I riconoscimenti
La Camera di commercio celebra il valore del lavoro: premiati lavoratori, imprese e tre benemeriti
La 63ª edizione del Riconoscimento del lavoro e del progresso economico, ospitata al centro culturale Daste e Spalenga di Bergamo. Un appuntamento che ogni anno mette al centro le persone e le imprese
Bergamo. Una sala gremita e un clima di festa hanno accolto, domenica 30 novembre, la 63ª edizione del Riconoscimento del lavoro e del progresso economico, ospitata al centro culturale Daste e Spalenga di Bergamo. Un appuntamento che ogni anno mette al centro le persone e le imprese che, con impegno silenzioso e costanza quotidiana, tengono vivo il cuore produttivo della provincia.
La cerimonia è stata aperta dai saluti istituzionali della sindaca di Bergamo Elena Carnevali, dell’assessore alla Casa di Regione Lombardia Paolo Franco e del direttore dell’Ufficio Pastorale del Lavoro della Diocesi di Bergamo Stefano Remuzzi.
Anche quest’anno l’iniziativa ha potuto contare sul sostegno di Intesa Sanpaolo, partner ufficiale della manifestazione, rappresentata da Daniele Pastore, direttore regionale Lombardia Nord Intesa Sanpaolo.
Il presidente della Camera di Commercio, Giovanni Zambonelli, ha consegnato i riconoscimenti a 25 lavoratori dipendenti e a 34 imprese ultratrentennali , tra cui Cereria Pernici storica impresa bergamasca per i suoi 132 anni di ininterrotta attività , oltre ai premi riservati a un giovane imprenditore Salvatore Vitiello e a una donna imprenditrice Moira Rota.
Tre, inoltre, le benemerenze camerali, attribuite a figure che hanno saputo lasciare un segno profondo nella comunità bergamasca:
Don Davide Rota, sacerdote dal 1973, già missionario in Bolivia e oggi alla guida del Patronato San Vincenzo, dove dedica la propria vita ai più fragili, in particolare ai migranti senza lavoro e senza permesso di soggiorno. Una presenza instancabile, che traduce i valori del Vangelo in ascolto, accoglienza e aiuto concreto.
Francesco Maffeis, fondatore della storica Fra.Mar, passato dal lavoro a 12 anni alla creazione di un’azienda che oggi conta mille dipendenti, attenta all’ambiente e alla parità di genere. Commendatore della Repubblica, presiede da anni la RSA Fondazione Bartolomeo Spada di Schilpario, impegnandosi nel suo rilancio e nell’ampliamento dei servizi alla comunità. Un percorso costruito con passione, rigore e senso civico.
Bruna Gritti Cerea, colonna del ristorante Da Vittorio, che per quasi sessant’anni ha affiancato il marito Vittorio nella costruzione di una delle dinastie gastronomiche più importanti al mondo. Prima ad arrivare e ultima a uscire dal ristorante, continua a essere una presenza fondamentale per una famiglia che porta l’eccellenza bergamasca in Italia, in Europa e in Asia. Una vita dedicata al lavoro, alla creatività e alla cura della tavola.
Nel suo intervento, Zambonelli ha ribadito il valore profondo della giornata: “Il Riconoscimento del lavoro e del progresso economico mette al centro storie che non parlano solo di anni di attività, ma di impegno, dedizione e responsabilità. In oltre due secoli di storia, la Camera di Commercio ha attraversato trasformazioni profonde, mantenendo però ferme le proprie radici: la cultura del lavoro, la capacità imprenditoriale e lo spirito di concretezza che contraddistinguono Bergamo”.
Un messaggio che ha attraversato l’intera cerimonia, ricordando come dietro ogni impresa ci siano persone, famiglie e comunità. Non a caso lo stesso Zambonelli ha richiamato il MADE Film Festival, tenutosi due settimane fa, che attraverso il linguaggio del cinema ha raccontato il valore umano che sostiene ogni percorso imprenditoriale.










