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Da Napoli a Bergamo: “Precisione, serietà, sana competizione: qui abbiamo trovato una mentalità più aperta”

Va alla Eredi Vitiello Giuseppe srl il premio Fedeltà al Lavoro 2025 per la categoria ‘giovani imprenditori’. Salvatore Vitiello, 27 anni, è il maggiore dei tre fratelli

All’azienda di autotrasporti Eredi Vitiello Giuseppe srl il premio speciale per i giovani imprenditori – Salvatore Vitiello, 27 anni: “Senza la mia famiglia non sarebbe stato possibile questo risultato”.
Va alla Eredi Vitiello Giuseppe srl il premio Fedeltà al Lavoro 2025 per la categoria ‘giovani imprenditori’. Salvatore Vitiello, 27 anni, è il maggiore dei tre fratelli. Nel 2018, con tutta la famiglia
– mamma Teresa, papà Giuseppe, i fratelli Mario e Cristhian, che hanno, rispettivamente, 26 e 21 anni – decide di lasciare Napoli per trasferirsi a Bergamo e continuare l’attività di autotrasporti qui.

Perché Bergamo?
Mio padre conosceva questo territorio grazie al suo lavoro. In un momento molto difficile per la nostra famiglia – era mancata da poco mia nonna – abbiamo deciso di trasferirci. Non è stata
presa a cuor leggero, ma oggi posso dire che non avrei potuto fare una scelta migliore di questa.

Perché?
Qui mi sono trovato benissimo, con orgoglio posso dire che mi sento bergamasco al 100%. Questo territorio mi ha dato tante opportunità, lavorative e non; la gente ci ha accolti alla grande. Abbiamo trovato un mondo completamente nuovo e una mentalità molto più aperta. All’inizio, quando andavamo a presentarci alle aziende, io avevo 19 anni e mi trovavo a parlare con persone di 60 anni, che mi trattavano come se fossi un loro pari. Questo è stato il segno di quello che avrei trovato dopo. A Napoli non sarebbe andata così, ma non perché a Napoli non si possa crescere,
anzi, ci sono tante aziende simbolo del territorio, che funzionano. È che a noi stavano strette alcune condizioni lavorative: qui c’è un’attitudine al lavoro differente, una precisione, una serietà e
una sana competizione, che mi stimola tantissimo.

Come avete cominciato qui?
Nel 2018 siamo saliti con due mezzi, che guidavamo mio papà ed io. Allora avevo 19 anni, i miei fratelli 18 e 13. I primi sono stati anni molto duri, non è stato semplice, perché questo era un
territorio nuovo per noi. Piano piano, si è aggiunto anche mio fratello e lentamente abbiamo cominciato a crescere, un passo alla volta.

La vostra azienda è stata premiata con questa motivazione: ‘Per aver avviato da giovanissimi in un territorio a loro sconosciuto e nuovo, essendo originari di Napoli, un’attività imprenditoriale di trasporti. Con passione e sacrificio in soli sette anni sono riusciti a quadruplicare e rinnovare il parco mezzi, acquistare un capanno con un notevole aumento del fatturato’.
Oggi abbiamo 14 mezzi, comprese le motrici, i rimorchi, i furgoni e i trattori stradali. Abbiamo acquistato il capannone a Fontanella, che oggi è la nostra sede. Abbiamo rinnovato i mezzi e
apportato una serie di migliorie. Quanto al fatturato, registriamo una crescita del 32%.

Come avete reagito alla notizia del Premio?
È una grande soddisfazione. Tutto questo è stato possibile grazie ai miei genitori, la colonna portante della nostra famiglia. Sono loro che hanno trasmesso a me e ai miei fratelli il senso del lavoro e l’attitudine al sacrificio. E se non ci fosse l’armonia che c’è tra noi cinque, non avremmo ottenuto questo risultato. Noi tre fratelli siamo uniti come poche cose al mondo. E poi – sorride – noi diciamo che non abbiamo sangue nelle vene, ma benzina e gasolio, perché abbiamo sempre fatto questo lavoro, a cominciare da mio nonno. Se dovessi riassumere tutto, userei due parole: perseveranza e duro lavoro.

Plauso anche da Mauro Brambilla, sindaco di Fontanella, che – alla notizia del riconoscimento – è corso a congratularsi con la famiglia Vitiello: “Considerate le enormi difficoltà e le sfide che il
mondo imprenditoriale deve affrontare in questo momento, un riconoscimento a un’azienda del nostro territorio è sempre un momento di orgoglio per tutta la comunità”.