tutto con la benedizione di Sua Maestà Mustaine, cosa per niente scontata.
Oggi, Kiko Loureiro è protagonista, insieme a Bruno Valverde alla batteria e Felipe Andreoli al basso, di un tour retrospettivo che celebra i suoi oltre tre decenni di carriera, ed include pezzi storici tratti dai suoi anni negli Angra e nei Megadeth, oltre a brani dal suo più recente album solista.
Abbiamo avuto il piacere di intervistarlo in occasione del suo passaggio a Bergamo, il prossimo 4 dicembre al Druso.

Ciao Kiko, come sta andando il tour fino ad ora?
Molto bene, è una tournée decisamente lunga, questa, di quasi trenta date, e devo dire che ogni sera la risposta del pubblico è molto buona. In più, col progredire dei concerti, il feeling tra noi sul palco si sta affinando. Insomma, più si suona, meglio è.
Come ti trovi con questa formazione?
Sono contento di tornare a suonare in trio, principalmente ma non esclusivamente musica strumentale, perché questo mi dà la possibilità di esprimermi di più sul mio strumento. Suonare con Angra e Megadeth era più semplice dal punto di vista logistico, si arrivava sul posto, per lo più all’interno di festival di grandi dimensioni, si attaccavano gli strumenti e si partiva seguendo la medesima scaletta. Dopo 50 o 70 minuti si finiva. In questo tour, l’organizzazione è molto diversa, ogni locale ha il suo backline, il suo impianto, i propri fonici, il suo pubblico, anche la connessione che si crea tra chi sta sopra e chi sotto il palco è differente. L’importante per me è non aver mai smesso di suonare musica strumentale, nemmeno prima, quando militavo in grandi band. Quella suonata e quella cantata sono due dimensioni totalmente complementari, è positivo che tra le stesse si crei il giusto equilibrio. Non mi dispiacerebbe pure avere un trio jazz-fusion con cui pescare più a fondo tra le mie influenze di musica brasiliana.
Ho visto un tuo post nel quale ironizzavi sul fatto che in Italia non si trova il caffè americano ma solo l’espresso. Come prosegue la tua ricerca?
Non bene (ride). Sfortunatamente, da quando ho iniziato a passare più tempo negli States, mi sono assuefatto al caffè americano, ma l’espresso resta il migliore, intendiamoci.
Ad aprile del 2026 gli Angra suoneranno uno show speciale al Festival Bangers Open Air di San Paolo, nel corso del quale si riunirà la formazione dell’album “Rebirth” del 2001. Cosa puoi dirci di questa serata speciale?
Sono molto felice di ritrovarmi sul palco con gli Angra, per suonare quel disco che letteralmente ha costituito la nostra rinascita, dopo la separazione con il primo cantante e fondatore, il compianto Andre Matos. E’ una splendida occasione per festeggiare i 35 anni della band. Spero proprio che gli organizzatori del festival possano “esportare” l’idea anche su altri palchi.

Che progetti hai per l’anno nuovo?
Innanzitutto, vorrei tornare a casa sano e salvo dal tour (ride), poi inizierò a comporre e registrare una colonna sonora che mi è stata da poco commissionata.
C’è spazio per una domanda da fan?
Sono pronto (ride).
Il mio primo concerto metal fu quello degli Angra al Parco Acquatica di Milano, il 17 novembre 1996. Hai qualche ricordo di quella sera?
Certo! Era l’ultima data del tour di “Holy Land”, suonavamo in una specie di tendone da circo (vero, N.d.A.) e l’atmosfera sul palco era molto festaiola, come accade sempre al termine di un tour. Eravamo giovani, ci facevamo molti scherzi sul palco e nel backstage, e nemmeno quella sera mancarono le sorprese. Al termine della nostra scaletta, due membri dei Vanden Plas, che suonavano in apertura, fecero una cover di “Wait for sleep” dei Dream Theater e il nostro batterista dell’epoca, Ricardo Confessori, insieme ad alcuni dei nostri tecnici, suonò “Raining Blood” degli Slayer. Quando arrivò il momento di caricare gli strumenti sul tour bus per dirigerci verso l’aeroporto, il bassista dei Vanden Plas si accorse che qualcuno gli aveva rubato il basso. Cose che capitano.
INFO concerto Kiko Loureiro al Druso, 4.12.2025: https://drusobg.it/events/kiko-loureiro-opening-andy-addams/


